Un territorio desolato, pressoché privo di vegetazione, eppure incredibilmente affascinante quello del massiccio di Messak Settafet. Si tratta di un altopiano dominato da spaccature rocciose e pareti di arenaria che sono state la prima “carta” sulla quale le popolazioni che abitavano questa regione desertica raccontarono la loro vita tramite le immagini. Punto di riferimento per l’arte rupestre sahariana, il sito di Mathendush e di In Galghien (la “pozza dei corvi”), sulle pendici sud-orientali del massiccio. Numerosissime le incisioni e i graffiti che riportano all’epoca dei cacciatori del Messak, con raffigurazioni di animali, danze rituali e scene di caccia. Come quelle al pachiderma, soggetto principale dell’arte rupestre di In Galghien, per questo meglio conosciuto come “il posto degli elefanti”.