Si può dire che sia cresciuta con la città e con l’impero catalano questa splendida chiesa, considerata, insieme alla cattedrale, il miglior esempio del gotico locale. Un primo edificio è già documentato nel 1009, ma l’attuale struttura risale al Trecento, il periodo di massimo splendore della Catalogna, quando le corporazioni dei lavoratori marittimi e le maggiori famiglie della città, sotto il patronato del re Alfonso III il Benigno, finanziarono la costruzione della nuova chiesa. L’attuale versione (1329-84) fu opera dell’architetto Berenguer de Montagut, che fuse il modello nordico della ‘chiesa a sala’ con gli austeri stilemi del gotico catalano. Essenziale ed elegante la facciata, con un portale a statue e rilievi (che testimonia nei capitelli il contributo delle corporazioni marittime, qui rappresentate nelle loro attività), le finestre ogivali, un grande rosone, due contrafforti e due torricine ottagonali (quella di sinistra è del 1496, l’altra moderna). Identica sobrietà decorativa si riscontra sui fianchi e nell’abside. L’interno è a tre navate (la maggiore è larga il doppio delle minori), divise da arcate ogivali su pilastri poligonali a campata insolitamente ampia e con abside a deambulatorio. Qualche vetrata del Quattrocento e lo splendido rosone sopra il portone principale (i cui vetri furono sostituiti nel XV secolo in seguito a un crollo; quello moderno opposto è stato invece realizzato nel 1997) costituiscono le uniche concessioni decorative. All’esterno, a destra della chiesa, si trova, appena ribassata sul piano stradale, la piazza ad anfiteatro del Fossar de les Moreres, delimitata da una lunga panchina in granito rosso scuro, che si lega alla verticalità ricurva del monumento – fiamma, ma anche spina rovesciata e insanguinata – che ricorda i combattenti che nel 1714 persero la vita in difesa dell’indipendenza catalana. Santa Maria del Mar è la vera protagonista del romanzo contemporaneo La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones.