Qui trova la conferma che lega la nascita della tragedia greca a Dioniso, dio del vino e dell'ebbrezza. In questo luogo sorgeva infatti l'area sacra del dio e lo stretto legame tra la rappresentazione scenica e il culto è confermato dal ritrovamento, presso il teatro, di resti di due templi e di un altare. Così come appare oggi il teatro è in gran parte opera di Licurgo (330 a.C.), con interventi di età romana, quando fu attrezzato per i combattimenti tra (e con) le bestie feroci. Ben conservata è l'orchestra e il corridoio (párados) che gira intorno. In parte scavata nel terreno e in parte sostenuta da un muro, la cavea poteva accogliere fino a 15mila spettatori che, nel primo dei 78 ordini di gradini, erano dignitari che sedevano su 67 sedili in marmo ornati da rilievi e con incisi i nomi dei personaggi cui erano riservati. Al centro, decorato con rilievi di leoni, grifoni e satiri, si riconosce il sedile di Eleutereo, sacerdote di Dioniso.