È il vero nucleo storico di San Pietroburgo, la prima costruzione dalla quale iniziò la successiva espansione della città. Voluta da Pietro il Grande come difesa dello sbocco sul Baltico, fu eretta su una piccola isola del delta della Neva a seguito della prima vittoria russa sulla flotta svedese nel 1703. Varcato lo stretto braccio di fiume che separa la fortezza dal parco di Alessandro, si passa la porta di S. Pietro, l'ingresso principale. Imponenti i bastioni e le muraglie che, alti da 9 a 12 metri, seguono il contorno esagonale dell'isoletta. Si incontra la statua di Pietro, nella quale lo zar appare nella sua natura più temibile di uomo disposto a qualsiasi spietatezza. Alle spalle, a giustificare la fama del sovrano, lo spiazzo “dei balli”, riservato alle macabre punizioni corporali inflitte agli insubordinati. Uscivano invece dalla porta della Neva, ribattezzata “della morte”, i condannati al patibolo. Al centro della spianata sorge la cattedrale dei Ss. Pietro e Paolo (Petropavlovskij sobor), uno dei più interessanti esempi barocchi della città. Sormontata da una cupola e da una torre alta 122 metri, di cui 60 della famosa cuspide, la chiesa custodisce preziose opere d'arte e le 33 tombe dei Romanov, quasi tutte in marmo bianco. All'estremità della fortezza, nei pressi della Zecca, è il bastione Trubeckoj, la prigione più celebre e sinistra della storia russa. Costruita nel 1872, è stata lasciata intatta a ricordo della sofferenza dei prigionieri politici che vi furono segregati, tra cui Dostoevskij, il fratello di Lenin, Bakunin e Gor'kij. Appena fuori dalle mura della fortezza, la folta macchia verde dell'Aleksandrovskij park e una spiaggia molto amata dai pietroburghesi, in estate animata di concerti all'aperto.