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In Belgio per scoprire le meraviglie di una città d'arte unica al mondo. Tra canali, vie acciottolate, musei prestigiosi e oasi di pace

Che cosa vedere a Bruges, il gioiello delle Fiandre

1 Giugno 2021

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Un'estate di arte contemporanea "open air" nelle Fiandre

Bruges la bella, Bruges la romantica, Bruges la medievale. E poi, Bruges la città di Van Eyck, Bruges lo scrigno fiammingo. Sono tanti gli aggettivi e gli epiteti che vengono assegnati alla città belga (Brugge in fiammingo), uno dei centri più famosi e visitati delle Fiandre. Tutti epiteti veri, peraltro: perché Bruges ammalia con il suo reticolo urbano perfettamente conservato e con le sue preziose opere d'arte conservate in musei al passo con i tempi. In quest'articolo vi spieghiamo che cosa vedere a Bruges se ci venite per la prima volta, tenendo presente il centro storico è facilmente girabile a piedi o in bici e che perciò vi consigliamo caldamente di venirci in treno o di lasciare l'auto all'hotel.
 
Tra l'altro, Bruges nel 2021 è protagonista di una bella Triennale d'arte contemporanea, di cui scriviamo dettagliatamente in quest'articolo: un motivo in più per esplorare le sue vie e i suoi canali alla ricerca di installazioni e sculture. Mentre se conoscete già a memoria tutto quello che vi proponiamo in quest'articolo, ecco le otto esperienze da non perdere oltre le immagini da cartolina e i monumenti più noti. 
 
1. I CANALI E LE VIE DEL CENTRO
Dunque, come dicevamo Bruges è facilmente esplorabile a piedi: è davvero un piacere camminare per le vie acciottolate, fermandosi a contemplare gli antichi edifici e scoprendo i piccoli parchi nascosti, fino a imbattersi nel pittoresco scorcio di un canale (come quello famosissimo di Rozenhoedkaai, con vista sulla torre civica). Proprio i canali sono le arterie della città e nulla è paragonabile al piacere di un giro in barca in una giornata di sole: una piccola parentesi nella vostra giornata, visto che il giro dura circa mezz'ora, ma di quelle che lasciano ricordi memorabili. L'imbarco avviene in uno dei cinque moli nel cuore della città. Ma sono anche molti altri i mezzi di trasporto alternativo per scoprire l'atmosfera del centro storico: le carrozze vi aspettano tutti i giorni nella piazza del Markt, mentre quotidianamente sono organizzati tour guidati a piedi, di corsa, in bicicletta, in risciò, in segway... e talvolta anche in mongolfiera. C'è solo l'imbarazzo della scelta. 


La cartolina di Bruges da Rozenhoedkaai - foto Visit Flanders

2. MARKT E BURG, LE DUE GRANDI PIAZZE
Markt e Burg sono le più antiche e monumentali piazze di Bruges, separate soltanto da qualche decina di metri. Il Markt, come dice il nome stesso, è la Piazza del Mercato, che si svolge ancora qui tutti i mercoledì: circondato da case colorate, è dominato dall'altissima Torre Civica, che svetta sulla città dai suoi 83 metri d'altezza (alla vista dall'alto vi separano 366 gradini... ma ne vale la pena). Il vicino Burg, invece, è la piazza del potere politico, dove si amministra la comunità da oltre 600 anni. Qui si ammira una stupenda collezione di stili architettonici; l'edificio più maestoso è appunto il Municipio, realizzato nel XIV secolo e contenente la magnifica sala gotica, davvero da non perdere con il suo impressionante soffitto a volta e gli affreschi del XX secolo sulla storia di Bruges. Interessante anche la Basilica del Sacro Sangue, posta su un lato della piazza e composta da una cappella inferiore (un raro esempio di romanico fiammingo) e da quella superiore (neogotica). Fino a ottobre 2021, troverete anche nel Burg una delle opere di Triennale Bruges.


