I borghi Bandiera arancione non sono solo ricchi di storia, arte, prodotti enogastronomici e bellezze naturali. Conservano anche tracce dei nomi illustri che vi hanno visto la luce e soggiornato o che hanno reso immortali quei luoghi grazie alle loro opere.

Tra questi alcuni si sono distinti nel campo della poesia, come Francesco Petrarca e Isabella Morra, del romanzo, come Grazia Deledda, e della tipografia come Aldo Manuzio, e si contano persino figure leggendarie come Bastian Contrario.

Ve ne suggeriamo alcuni per ripercorrere le orme dei grandi personaggi che hanno legato la loro storia a questi piccoli borghi eccellenti.
 

Arquà Petrarca (PD), suggestivo borgo dei colli Euganei, deve parte del suo nome al sommo poeta che qui morì il 19 luglio del 1374. Ormai anziano e malato, Francesco Petrarca scelse di ritirarsi ad Arquà, rapito dalla bellezza del luogo che forse gli ricordava il dolce paesaggio toscano.
Tra le vie del borgo, rimasto tale e quale, regna la stessa pace. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita in una piccola casa circondata da alberi d’olivo e vitigni. L’edificio, che nel tempo ha subito numerosi restauri e rimaneggiamenti e l’aggiunta di una loggia nel Cinquecento, conserva gran parte della struttura originaria trecentesca. Al suo interno custodisce una raccolta di cimeli del poeta e un ciclo di affreschi ispirati alle sue opere più famose, come il Canzoniere e l'Africa, risalenti al XVI secolo. Oggi è sede di un museo e di una mostra fotografica dedicati alla sua vita, alla sua opera, al mito della sua casa come meta di pellegrinaggi, ad Arquà e al territorio circostante.
Nella piazza che porta il suo nome, sul sagrato della parrocchiale di Santa Maria Assunta, si trova anche la sua tomba, un’arca in marmo rosso di Verona ispirata agli antichi sarcofaghi romani. Info

A Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), piccolissimo borgo ligure, è legata la leggendaria figura di Bastian Contrario, un soldato mercenario piemontese che, combattendo contro i genovesi, fu colpito a morte proprio sotto le mura dell’imponente castello.
Pare che Sebastiano Contrario fosse un affascinante maresciallo dei corazzieri di Madama Reale, caduto in disgrazia in seguito al duello con il nobile fratello della sua amata. Datosi alla macchia con alcuni compagni, si prese gioco più volte delle forze dell’ordine, difendendo il popolo vessato dai soprusi e dalle prepotenze dei nobili. Secondo la leggenda popolare, il duca Carlo Emanuele II, durante la guerra contro la Repubblica di Genova, lo ingaggiò per assaltare i viaggiatori genovesi e per difendere il castello di Castelvecchio. Sembra però che il brigante non disdegnasse di derubare anche le carovane dei Savoia, da cui il suo proverbiale spirito di contraddizione.
Secondo altre fonti il detto “fare il bastian contrario”, per identificare chi pensa e dice per partito preso il contrario della maggioranza delle persone, deriverebbe invece da una fortunata commedia del teatro dialettale torinese. Info

Nel borgo medievale di Bassiano (LT) nel 1449 nacque Aldo Manuzio, considerato il maggior tipografo del Rinascimento e il primo editore in senso modernoManuzio fu un pioniere. A lui si deve l’introduzione di importanti innovazioni nella stampa, come l’uso del corsivo e della punteggiatura e la diffusione del formato in ottavo che permetteva di realizzare volumi di piccole dimensioni da portare ovunque. Rendendoli portatili e chiari da leggere, fece entrare i libri nella vita delle persone. Si trattò di un momento epocale che segnò il passaggio dalla cultura per pochi alla cultura per molti. Grande umanista, pubblicò soprattutto classici greci e latini in ben 130 edizioni stampate, preservandoli dalla distruzione.
Al suo illustre cittadino Bassiano ha dedicato il Museo delle scritture “Aldo Manuzio” che intende conservare e valorizzare l’opera del famoso editore, attraverso un percorso storico e antropologico delle forme di scrittura. Info 

A Valsinni (MT) nacque la poetessa Isabella Morra, figlia del feudatario del castello, ritenuta una delle voci più originali e autentiche della lirica femminile del Cinquecento.
La sua breve vita fu segnata da isolamento e tristezza. Visse reclusa nel castello per “ragioni d’onore” e morì a venticinque anni per mano dei fratelli a causa di una relazione, osteggiata dalla famiglia, con un nobile spagnolo.
La sua poetica e la sua tragica vicenda divennero note solo dopo la sua morte grazie agli studi di Benedetto Croce e ispirarono la creazione del Parco letterario Isabella Morra. Il parco, esteso su 3000 ettari, propone un percorso che parte dal cuore del borgo medievale per arrivare fino al castello dei Morra. La poesia diventa così la chiave di lettura del territorio per accompagnare i visitatori nella scoperta della memoria e delle specificità del luogo.
Nelle sere d’estate i suoi versi echeggiano ancora tra i vicoli e le viuzze in occasione di eventi che coinvolgono l’intero centro storico. Il destino della sventurata poetessa rivive attraverso le rappresentazioni teatrali e i versi in musica dei menestrelli che guidano il pubblico in un suggestivo itinerario poetico. Info

Grazia Deledda ambientò “Canne al vento”, uno dei suoi romanzi più celebri, nel piccolo borgo di Galtellì (NU).
Nacque a Nuoro nel 1871, dove trascorse la giovinezza e concluse il suo percorso scolastico con le scuole elementari. In un’epoca in cui l’educazione delle ragazze benestanti era volta a farne delle buone madri e amministratrici domestiche, non solo si appassionò alla lettura, ma a soli quindici anni pubblicò la sua prima novella su un giornale locale, continuando a scrivere fino alla sua morte.
Da Galtellì, dalle sue tradizioni, dalla sua gente prese ispirazione per il suo romanzo. Alla scrittrice nuorese, prima donna italiana a ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1926, è dedicato il Parco letterario Grazia Deledda. Percorrere i sentieri acciottolati del centro storico, che conserva ancora la caratteristica architettura rurale, dove piccole targhe in ceramica riportano frasi di “Canne al vento”, consente di conoscere meglio l’autrice e la sua opera attraverso i luoghi immortalati dalla sua penna. Lungo i percorsi che si snodano nel cuore della cittadina si possono riconoscere gli scorci del paesaggio, le chiese e le strade accuratamente descritti nelle sue parole, così come le tradizioni e i riti a cui si fa riferimento nel romanzo. Info

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