La straordinaria fama di questa tomba (la N. 62) non è certo dovuta alle dimensioni, visto che è una delle più piccole della necropoli. Né ai suoi rilievi, decisamente meno raffinati e vivaci di quelli che decorano altri ipogei della Valle dei Re. Anomala anche la sua pianta: un ripido corridoio immette nel vestibolo, a destra del quale si trova, a un livello più basso, la camera del sarcofago, l'unica decorata, con uno stile grezzo e rapido, dovuto probabilmente alla morte prematura del giovane re. La tomba di questo faraone-bambino, scoperta nel 1922 da Howard Carter, è passata alla storia per essere stata l'unica a non essere stata violata dai profanatori di tombe. Tre i sarcofagi, uno dentro l'altro, di cui l'ultimo, che conteneva i resti di Tutankhamon, in oro massiccio. La delusione per il pessimo stato di conservazione della mummia, dovuto all'eccessivo uso di unguenti, fu compensata dalla profusione di gioielli e amuleti che la ricoprivano: persino le dita di mani e piedi erano rivestite da sottili lamine d'oro. Ormai celebre è la maschera d'oro posta sul viso del adolescente del re, che si ammira al Museo Egizio del Cairo, insieme agli altri arredi e preziosissimi oggetti funebri rinvenuti tutt'intorno.