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Su Digitouring un percorso per immagini per scoprire come era la regione prima del turismo di massa

La Puglia di Gianni Berengo Gardin ed Ezio Quiresi nelle foto dell'Archivio Touring

di 
Barbara Gallucci
8 Aprile 2020
 
Passione Italia. A fronte del forte momento di difficoltà che il Paese sta attraversando e per ricordarci tutti insieme che possiamo essere uniti anche a distanza, anzi soprattutto stando a distanza, il Touring lancia Passione Italia, una campagna per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito e sui nostri canali social. E contribuite alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

 
C'era una volta un'Italia che gli italiani non conoscevano. Solo i migranti residenti al nord, sapevano per esempio, che la Puglia era una terra affascinante, ricca di storia e arte, ma anche di tradizioni agricole e spiagge. Tenevano però il segreto ben custodito e “scendevano” a casa in treno o, i più fortunati, in macchina, in estate per qualche giorno di meritato riposo. Nemmeno i romantici del Grand Tour la sceglievano per i loro viaggi di formazione, preferendole Campania e Sicilia, ammaliati forse dalla multiculturalità di quelle regioni. Eppure il Touring, che di esplorazioni se ne intendeva, già negli anni Venti aveva cominciato a pubblicare approfondimenti soprattutto sul patrimonio artistico della Puglia. Il Duomo di Bari, per esempio, raccontato in ogni suo dettaglio sia sulla rivista "Le vie d'Italia" sia sulla prima edizione della Guida Rossa Italia Meridionale del 1926 che comprendeva Puglia, Abruzzo e Molise.
 
L'Arsenale di Taranto, Gianni Berengo Gardin, 1965 - foto Archivio Touring
 
Ma è solo successivamente che il Touring va oltre e, nei meravigliosi anni Sessanta, coinvolge una serie di giovani e promettenti fotografi per mettere nero su bianco il patrimonio italiano e mostrarlo così ai suoi numerosissimi soci e lettori. Inviati speciali per l'occasione Gianni Berengo Gardin e Ezio Quiresi che, in una serie di reportage, raccontano un mondo a parte fatto di lavoro nei campi, città barocche, processioni e altri riti religiosi, paesaggi bucolici. In un articolo su "Le vie d'Italia" del 1967 è Francesco Rosso a scrivere per la prima volta di un boom turistico sul Gargano. La Puglia stava entrando nell'immaginario degli italiani in cerca di sole, mare, buon cibo e arte.

Sul sito Digitouring, l'archivio virtuale del Tci, il percorso “Nel tacco dello stivale” - sfogliabile a questo link - racconta proprio questo momento con un itinerario di immagini che parte dal nord della regione per arrivare fino in fondo all'Italia.
 
Processione del Corpus Christi a Polignano a Mare, Gianni Berengo Gardin, 1965 - foto Archivio Touring
 
A immortalare la Capitanata, area che include Molise, Gargano e le Murgie, proprio Berengo Gardin che ne coglie la struggente e apparentemente immobile poesia. Quiresi si spinge più giù, verso Trani, dove il passato di città ponte verso l'Oriente si coglie al primo sguardo. Ma è a Bari che i fotografi rimangono affascinati dai vicoli, dalle facce della gente, dai riti religiosi, da un'umanità che sembra incastrata in un passato lontano rispetto alla veloce Italia in pieno boom economico.

Il percorso per immagini si sofferma proprio sull'anima rurale tra vendemmie, raccolta delle olive e operosità quotidiane. I due giovani fotografi nemmeno si immaginano che quell'autenticità sarebbe diventata il marchio di fabbrica per la Puglia e una calamita per migliaia di turisti che, ogni anno, ne varcano i confini in cerca del vino o dell'olio migliore (oltre che di spiagge e mare cristallino). Mai avrebbero immaginato nemmeno che i trulli di Alberobello sarebbero diventati simbolo di una regione, talvolta persino dell'Italia intera.
 
Pescatori sulla costa ionica del Salento, Gianni Berengo Gardin, 1965 - foto Archivio Touring
 
Meno che mai Berengo Gardin avrebbe potuto pensare che un giorno non molto lontano da quel reportage della seconda metà degli anni Sessanta il Salento sarebbe diventato il Salento che intendiamo noi oggi. Immortala Ostuni, le cui case bianche sono ambite oggi come un attico a Milano, gli ulivi con le masserie, oggi spesso trasformati in raffinati boutique hotel, le signore che parlano sedute in strada con le vicine, che per fortuna ancora ci sono, belle e con le facce bruciate dal vento, dal sole e dalla vita.
 
Caffè storico a Brindisi con le insegne in greco, Gianni Berengo Gardin, 1965 - foto Archivio Touring
 
Ma il tour virtuale non si conclude con una foto di uno dei due maestri perché l'Archivio Touring conserva tesori nascosti di ogni tipo compreso un inserto pubblicitario della Valigia delle Indie che, dal 1870 al 1914, una volta alla settimana, trasportava passeggeri da Londra in India facendo tappa a Brindisi dove il treno diventava piroscafo con destinazione Bombay. Oggi i romantici piroscafi hanno fatto spazio a traghetti e navi da crociera, ma questa è tutta un'altra storia.
 
DIGITOURING 
In questi giorni di emergenza e orizzonti ridotti a una casa o poco più, c’è una porta che possiamo aprire per un viaggio che ha l’unico rischio di rapirci per qualche ora, un percorso appassionante tra paesaggi, città, borghi, volti e vicende di un’Italia dalla forza e dalla bellezza che sorprendono sempre. Si chiama Digitouring ed è il sito che dal 2014 all’indirizzo www.digitouring.it permette una vera e propria esplorazione dell’archivio storico del Tci. Il percorso tematico "Nel tacco dello Stivale", comprendente molte altre immagini sulla Puglia, è a questo indirizzo