Il complesso, cui contribuirono alcuni dei migliori architetti contemporanei, è formato da alcuni edifici e dagli impianti sportivi costruiti per le Olimpiadi del 1992 e immersi nel parc del Migdia. L’Estadi Olímpic, inaugurato nel 1929, è stato ricostruito su progetto dell’architetto Vittorio Gregotti, che ha mantenuto il trionfale ingresso modificando completamente le strutture interne. Abbelliscono l’impianto due sculture di Pau Gargallo: Due cavalieri fanno il saluto olimpico, di fronte alla porta Maratón, e l’Auriga, nella facciata principale. Nelle immediate vicinanze, rialzato rispetto allo stadio olimpico è il Jardí Botànic, mentre appena fuori dal perimetro dell’impianto si raggiunge il Museu Olímpic i del Esport. Di fronte all’Estadi Olímpic si trova invece il Palau d’Esports Sant Jordi dell’architetto giapponese Arata Isozaki, dalla spettacolare cupola metallica, alta oltre 100 metri; gli eleganti lampioni all’esterno del palazzo dello Sport sono della moglie dell’architetto, la scultrice Aiko Mijawaki. L’Universitat del Esport, formata da due edifici simmetrici, è di Ricard Bofill, mentre è opera di Santiago Calatrava la Torre de Telecomunicacions (alta 119 metri). Per disegnarla l’architetto valenciano si è ispirato alla figura di un atleta che porta trionfalmente tra le mani la fiamma olimpica. Questa non è l’unica opera a Barcellona a portare la sua firma, nei quartieri alti un bianco ed elegante ponte unisce Bac de Roda a Poblenou.