Per secoli, il fiume Titerno ha fornito ai ceramisti di Cerreto Sannita la materia prima per sviluppare un artigianato che nel XVIII divenne arte vera e propria, e che grazie alle botteghe degli artigiani contemporanei consente oggi a Cerreto di essere una delle 46 “città italiane della ceramica”, quelle consorziate nella rete dell’Associazione Italiana Città della Ceramica (AiCC), nata nel 1999.

Fiore all'occhiello cittadino è il Museo civico della ceramica, ospitato nel settecentesco ex convento di Sant'Antonio, edificato in origine da frati conventuali che sarebbero arrivati a Cerreto poco dopo la morte di san Francesco. Vi sono esposti pezzi provenienti dalla raccolta dell'ex Istituto statale d'arte di Cerreto Sannita nonché da collezioni private (Biondi, Mazzacane, Pescitelli, Barbieri, Massarelli, Pastore). Particolarmente ricca e prestigiosa è la collezione del magistrato e storico locale Vincenzo Mazzacane (1878-1956), donata al Museo recentemente dai suoi discendenti: 400 pezzi quasi tutti del '700. Purtroppo è andata dispersa la collezione più importante (circa mille pezzi), quella messa insieme durante decenni di ricerche dall'appassionato storico locale Salvatore Biondi (1885-1973), che Guido Piovene definì “custode della civiltà del Sannio” prima di dedicargli nel suo “Viaggio in Italia” un sentito ritratto: “Non ricco, pensionato, don Salvatore Biondi passa la vita rovistando case di contadini, botteghe di antiquariato e conventi di monache; tenace, fa la corte ad un pezzo per anni ed anni finché non viene in suo possesso e, capace di anteporre agli investimenti che rendono quelli di carattere nobile, che procacciano la qualifica di "signore", ha la gloria che, volendo il Presidente della Repubblica Einaudi conoscere le ceramiche di Cerreto, ha dovuto andare da lui” (il riferimento è a una mostra organizzata da Biondi a Benevento nel 1950 in occasione di una visita di Einaudi).

Il museo, inaugurato nel 1993, si suddivide in varie sezioni. La sezione Ceramica antica è ospitata nel piano ammezzato e nel sottostante “cantinone” del convento e accoglie alcune centinaia di pezzi della ceramica cerretese dal XVII al XIX secolo, oltre a notevoli frammenti di protomaiolica medievale (un’acquasantiera trecentesca decorata con Santa Caterina con la ruota; un presepe e un’acquasantiera con ostensorio a tinta gialla del Quattrocento; un’altra acquasantiera cinquecentesca con sant’Antonio Abate; ceramiche con stemmi gentilizi, tra cui un piatto della badessa Mazzacane). Ben 400 sono i pezzi che documentano l'epoca d'oro della ceramica cerretese dopo il terremoto del 1688, quando per la ricostruzione arrivarono in città maestri “faenzari” napoletani come i Giustiniani, Tommaso Marchitto, e soprattutto Nicolò Russo, ritenuto il padre della ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello (di lui, per esempio, si possono ancora ammirare gli uccelli che abbelliscono la predella dell'altare maggiore della chiesa di San Rocco). Furono quegli artigiani napoletani a portare a Cerreto le tecniche e lo stile della manifattura di Capodimonte, rinnovando e ammodernando il repertorio decorativo dei manufatti prodotti in loco, dai piatti da pompa ai vasi da farmacia, e poi brocche, acquasantiere, orci, anfore, lavabi, zuppiere, “riggiole” (mattonelle) decorate con temi religiosi o paesaggistici.

Colori più usati nella maiolica storica cerretese sono il giallo, il verde, l'arancione e, da metà 700, il chiaroscuro turchino, blu cobalto, usato soprattutto per i vasi da farmacia. Con il rococò, apparvero poi vivaci motivi a cineserie, floreali e di influenza francese, mentre il neoclassico portò quindi all'imitazione di modelli antichi. Spicca, nella collezione del Museo, in particolare una formella rappresentante Cristo al Calvario attribuita ad Antonio Giustiniani e il corredo della farmacia di San Diodato di Benevento con vasi e pilloliere realizzati da Domenico Giustiniani, recanti lo stemma di papa Benedetto XIII Orsini.

Al pianterreno dello stesso palazzo si trova poi la sezione Ceramica contemporanea, dedicata al maestro Salvatore Cipolla, un ceramista italiano che nel 1997 lanciò l’idea di tenere a Cerreto una prima biennale di arte ceramica contemporanea. Espone opere di artisti italiani fra i più rappresentativi: molte opere sono state donate dagli stessi artisti che hanno partecipato nel tempo alle biennali svoltesi a Cerreto Sannita negli anni 1998, 2000, 2002 e 2015. 

Testo di Roberto Copello; foto Wikipedia Commons.  

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