Il monte di Mosè, chiamato anche Cima Santa perché identificato con quello dove il profeta ricevette le leggi morali e culturali per la guida del suo popolo, è certo il più famoso dei Monti Sacri attorno al Monastero di S. Caterina del Sinai. Qua sarebbero passati gli Ebrei, guidati da Mosè, durante il loro viaggio di 40 anni dall'Egitto alla terra promessa di Canaan. Tradizioni religiose e libri sacri a parte, chi affronta oggi la salita al Gebel Musa lo fa anche per i meravigliosi paesaggi sul Sinai e per la suggestione quasi mistica che si respira all'alba, una volta che si è giunti alla vetta del monte. Il percorso corrisponde al cammino seguito da Mosè e dal cavallo di Maometto diretto in cielo (fatto che rende questo monte sacro anche ai musulmani). Ben 3000 i gradini da salire, che la leggenda dice siano stati scavati nella roccia da un monaco per espiare le proprie colpe. Interrompono la lunga scalinata la fontana di Mosè, la cappella della Vergine, la porta della Confessione e quella di S. Stefano (un tempo non si poteva varcarla senza avere prima purificato la propria anima) e l'anfiteatro dei 70 Anziani d'Israele, circondato da pareti di granito rosa. Ancora 734 gradini e si è sulla cima del Gebel Musa, da dove si ha un panorama mozzafiato che spazia dal golfo di Aquaba al monte Katrina.