Costruita tra il 110 e il 135 d.C. in onore di Giulio Celso Polemeno, fu realizzata dal figlio dell’illustre personaggio politico, che si narra donò alla città i denari per l’acquisto dei testi. Alta 16 metri e coperta da un tetto di legno, poteva contenere fino a 12000 pergamene, ordinate su ripiani sistemati in nicchie areate da un corridoio largo un metro. Nel 1904 fu rinvenuta la camera mortuaria di Celso, con il sarcofago miracolosamente scampato alla distruzione dell’edificio nel IV o V secolo. Si può accedere al monumento sepolcrale da una porta sul lato settentrionale dell’edificio, sarà il custode a consegnarvi le chiavi e una torcia...