C'è un luogo, tra le colline del Montefeltro, dove il tempo sembra scandito ancora dai gesti della cucina di una volta. A Urbania, l'antica Casteldurante dei duchi di Montefeltro, la tradizione non si racconta soltanto: si impasta, si stende, si cuoce. È l'Associazione Mac-Caroni ad aprire le porte di questo sapere, con corsi pensati per chi vuole imparare con le proprie mani i piatti che da secoli tengono insieme una comunità.

Un pane che sa di rito

Si comincia dal crostolo, molto più di un semplice sostitutivo del pane: arricchito da uova e strutto, richiama nella sua forma circolare antichi riti contadini, pur non avendo nulla a che fare con la piadina romagnola a cui viene spesso, erroneamente, avvicinato. Da generazioni accompagna salumi, pecorini ed erbe di campo sulle tavole durantine, ed è protagonista ogni terza settimana di settembre della Sagra del Crostolo.

Nel corso si scoprono i segreti dell'impasto e della cottura, per portarlo poi, davvero, sulla propria tavola.

Le mani che stendono la sfoglia

C'è poi il gesto più antico di tutti, quello della sfoglia tirata a mano: fino a pochi decenni fa, era un compito quotidiano per le famiglie della vallata, e le donne di casa ne erano le vere maestre. Oggi realizzare la pasta fatta a mano è un'arte che richiede pazienza, ma che regala la soddisfazione di veder nascere, sotto le proprie dita, tagliatelle, cappelletti, tagliolini o lasagne.

Il corso guida passo dopo passo in questo antico saper fare, fino al momento più atteso: sedersi tutti insieme a gustare ciò che si è preparato.

Un dolce custodito in segreto

A chiudere il percorso, il dolce che più di ogni altro racconta l'inverno di Urbania: il bostrengo, la cui ricetta non è mai stata scritta, ma tramandata solo a voce, di generazione in generazione, per non essere copiata. Oggi è il dolce simbolo della Festa Nazionale della Befana, e nasconde in sé gli ingredienti che ogni dispensa contadina custodiva: noci, fichi secchi, uva passa, mela, insieme a latte e uova freschi.

Un dolce che è anche un piccolo mistero da svelare, un boccone alla volta.

Un'estate di borghi da scoprire

Questa è solo una delle tante esperienze che compongono il calendario 2026 di Estate nei Borghi, tra rievocazioni storiche, festival, appuntamenti enogastronomici e le nuove destinazioni appena entrate nella rete delle Bandiere Arancioni. Un invito a rallentare, lasciare le rotte più battute e lasciarsi guidare dai gesti e dai sapori di chi custodisce, ogni giorno, l'identità dei borghi italiani.