L’Italia, nel corso della prima metà del Novecento, ha vissuto un alto momento culturale incentrato sulla ‘riscoperta’ dell’arte etrusca.
Il fenomeno dell’‘etruscheria’ o dell’‘etruscomania’, se così si può definire,
come venne, inequivocabilmente, a determinarsi vide operare, in straordinaria sintonia, artisti, critici d’arte moderna, storici dell’arte antica, archeologi e scrittori, e dette vita ad una liaison senza eguali.
Un ruolo da protagonista assoluto di questa tendenza, o, meglio corrente,
va riferito a Marino Marini il quale - insieme al più anziano, e, per certi
aspetti suo maestro ideale: Arturo Martini e al più giovane Giacomo Manzù
"...rappresentò un chiaro indirizzo stilistico e culturale non solo di rilevanza nazionale, ma anche europea..."
Si è trattato, quindi, di rilevare il fascino e l’importanza del mondo etrusco
come fu percepito dagli artisti operanti nei primi decenni del XX secolo, dipanando la giustificazione storica, culturale, finanche etica e generazionale, dimostrando, infine, testi alla mano, quanto le opere di buona parte degli artisti (tra i più importanti del Novecento) siano da metterle in stretta relazione con le scoperte, le ricerche archeologiche e il gusto del periodo
Mauro Pratesi si è formato, prima, con Mina Gregori e, poi, con Carlo Del Bravo, col quale si è laureato. È stato docente di Storia dell’Arte Contemporanea nelle facoltà di Lettere e di Architettura dell’Università di Firenze e per oltre trent’anni titolare della cattedra di Fenomenologia delle Arti Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha pubblicato saggi sulle riviste scientifiche, “Bollettino d’Arte”, “Prospettiva”, “Antichità Viva”, “Paragone”, “Dialoghi di Storia dell’Arte”, “Letteratura & Arte”, “Ricerche di storia dell’arte”, “Artista” e, inoltre, si ricordano i cataloghi e i libri, L’arte del disegno nel Novecento italiano (1990) in collaborazione con E. Crispolti, L’arte italiana del Novecento. La Toscana (1991), in collaborazione con G. Uzzani; Gio Ponti (2015); Roberto Longhi nel vivo dell’arte del ‘900
(2020); Arturo Martini e la riscoperta dell’arte etrusca (2021); Un caso esemplare: Felice Carena a Firenze (1921): Dentro la Biennale del nuovo millennio (2021); Giovanni Michelucci “davanti a Giotto”: “io sento che sono fatto di questa materia” (2022); Una casa (quasi) sconosciuta di Giorgio de Chirico e la ‘maniera barocca’ degli anni quaranta (2023); Gioia degli etruschi (2023); Spunti e approfondimenti intorno ad alcuni aspetti della scultura italiana: 1920-1940 (2024)
Sede della conferenza:
Pantheon degli Uomini Illustri di piazza S. Francesco – Pistoia
Prenotazioni:
pistoia@volontaritouring.it
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
Posti limitati


