Porta d'accesso al Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina, uno dei più idilliaci parchi naturali dell'Alto Adige (315 kmq che confinando direttamente con l'austriaco Parco nazionale degli Alti Tauri forma, assieme al Parco naturale alpino Zillertaler Alpen, la più vasta unione di aree protette d'Europa, ben 2530 chilometri quadrati di superficie), la valle di Campo Tures/Sand in Taufers, ovvero la Tauferertal, forma con la vicina e simbiotica Valle Aurina/Ahrntal un comprensorio di assoluta eccellenza dal punto di vista naturalistico e sportivo, ad altitudini comprese fra gli 858 e i 3499 metri, e con ben 84 vette superiori ai tremila metri, 49 delle quali meta per lo scialpinismo.

Laterali della Val Pusteria, le due valli si allineano lungo il soleggiato versante meridionale delle Alpi Breonie di Levante (o Alpi di Tux o Tuxer Alpen o Catena Croda Alta-Olperer), il gruppo montuoso che si estende lungo il confine italo-austriaco a est del Brennero. Ci sono anche altre cifre a fornire un'idea dell'impressionante offerta della zona, da Campo Tures alla Valle Aurina: 850 km di sentieri; 7 rifugi; 164 malghe di cui una cinquantina aperte al turismo; 912 masi; 120 sorgenti; 35 laghetti di montagna; 10mila bovini; 1500 fra pecore e capre; 150 cavalli; 3100 caprioli; 2400 camosci; due aree per lo sci alpino (Speikboden e Klausberg) che sono le più settentrionali d'Italia, con 40 km di piste, dislivelli anche di 1400 metri e la più alta cabinovia dell'Alto Adige 50 km di piste per lo sci da fondo; 10 piste per lo slittino; 24 cascate per l'arrampicata su ghiaccio, decine di sport praticabili d'estate. E poi il castello di Tures, i diversi musei delle miniere e dei minerali a Steinhaus, a Predoi, a St. Johann, il museo dei presepi a Luttach, il Centro climatico Predoi che a 1100 metri di profondità nel cuore della montagna è famoso per la respirazione, una famosa scuola di alpinismo, un festival che celebra il più celebre formaggio altoatesino (il formaggio grigio o Graukäse), un'infinità di possibilità di alloggio in hotel, Gasthof, pensioni, residence, garni, appartamenti, chalet, masi...

Il comune di Campo Tures, in particolare, è composto da diversi villaggi che d'estate e d'inverno accolgono chi arriva da fuori con la tradizionale e calda ospitalità sudtirolese e che offrono un ventaglio ricchissimo di attività. Oltre alla località principale, Campo Tures appunto, ci sono infatti la frazione d'alta montagna di Riva/Rein (1595 metri), con i suoi casolari sparsi in una idilliaca piana dominata dall'impressionante monte Collalto/Hochgall (2436 m), la cima più elevata delle Vedrette di Ries; il soleggiato villaggio di Acereto/Ahornach (1335 m), dove è nato il famoso alpinista Hans Kammerlander, compagno di Reinhold Messner in tante avventure himalaiane; Molini/Muhlen (858 m), il paese dell'acqua: e Caminata/Kematen (860 m), villaggio di fattorie e tradizioni contadine dove una signora locale ha allestito un piccolo Museo della lana che fa comprendere l'importanza dei tessuti di lana di pecora nella vita e nell'abbigliamento dei contadini locali di un tempo, quando i vestiti ognuno se li faceva da sé.

Il capoluogo comunale Campo Tures, per parte sua, mostra di avere ben meritato l'European Village Renewal Award che le fu tributato nel 2008. Situato in una verde spianata di prati e boschi, alla confluenza fra la Valle di Riva e la Valle Aurina, il paese è dominato a nord dell'abitato dallo scenografico complesso del Castel Tures (Schloss Taufers), arroccato su una rupe: in mezzo a una cornice di montagne innevate, è uno dei più belli e pittoreschi castelli dell'arco alpino. Le sue origini risalgono all'inizio del Duecento, quando fu eretto dai potenti signori medievali di Tures/Taufers, fedeli feudatari dei vescovi di Bressanone e che rivaleggiavano con le altre grandi famiglie della zona: i Tirolo, gli Appiano, gli Andechs. Castel Tures sorse in posizione strategica, dato che controllava gli accessi alla valle dei Molini, alla Val Aurina e alla Val di Riva, rappresentando anche una spina nel fianco per Brunico. Nel Trecento però la dinastia dei Tures/Taufers si estinse e le loro proprietà passarono prima ai conti di Tirolo, quindi agli Asburgo: nel XVI secolo il castello ebbe un suo ruolo di difesa dei confini, nella lotta che opponeva Massimiliano d'Asburgo alla Repubblica di Venezia.