Il Markt - foto Jan D'Hondt/Visit Bruges​

3. L'ANTICO QUARTIERE ANSEATICO
Nella parte a nord delle piazze si ripercorre la storia della città nel medioevo, quando - parliamo del XIII secolo - Bruges poteva definirsi il principale centro commerciale dell'Europa nordoccidentale. Di qui passavano ogni giorno mercanti da tutta Europa, molti dei quali presero anche casa in città. Pensate che la prima borsa valori al mondo nacque proprio a Bruges: le attività si svolgevano su una piazza davanti alla locanda di proprietà della famiglia Van de Beurse, attiva come intermediaria. Si iniziò a dire "andiamo alla Borsa" e l'espressione rimase per sempre. Sulla piazza avevano sede anche le rappresentanze genovesi, veneziane e fiorentine: quell'angolo, seppur modificato dal tempo, è ancora visibile all'incrocio tra Vlamingstraat, Grauwwerkersstraat e Academiestraat, dove spicca un edificio con belle finestre gotiche (la casa dei genovesi). Ma è piacevole camminare per tutto l'antico quartiere, scoprendo le facciate che evocano le potenze commerciali di un tempo.


Il canale Spiegelrei e la piazza Van Eyck, Bruges - foto Jan Darthet/Visit Bruges

4. IL MUSEO GRUUTHUSE, PER CAPIRE LA STORIA DELLA CITTÀ
Bruges continuò a brillare anche nel XIV e nel XV secolo, che viene addirittura chiamato il "Secolo d'oro" di Bruges. Furono i Duchi di Borgogna a renderla un crocevia culturale imprescindibile per la vita dell'epoca: accanto alla produzione tessile fiorirono le arti e vennero costruiti palazzi e chiese. A ripercorrere la storia della città è il Museo Gruuthuse, appena restaurato con un accattivante allestimento che mescola antico e moderno, nel quale è raccontato il periodo d'oro di Bruges ma anche altre epoche successive. Il museo vale la visita anche soltanto per la piccola, meravigliosa cappella di legno da cui ci si affaccia sulla Chiesa di Nostra Signora: fu costruita da Louis de Gruuthuse, il proprietario del maestoso palazzo ove è collocato il museo, la cui famgilia aveva fatto fortuna grazie al monopolio sul gruut, un miscuglio di piante aromatiche utilizzate per aromatizzare la birra (prima che il luppolo diventasse d'uso comune!). 


L'entrata al Gruuthuse Museum, Bruges - foto Jan Darthet/Visit Bruges

5. LA CHIESA DI NOSTRA SIGNORA E LA CATTEDRALE DI SAN SALVATORE
A proposito della luminosa, bianchissima Chiesa di Nostra Signora (Onze-Lieve-Vrouwekerk): non dovete dimenticare di entrarci, se non altro per ammirare la Madonna con Bambino di Michelangelo, un capolavoro arrivato a Bruges perché commissionato dai Mouscron (italianizzati in "Moscheroni"), mercanti fiamminghi di tessuti. La chiesa, in ogni caso, comprende anche numerose opere d'arte, tra cui tombe medievali decorate del XIII e del XIV secolo. A poca distanza, la Cattedrale di San Salvatore, anch'essa restaurata recentemente, è la più antica chiesa parrocchiale di Bruges e ospita una ricca collezione di pittura fiamminga; da ammirare i rinnovati affreschi su pareti e pilastri.

L'interno della Chiesa di Nostra Signora, Bruges - foto Jan D'Hondt/Visit Bruges

6. DUE MUSEI PER AMMIRARE I PRIMITIVI FIAMMINGHI
Per ammirare le stupefacenti creazioni dei pittori fiamminghi, però, dovete recarvi in altri due luoghi di Bruges, sempre a poca distanza dalle chiese e dai musei precendentemente citati. Il primo è il Museo Groeninge, dove sono conservati la Madonna con il canonico Joris van der Paele di Jan van Eyck e il trittico Moreel di Hans Memling: l'uno e l'altro artista furono protagonisti del Secolo d'oro di Bruges, alla corte dei Duchi di Borgogna, e innovarono l'arte europea con le loro straordinarie creazioni. Il secondo è l'Ospedale di San Giovanni (Sint-Janshospitaal), uno degli ospedali più antichi d'Europa oggi trasformato in museo; qui sono ben sei le opere di Memling, tra cui l'eccezionale Reliquario di Sant'Orsola. La stessa struttura è bellissima: non dimenticate di salire nella gigantesca soffitta di Diksmuide, le cui travi in rovere sono tra le più antiche e monumentali d'Europa.


