Un castello delle fiabe che sembra quasi sorgere dalle acque dello Slotssø, incorniciato dal verde che cresce rigoglioso intorno al laghetto. È forse la più bella tra le residenze reali danesi, una vera e propria “Versailles della Danimarca”, per la ricchezza delle opere d'arte in esso conservate e le numerose pagine di storia di cui è stato testimone. Una pianta curiosa e inusuale per un castello, costruito, secondo il volere di Federico II (1560), su tre isolette. Si accede dall'abitato di Hillerød, passando la rinascimentale Byporten (porta di città) in pietra. Ci si immette sulla via delle Stalle, che attraversa il primo isolotto, dove sono appunto le ex-stalle, oggi laboratori di restauro e sala conferenze, e le due torri gemelle di Federico II, coperte da due cupolette in rame. Si passa un bizzarro ponte a forma di S (S-Broen) per arrivare all'imponente Fangetårnet (torre della prigione), che svetta sull'isola centrale. Delimitano il perimetro del cortile la Cancellihuset (cancelleria) e l'edificio gemello della casa dell'intendente, mentre a sinistra è un'ala adibita a dispensa. Al di là, sul terzo isolotto, è la selva di torri che segna il corpo principale del castello. A sinistra è la facciata della Kirkefløjen (ala della chiesa), su cui svetta un'alta torre campanaria con una complessa guglia in rame a più piani, mentre a destra è la Prinsessefløjen (ala della principessa). Statue, torri, un monumentale colonnato e un portale in pietra accolgono al castello, anche chiamato Kongefløjen (ala del Re). Sul cortile d'onore spicca la Storgalleriet (la grande galleria), da cui si accede all'imperdibile Nationalhistoriske Museum.