Il quartiere fortificato degli Oudaia, racchiuso entro mura (XII secolo) alte da 8 a 10 metri e spesse 2.5, si è sviluppato su uno sperone roccioso posto scenograficamente all'ingresso del porto e dell'estuario dell'uadi Bou Regrer. Costruita sul luogo di un ribat (convento fortificato abitato da monaci-guerrieri) del X secolo, la kasba deriva il nome da una tribù araba giunta nell'Africa del Nord all'inizio del XIII secolo, qui confinata per servirsene come guarnigione contro un'altra tribù che compiva scorrerie fin sotto le mura di Rabat. Al di là dell'imponente porta rosso-ocra, Bab el-Oudaia, inizia rue Jemaa, la strada principale che attraversa la kasba. Poco più avanti si incontra la moschea el-Atiqa (1150), la più antica della città, e deviando nel vicolo Bazou si scorge tra le case un'alta parete a cremagliera dove si apre l'accesso per i bellissimi Giardini Andalusi, nel quale è allestito il Museo degli Oudaia. Si sale alla torre dei Pirati, a picco sul mare, per un'ampia vista sull'estuario del Bou Regrer, sulla vicina Sala e sulla kasba.