Groeningemuseum, Bruges - foto Jan Darthet/Visit Bruges

7. IL BEGHINAGGIO, OASI DI PACE
Si starebbe ore ad assaporare le atmosfere del Beghinaggio (Begijnhof), una vera e propria oasi di pace nella parte meridionale della città. Immaginate un grande cortile, dove in primavera fioriscono migliaia di narcisi e dove gli alberi hanno belle radici aggrovigliate; un cortile che è contornato da piccole casette bianche su tutti i suoi lati, dove fin dal Duecento viveano le beghine, donne laiche emancipate che conducevano una vita casta e pia. La Begijnhuisje, una delle casette, è aperta alle visite in occasione di Triennale Bruges (fino a ottobre 2021 troverete anche qui una delle opere dell'evento), ma è il silenzio che colpisce e lascia interdetti: non si sente quasi il rumore della città all'esterno, tutto sembra come sospeso nel tempo. Insieme ad altri Beghinaggi fiamminghi, anche quello di Bruges è Patrimonio dell'Umanità Unesco. 


Beghinaggio, Bruges - foto Getty Images

8. IL MINNEWATER, PER I ROMANTICI
Le coppie hanno una sosta obbligata a Bruges: il piccolo laghetto rettangolare nella parte meridionale della città, vicino al Beghinaggio. Un tempo il Minnewater era l'approdo delle chiatte che garantivano il collegamento con Gand; poi grazie a salici, cigni  e anche a una leggenda di una tragica storia di passione è diventato la meta di chi vuole scambiarsi uno sguardo d'amore. Ma anche chi non è così avvezzo alle romanticherie troverà uno scorcio dei più idilliaci della città, soprattutto camminando sul ponte Minnewaterburg, da cui si gode una vista meravigliosa sul parco e sui campanili che svettano lontano. In estate lo spazio verde intorno al lago è il luogo ideale per rilassarsi sull'erba. Nelle vicinanze, fino a ottobre 2021, troverete qui una delle opere di Triennale Bruges.


Minnewater, Bruges - foto Getty Images​

INFORMAZIONI
- Sito web Visit Bruges (in inglese, francese, tedesco, spagnolo e olandese), completo di ogni informazione, dalle strutture dove alloggiare ai consigli per la visita.
- Sito web VisitFlanders - Ente del turismo delle Fiandre (in italiano). 
- Per arrivare a Bruges, consigliato l'aeroporto di Bruxelles, da cui ogni ora partono treni diretti per la città. 

Promozione 2021. Prenotando un soggiorno di almeno 2 notti a Bruges si ottiene un "Summer Deal" gratuito del valore di 50 euro: si può scegliere tra una gita in barca sui canali, un giro in carrozza, una visita a un museo, delizie culinarie, un tour esclusivo della città o molto altro. Maggiori informazioni a questo link (in inglese).

Modalità d'ingresso in Belgio. Tutte le informazioni sul sito Viaggiare Sicuri. In breve: tutti gli italiani che entrano in Belgio devono compilare 48 ore prima dell’arrivo un modulo on line (Passanger Locator Form-PLF), tranne nel caso di ingressi via auto per soggiorni in Belgio dall’area UE/Schengen di durata inferiore alle 48 ore. Chi entra per turismo e abbia soggiornato in zone identificate dall'UE come arancioni (al momento tutte le regioni italiane tranne la Calabria) non deve presentare alcun test. Chi entra per turismo e abbia soggiornato in zone identificate dall'UE come rosso-chiaro o rosso-scuro (al momento, in Italia, solo la Calabria) deve porsi in quarantena, con test PCR obbligatorio nelle 72 ore precedenti la partenza ed al settimo giorno. Una indicazione di quarantena può ancora essere ricevuta se la regione di provenienza era indicata come rossa o rosso-scuro nei 14 giorni precedenti (si segnala in proposito che Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna, P.A. Trento non sono più rosse da almeno il 24 maggio; Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Sicilia, P.A. Bolzano dal 31 maggio; Puglia, Campania e Toscana dal 7 giugno). Per rientrare in Italia, obbligo di test antigenico o molecolare da effettuare in loco nelle 48 ore prima della partenza.