La storica missione del Touring, far conoscere l’Italia agli italiani si è evoluta. Questo il senso dell’editoriale del presidente del TCI, Gian Domenico Auricchio sul numero di settembre del mensile della fondazione.
«Per il Touring scoprire l’Italia non vuol dire soltanto raccontarla bene ma continuare a renderla accessibile e fruibile a tutti. È un lavoro che richiede strumenti e contenuti di qualità e soprattutto una comunità di persone- come i nostri volontari e tutti voi iscritti - che si riconoscono in questa idea di viaggio, capace di trasformare la conoscenza in esperienza concreta». Quindi è la continuazione della missione, far sempre conoscere l’Italia, ma farlo con altri mezzi. Vale a dire gli strumenti contemporanei, il sito, le app, i social media e l’intelligenza artificiale.
Gli stessi strumenti che cominciano a essere utilizzati nel mondo dei musei. benemerite Istituzioni culturali che però hanno bisogno di accogliere la sfida per continuare a essere attraenti luoghi di conoscenza per i nuovi utenti, più esigenti e ormai abituati a servirsi delle nuove tecnologie. Lo ribadisce l’inchiesta di Barbara Gallucci nella sezione Idee su Touring. (da pag. 6)
Lo stesso discorso vale anche per l’altra storica istituzione italiana, gli Archivi che tanno diventando luoghi diversi da laboratori chiusi al pubblico e riservato agli studiosi e ai ricercatori. L’iniziativa di aprire ai visitatori questi spazi è diventata una delle nuove sfide del Touring Club. Segreti, documenti e testi originali da Roma a Milano, da Palermo a Napoli grazie al progetto Archivi aperti per voi, con la collaborazione dei nostri volontari metteranno a disposizione del pubblico fondi e depositi grazie a veri e propri percorsi guidati per conoscere o riconoscere la nostra storia. (da pag. 10)
Il viaggio d’autore di questo numero è dedicato a Niccolò Ammaniti. Lo scrittore romano che è anche sceneggiatore e regista, vince la sua dichiarata pigrizia endemica per raccontare il suo originale modo di viaggiare, i suoi luoghi preferiti, anche quando resta fermo in casa. (da pag. 16)
La quarta o quinta ondata di calore (ormai non si contano più queste vampate di alte temperature che hanno infestato l’estate di quest’anno in tutto il mondo e in particolare sul suolo europeo) riscalda, è il caso di dirlo, il dibattito sul clima estremo. «Non vorrei,» scrive nella sua rubrica Evergreen, il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, consigliere del TCI, « che si affievolisca l’allarme su questi fenomeni» e ci invita a non arrenderci ma a reagire per evitare la resa dei conti climatica e a fare di tutto per contenere almeno l’uso delle fonti energetiche fossili del gas e del petrolio. (pag.23).
Tra i reportage su questo numero segnalo il racconto di Isabella Brega sulle residenze sabaude in Piemonte, una volta teatri del potere reale ora laboratori del paesaggio e cenacoli gastronomici di tradizioni ancora vive dove gli abitanti stessi del territorio circostante diventano veri e propri ambasciatori del patrimonio comune. (da pag. 28)
Oggi Anticoli Corrado è per molti solo il nome di un piccolo borgo della valle dell’Aniene nel Lazio. Ma per oltre un secolo tra l’Ottocento e il Novecento era scritto nei taccuini di artisti di tutta Europa che qui venivano a ispirarsi per realizzare le proprie opere attirati dalla non comune bellezza delle donne del luogo che diventarono grazie ai loro pennelli altrettante modelle e iconiche muse. L’apertura di un museo a loro dedicate svela i loro ritratti e spiega le origini e la diffusione di questo curioso fenomeno (da pag.42)
Ai lettori del Touring è nota l’attenzione che il nostro Club riserva al fenomeno delle Bandiere Arancioni, i borghi qualificati eccellenti dal TCI sparsi in tutta Italia che ora hanno raggiunto il cospicuo numero di 308. Questa volta raccontiamo due paesi dell’entroterra della Lucania, Castelmezzano e Castelsaraceno che hanno trasformato montagne, memoria e natura in risorse turistiche moderne e sostenibili con le loro originali iniziative (da pag.48)
Siamo anche andati oltre confine alla scoperta di una regione austriaca, la Carinzia, che vanta 1200 laghi dove sono banditi i motori e l’overtourism è ancora sconosciuto. È il regno di un turismo all’aria aperta (vanta il maggior numero si giornate di sole del Paese, oltre 200), e molto rispettoso dell’ambiente naturale oltre che ricco di un patrimonio storico e artistico e di autorevoli testimoni che ne fanno una destinazione facilmente raggiungibile, a portata di treno (o di auto) e una palestra ideale per camminatori e cicloturisti. (da pag 54)
