Amato da alcuni e detestato da altri, è sicuramente il monumento più conosciuto e visitato di Barcellona. Il fascino di questa imponente chiesa è paradossalmente dato anche dai suoi lunghissimi tempi di costruzione. Iniziata nel 1883, i lavori sono ancora in corso e sono in tanti a tornare nella capitale catalana sperando di vederla conclusa e ammirarla senza la polvere e i ponteggi che invadono l’interno. Non sarà la Cattedrale di Barcellona, ma è la Cattedrale di Gaudí, che vi lavorò con devozione per 45 anni (11 dei quali gratuitamente), tanto da meritare il titolo di “architetto di Dio”. La pensò infatti più come a una complessa simbologia religiosa che a una chiesa: tre facciate (Natività, Passione e Morte, Gloria di Cristo), tre porte principali che rappresentano le virtù teologali (Fede, Speranza e Carità), una guglia centrale che fa le veci di Cristo che veglia su tutti, circondato da quattro torri (Evangelisti), una torre absidale che simboleggia la Vergine e dodici torri sulla facciata della Natività (Apostoli). È legata a un aneddoto la magnificenza di questa facciata (Patrimonio Unesco), l’unica a essere stata completata da Gaudí: l’abbondanza di donazione sul finire dell’Ottocento impose infatti all’architetto di spingersi oltre con l’originalità delle decorazioni e delle sculture. Un giro intorno all’edificio, circondato da un recinto in cui svettano palme, gru e ponteggi, porta a riconoscere le diverse fase costruttive, caratterizzate da colori diversi, sculture e forme che rimandano ai progettisti che si sono succeduti. È ancora un cantiere aperto l’interno, dove video e plastici raccontano dell’epoca in cui la Sagrada Familia, più che il luogo di lavoro, era la casa di Gaudí. Si sale alle guglie per godere il panorama sulla città e ammirare da vicino i dettagli delle torri, le forme stravaganti che popolano il tetto e i coloratissimi rosoni. Si scende nella cripta per visitare il Museu del Temple Expiatori che, se non risolverà tutti i dubbi sulla simbologia che ha dato forma all’edificio, provvederà a un’iniezione di catechesi e allegorie religiose.