Fu fondato, come museo delle antichità, nel 1818 da re Guglielmo I, riunendo collezioni di città diverse; si è poi ingrandito fino a diventare uno dei più grandi musei archeologici d'Europa, particolarmente ricco di antichità classiche ed egiziane. L'esposizione si apre con la ricostruzione del tempio di Taffeh, dedicato a Isis, il bellissimo sarcofago di Simpelveld ornato da rilievi interni ed esterni e svariate stele funerarie. Copre la lunga storia dell'impero egizio fino alla dominazione romana la raccolta di scultura egizia: tra oggetti che rimandano al culto dei morti (sarcofagi, celle funerarie e stele), spiccano la statua di Kheti, la tomba del generale Oremheb e due busti della regina Hatshepsut. Hanno sempre un misterioso fascino sarcofagi dipinti, mummie e i macabri strumenti per la mummificazione. L'esposizione continua con le antichità greche, etrusche e romane: notevole la collezione di ceramica greca dal periodo geometrico (IX secolo a.C.) alla stagione dell'ellenismo, colossale la testa di Dioniso da un tempio dell'Asia Minore e sempre intriganti i sarcofagi etruschi. La raccolta di antichità olandesi espone i reperti più rappresentativi per la ricostruzione della storia del Paese, tra tombe megalitiche, spade celtiche, elmi romani e la famosa fibula di Dorestad, splendido gioiello carolingio in oro e pietre preziose.