Le visite alle Sedi dell’Archivio di Stato di Napoli nascono dalla collaborazione tra il Touring Club Italiano e la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archivistico italiano nell’ambito del Progetto “Aperti per Voi”. Un viaggio nelle Sedi del Grande Archivio e di Pizzofalcone tra storia, architettura e memoria nei luoghi che custodiscono le vicende di Napoli e del suo territorio. La storia si conserva. La cultura si condivide.

Sede Centrale: l’Archivio di Stato di Napoli fu istituito il 22 dicembre 1808 da Gioacchino Murat come Archivio Generale del Regno, con l’obiettivo di riunire la documentazione delle principali magistrature e amministrazioni del Regno di Napoli esistenti fino all’arrivo dei Francesi: gli archivi della Regia Camera della Sommaria, della Zecca, della Cancelleria e dei Viceré, quelli della Giunta degli abusi, della Giunta di Sicilia e della Curia del Cappellano maggiore, cui si aggiunsero i fondi del Sacro Regio Consiglio, della Gran Corte della Vicaria, dell’Ammiragliato, della Real Camera di Santa Chiara, oltre allo Stato civile e alla documentazione dei ministeri borbonici.

Nel 1845 il Grande Archivio di Napoli dall’originaria e angusta sede di Castelcapuano fu trasferito nei locali dell’antico monastero dei SS. Severino e Sossio, tra i più antichi e prestigiosi complessi benedettini del Mezzogiorno. Oggi conserva circa settanta chilometri lineari di documenti e rappresenta uno dei principali centri di ricerca per la storia medievale, moderna e contemporanea dell’Italia meridionale e dell’Europa. Di straordinaria importanza è anche il patrimonio notarile, con protocolli dal XV al XIX secolo, nonché quello costituito dagli archivi privati, tra cui quelli delle famiglie Giudice di Cellammare, Sanseverino di Bisignano, Caracciolo di Santobono, acquisiti sotto la direzione di Riccardo Filangieri di Candida. Oltre alla documentazione delle grandi famiglie gentilizie tra gli archivi privati più recenti figurano quelli dell’intellettuale Paolo Ricci e della scrittrice Anna Maria Ortese. Particolarmente significativo è anche l’Archivio Borbone, acquistato nel 1951. Tra i beni più preziosi conservati si segnalano il Codice di Santa Marta, costituito da fogli di pergamena miniati con gli stemmi dei sovrani e dei membri delle famiglie più notevoli del Regno; la raccolta di sigilli e matrici e la Carta lapidaria documento dell’VIII secolo inciso su marmo, recuperato in una campagna presso Cuma.

