“Terra d'Israele”, questo il nome tradotto del museo. Suona come una missione: quella di presentare il territorio, i suoi abitanti e la religione in ogni loro aspetto. Occupa un'area di oltre 12 ettari sulla riva nord del fiume Yarkon ed è diviso in diversi padiglioni. Dedicato alla storia della metallurgia nei luoghi della Bibbia, il Nehuhstan Pavilion presenta modellini e ricostruzioni che illustrano le tecniche di estrazione del rame. Il vicino Ceramics Pavilion racconta l'uso dell'argilla e i metodi della lavorazione della ceramica nella culture antiche del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile. Seguono il Kadman Numismatic Pavilion, che traccia l'evoluzione dei sistemi monetari, e una sezione dedicata all'etnografia e al folklore, con oggetti dell'arte cerimoniale ebraica inseriti in ricostruzioni di scene di vita religiosa. Il Man and His Work Pavilion ripercorre lo sviluppo della tecnologia nell'antichità, anche in questo caso partendo da dimostrazioni pratiche e ricostruzioni di ambienti. Chiude l'esposizione il Glass Pavilion, quello che conserva il taglio più tradizionalmente museale, ma che ospita i reperti più belli. Splendida la collezione di vetri, da quelli non soffiati dell'età del Bronzo, a quelli romani, bizantini, per finire con la sezione dedicata al vetro nell'Islam.