Il complesso di Santa Maria alla Stella è costituito dalla chiesa e dall’ex convento, dal 1861 adibito a sede dei Carabinieri. Nasce quale ampliamento della cinquecentesca villa di Ugo Fonseca. Il complesso domina scenograficamente il lato nord della piazzetta Stella con il bianco dell’intonaco e il grigio del piperno della facciata.
La chiesa venne fondata nel 1571, per poter ospitare una immagine della Vergine, in precedenza conservata nella Madonna della Stella, presso Porta San Gennaro, su di un colle che dominava il vallone della Sanità.
Il tempio venne ricostruito dal 1587 da Domenico Fontana in forme più ampie, su commissione dei padri di San Francesco di Paola, dell'Ordine dei Minimi, ai quali era stato affidato.
Numerosi rimaneggiamenti vennero attuati nel corso del XVII secolo.
Dal 1637, sino alla fine del secolo, numerosi architetti famosi parteciparono ai lavori: Bartolomeo Picchiatti (allievo del Fontana) diede inizio all'esecuzione della facciata (in piperno e marmo) che fu poi ultimata nel 1734 da Domenico Antonio Vaccaro.
Parte della ricca decorazione interna è andata perduta durante l'incendio nel 1944.
Vittima importante (sotto il profilo artistico) di questo incendio fu il singolare sepolcro, realizzato da Giuseppe Sanmartino, di Domenico Cattaneo, principe di Sannicandro e aio (persona che nelle famiglie signorili attendeva all’educazione dei giovani) del giovane Ferdinando IV, che abitava a pochissimi passi dal convento.
L'interno, che si presenta a navata unica con cappelle laterali e volta a cassettoni, fu decorato, dopo i lavori di restauro successivi alle distruzioni del 1944, con opere provenienti da altre chiese distrutte, tra cui spiccano le sedici paraste di marmo commesso risalenti al 1665 e l'altare maggiore (che sostituì l'originario, disegnato dal Vaccaro) provenienti dalla chiesa di San Sebastiano (crollata nel 1941) e alcune tele di Pietro del Pò dalla Cappella Palatina di Castel Nuovo (Nascita della Vergine, Presentazione al tempio e Fuga in Egitto).
Sul fondo del presbiterio è esposta una pala di Battistello Caracciolo, raffigurante l'Immacolata e i Santi Domenico e Francesco (1607), unico dipinto salvatosi dall'incendio, in quanto originariamente collocato nella sacrestia; quest'ultima è in stile rococò secondo l'esecuzione di Luca Vecchione (1740-45).
programma di massima
# Ore 09.30 : Raduno dei partecipanti (mezzi propri) – Fontana del Tritone presso la stazione Museo della Linea 1 della Metropolitana – Piazza Cavour – Napoli.
# Ore 10.00 : Inizio della visita guidata.
# Ore 12.30 : Fine della visita guidata
Contributo di partecipazione
– Iscritto TCI € 10,00
– Non Iscritto € 13,00
Da gennaio 2026 gli iscritti dovranno presentare la propria tessera TCI al momento del controllo nominativo presso la struttura da visitare.
Prenotazioni: Dall’1/02/2026 fino ad esaurimento posti esclusivamente a mezzo email napoli@volontaritouring.it
Occorre comunicare cognome e nome dei singoli partecipanti, precisando se iscritto oppure non iscritto, e un cellulare di riferimento.
Volontario Touring Accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita: Console Emerito Ernesto Serra 331 616 5035
Guida: Francesco Grossi
Partecipanti max: 50 persone
Il contributo di partecipazione comprende: La visita guidata come descritta, il noleggio delle radioguide, l’assistenza del Volontario Touring Accompagnatore, le assicurazioni per la responsabilità civile.
Modalità di pagamento e condizioni di partecipazione
Pagamento con bonifico su carta di credito prepagata (sarà indicata successivamente) quindici giorni prima della visita. Il pagamento dovrà pervenire irrevocabilmente entro il 27/02/2026.
Note
Il Volontario Touring Accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per
gli iscritti e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi i non iscritti perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi iscriversi.


