I feroci bombardamenti del 1944 distrussero il Museo d’Arte della città ma non le sue preziose raccolte, per le quali venne innalzato nel 1967-70, tra le mura del Castello, un moderno edificio. Di esse fanno parte una ricca pinacoteca, che annovera opere delle principali scuole europee dal ’300 al ’900, e una collezione di stampe tra le maggiori di Francia (circa 50 000 pezzi del XVI-XVIII secolo), esposte a rotazione. Tra le opere italiane da notare lo Sposalizio della Vergine di Perugino (1504), i dipinti di Veronese (Le tentazioni di S. Antonio; Giuditta e Oloferne), Tintoretto (Deposizione; Ultima cena), Tiepolo (Ecce Homo), e Guercino (Coriolano supplicato dalla madre). Una delle sezioni più importanti è dedicata al ’600 francese, con dipinti di Simon Vouet, Philippe de Champaigne e Nicolas Poussin (La morte di Adone). La pittura fiamminga è rappresentata tra gli altri da van der Weyden, Bruegel il Giovane, van Haarlem, van Dyck e Rubens, mentre la pittura olandese del ’600 e più in generale la pittura europea del ’700 rivivono le loro stagioni attraverso ritratti, nature morte, scene popolari, paesaggi e marine. L’800 è rappresentato dal neoclassicismo, dal romanticismo e dal realismo, che già sembrano annunciare le esperienze di preimpressionisti e impressionisti.