Sede di Pizzofalcone: situata sulla rocciosa altura del monte Echia, nota anche come collina di Pizzofalcone, alle spalle di piazza del Plebiscito, la sede distaccata dell’Archivio di Stato di Napoli occupa un luogo di straordinario valore storico e paesaggistico. Da qui lo sguardo abbraccia un ampio panorama: dalla costa sorrentina a Mergellina fino a Capo Posillipo, con una vista privilegiata sul Castel dell’Ovo. L’area fu valorizzata fin dall’epoca romana, quando il console Lucio Licinio Lucullo vi fece costruire una sontuosa villa circondata da giardini, piscine e coltivazioni pregiate, estesa fino all’isolotto di Megaride. Trasformata successivamente in fortezza — il celebre castrum lucullanum — la struttura ospitò nel 476 d.C. l’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo, esiliato da Odoacre. Tra il 492 e il 496 d.C. accolse anche le spoglie di san Severino. Sulla collina sorse poi un cenobio di monaci basiliani, attivo fino al IX secolo, quando l’area fu abbandonata per il rischio di incursioni saracene. Le reliquie del santo furono trasferite nel centro antico di Napoli, dove nacque il monastero dei Santi Severino e Sossio, oggi sede principale dell’Archivio di Stato. L’urbanizzazione della zona iniziò nel XVI secolo. Nel 1509 Andrea Carafa acquistò il terreno e vi costruì una villa imponente, con caratteristiche quasi fortificate, circondata da giardini e fontane. Nel corso del tempo la proprietà passò ai Loffredo, marchesi di Trevico, che ampliarono e arricchirono l’edificio. Nel Seicento, dopo la rivolta di Masaniello, la villa fu espropriata dal viceré e trasformata in caserma militare, subendo gravi danni. A partire dal 1808, in età napoleonica, il complesso divenne sede del deposito di guerra, della biblioteca militare e del Reale Officio Topografico, costituendo un importante centro per la produzione cartografica del Regno di Napoli e, successivamente, del Regno delle Due Sicilie. Dopo l’Unità d’Italia, l’istituzione fu riorganizzata e integrata nelle strutture del nuovo Stato. Nel 1885 i locali furono assegnati all’Archivio di Stato di Napoli, su iniziativa del direttore Bartolommeo Capasso, che vi concentrò la documentazione di carattere militare. Oggi la sede di Pizzofalcone conserva un ricco patrimonio di fondi archivistici, di natura civile. Tra i nuclei più rilevanti si segnalano la seconda copia degli atti dello Stato Civile del Tribunale di Napoli che insieme alla documentazione dei Distretti militari di Napoli, Aversa e Nola, rappresentano la base per le ricerche anagrafiche e genealogiche, l’archivio dell’ingegnere napoletano “Luigi Cosenza”, il fondo dell’ex Istituto di rieducazione per minori “Gaetano Filangieri” e l’archivio dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario femminile di Pozzuoli.

Altre informazioni utili:

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI

  • Sede Centrale – Complesso monumentale dei Santi Severino e Sossio – Piazzetta del Grande Archivio 5.

Visite Sabato 12 e Sabato 26 Settembre 2026

# Ore 10.15 : Ritrovo dei partecipanti (mezzi propri) all’ingresso della Sede Centrale di Piazzetta del Grande Archivio.

# Ore 10.30 : Inizio della visita guidata.

# Ore 11.30 : Fine della visita guidata.

  • Sede di Pizzofalcone – Palazzo Carafa – Loffredo – via Egiziaca a Pizzofalcone 44.

Visite Giovedì 3, Giovedì 10, Giovedì 17 e Giovedì 24 Settembre 2026.

# Ore 10.15 : Ritrovo dei partecipanti (mezzi propri) all’ingresso della Sede di Pizzofalcone.

# Ore 10.30 : Inizio della visita guidata.

# Ore 11.30 : Fine della visita guidata.

Prenotazioni:

Le prenotazioni sono aperte fino ad esaurimento dei posti disponibili esclusivamente

a mezzo email apertipervoi.napoli@volontaritouring.it

Nella prenotazione occorre precisare la sede che si intende visitare e la data della visita.

La visita è gratuita.

Responsabile Touring del Progetto Archivio di Stato: console emerito Eduardo Amato 342 722 5705

Partecipanti: massimo 25 persone per gruppo

Modalità di partecipazione: Le visite guidate sono gratuite e aperte a tutti con prenotazione obbligatoria.

Nell’eventualità le prenotazioni dovessero eccedere il numero massimo consentito di 25, saranno costituiti due gruppi, sulla base dell’ordine di prenotazione.

L’orario di ritrovo dei partecipanti del 2° gruppo è alle ore 11.45, con inizio della visita guidata alle ore 12.00 e termine della visita alle 13.00.

“Aperti per Voi” è il progetto del Touring Club Italiano che, grazie all’impegno dei Volontari, restituisce alla collettività luoghi d’arte e cultura spesso chiusi o poco accessibili.

Chiese, palazzi storici, archivi, musei e siti monumentali tornano a vivere attraverso accoglienza, visite e attività culturali che permettono a cittadini e turisti di riscoprire il patrimonio italiano in modo autentico e coinvolgente.

Un’iniziativa che dal 2005 unisce bellezza, partecipazione e cura del bene comune.