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Chiesa del Gesù Nuovo

localita

Piazza del Gesù Nuovo, 1 80134 Napoli

Alle spalle del monumentale obelisco marmoreo eretto in onore della Vergine Immacolata (che si impone per un’altezza di circa 35 metri) si erge la chiesa del Gesù Nuovo ultimata nel 1601 dedicata all’Immacolata Concezione e al Nome di Gesù, la cui facciata in bugnato è memoria del Palazzo dei Sanseverino, principi di Salerno, rilevato dai gesuiti e mutato in chiesa.
Trionfo del marmo, la pianta a croce greca (tre navate in asse con le porte di ingresso) si caratterizza per lo stile rinascimentale ed elementi barocchi. Gli spazi imponenti, le volte slanciate, i pavimenti marmorei, i cornicioni, i pilastri arricchiti da marmi policromi di provenienza eterogenea, gli altari, le balaustre tutto risplende nella ricchezza dei marmi cosmateschi.
Ad accogliere i visitatori la Cacciata di Eliodoro dal Tempio di Gerusalemme di Francesco Solimena (1657 – 1747) trionfante sul muro della porta principale. In asse è la volta centrale, arricchita dagli affreschi a tematica sacra di Belisario Corenzio e Paolo De Matteis che accompagnano i visitatori alla cupola – ricostruita dopo il terremoto del 1688 – oltre la quale Massimo Stanzione (1585 – 1656) immortalò scene della vita della Beata Vergine Maria.
Cornice alla statua dell’Immacolata e al prezioso altare maggiore, la maestosa abside (disegno Cosimo Fanzago e rielaborazione di Gian Lorenzo Bernini) si impone per sei colonne monolitiche che inquadrano - nella nicchia - la statua della Vergine su globo di marmo sorretto da angeli (opera Domenico Antonio Vaccaro, 1681 – 1750).
Ai lati della Santa Madre, le statue dei Santi Pietro e Paolo opere di Antonio Busciolano (1823 – 1871).
L’abside in unica soluzione con l’altare maggiore ricco di marmi preziosi, ornato con bronzi dorati e impreziosito mediante gemme rappresenta l’esaltazione dell’Eucarestia e della Madre Santissima. Eretto nel 1857, crogiuolo dell’arte napoletana, presenta una base di marmo nero sulla quale sono tre bassorilievi in bronzo (la Cena di Emmaus e la Promessa dell’Eucarestia ai lati di una riproduzione della Cena di Leonardo da Vinci) a costituire la base per la Mensa eucaristica.
Nelle pareti ai lati dell’altare maggiore sono due Coretti in marmo rosso su portali in marmo e due Cantorie con i grandi organi secenteschi (quello di destra ha 50 registri e 2523 canne). Imponente il tabernacolo di malachite sottoposto all’iscrizione Deus absconditus heic.
Ai lati della navata centrale cinque cappelle sulla destra e sulla sinistra dedicate rispettivamente a S. Carlo Borromeo, alla Visitazione, a San Francesco Saverio, a San Francesco Borgia e al Sacro Cuore (sulla destra) e ai SS. Martiri, alla Natività, a S. Ignazio, al Santo Crocifisso e infine a San. Francesco De Geronimo (sulla sinistra). Le diverse cappelle splendide nella ricchezza custodiscono statue e dipinti del livello di Giovanni Bernardino Azzolino, Massimo Stanzione, Sebastiano Conca, Luca Giordano, Cosimo Fanzago, Francesco Mollica e molti altri eminenti artisti.
In chiosa si ricorda la sacrestia con gli affreschi di Aniello Falcone (1600 – 1665) raffiguranti le Storie di Sant’Ignazio e San Michele; nel retro opera di Dionisio Lazzari un prezioso lavabo di marmo policromo.


I Volontari del Touring Club Italiano per il Patrimonio Culturale accoglieranno nuovamente i visitatori all'interno del sito dal giovedì al sabato dalle ore 10 alle 16 a partire dal mese di settembre.  




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