Nel tempo poi il castello ha subito diversi rimaneggiamenti: nel Quattrocento da struttura difensiva lo si trasformò in struttura abitabile, aggiungendovi all'interno diversi corpi residenziali e di servizio; quindi, dopo essere andato in rovina, a inizio Novecento fu rinnnovato a opera dell'allora proprietario Ludwig von Lobmayr; infine dopo la seconda guerra mondiale importanti restauri furono fortemente voluti dalla Curia di Bressanone e dall'abate benedettino Hieronymus Gassner. Oggi Castel Tures / Burg Taufers appartiene alla Provincia autonoma ed è gestito dall'Istituto sudtirolese per il mantenimento dei castelli (Südtiroler Burgeninstitut), che negli ultimi tre decenni ha compiuto vasti lavori di restauro aprendo al pubblico nuove zone del castello (oggi attira 75mila visitatori l'anno) e rendendolo disponibile per mostre e concerti.

Il suo impianto è abbastanza semplice: un grande mastio (ricostruito nel 1971) più un recinto che segue l'orografia del terreno circostante. Sono romanici la torre di difesa e l'attigua torre di abitazione con eleganti bifore. Sono invece gotiche le tre torri attorno al ponte levatoio. Gli interni secenteschi del castello, 64 sale di cui 24 rivestite in legno e con soffitti a cassettoni, sono arredati con quadri, mobili e stufe in maiolica di varie epoche. Ci sono anche una interessante sala d'armi, la biblioteca, la Sala dei Principi, la Sala delle udienze, la camera degli Infermi (con la singolare collezione di 26 ritratti dei bambini che frequentavano la scuola per nobili attiva nel castello negli anni 1564-67), la stube dei fantasmi (sarebbe la camera da letto di Margarethe von Taufers, nobildonna che una leggenda vuole protagonista di un amore infelice), il granaio sottotetto e, nei sotterranei, la ghiacciaia e le prigioni. Da non mancare una visita alla cappella, affrescata nell'abside da Friedrich Pacher, allievo del grande Michale Pacher, e che conserva sculture lignee quattrocentesche e un crocifisso tardoromanico del XIII secolo.

In paese è notevole la rinascimentale casa Neumelans, fatta costruire nel XVI secolo in soli dodici mesi dal giudice Hans Fieger della ricca famiglia di banchieri cui Massimiliano d'Asburgo aveva conferito il castello. La sua architettura ricorda quella di un castello abitabile, sviluppato in altezza, con quattro torri d'angolo rotonde ma a base quadrata, eleganti bovindi e un tetto fortemente spiovente. E poi sono assolutamente da visitare le chiese e le cappelle della zona. A partire dalla parrocchiale dell'Assunta, capolavoro del tardo gotico pusterese realizzato da Valentin Winkler, di Pfalzen, con lunghi lavori durati dal 1503 al 1527: ben visibile da lontano per l'alto campanile a cuspide, tipico della zona, è uno scrigno di tesori. Fra questi, eccelle un grande trittico neogotico delle Due Marie con Giovanni in legno intagliato e dipinto, parte di una via crucis del 1430 circa. Monumentale è anche l'altare maggiore, eretto a inizio Cinquecento da Alois Winkler e Hans Rabensteiner sul modello del Marienaltar di Creglingen, nel Baden-Württemberg, capolavoro realizzato dal grande Tilman Riemenschneider fra il 1505 e il 1508. Ci sono poi anche un pulpito gotico in pietra realizzato a inizio XVI secolo dal parroco locale Leonhard Fabri e, sulla parete nord, un colossale dipinto dell'Assunzione della Vergine, opera settecentesca di Karl Henrici (1783). Accanto alla chiesa ci sono il cimitero del paese, con le antiche lastre funerarie dei nobili locali, e la cappella di San Michele, quattrocentesca, a tre navate e con un piano superiore adibito a cappella mortuaria. L'adiacente Museo parrocchiale custodisce opere d'arte sacra, tardogotica e barocca, provenienti dalle chiese e cappelle della zona, che negli anni 60 e 70 avevano subito numerosi furti: per questo il parroco pensò di utilizzare il suo ex granaio (Kornkasten) per metterle al sicuro. Sono così qui visibili, per esempio, una Madonna in trono del 1430 e, soprattutto, le statue originali dell'altare tardogotico di San Nicolò di Caminata/Kematen.

Quelle visibili sul posto sono infatti delle copie, ma San Nicolò vale ugulamente una visita, non fosse che per gli affreschi del 1425 di Erasmus von Bruneck/Erasmo da Brunico, portati alla luce durante il restauro del 1996/97 che, scoprendoli nascosti sotto una mano di bianco nella parete nord del coro, di colpo ha posto la chiesetta di Caminata sull'atlante della più eccelsa arte sudtirolese. Si tratta infatti di rari e raffinati affreschi del pieno gotico, con scene della vita di san Nicolò: in una il santo regala mele d'oro alla ragazze povere insidiate. Più recenti (inizio Cinquecento) sono invece le pitture sulle chiavi di volta, esempio iconografico senza uguali nella zona: non solo sante vergini, ma anche realistici ritratti di nobildonne e nobiluomini dell'epoca, e persino la testa di un monaco che fa un versaccio mostrando la lingua. Un eccezionale gruppo scultoreo in legno dipinto si trova poi nella bella chiesa gotica di San Maurizio/Moritzen, nucleo antico del paese, lungo la strada che sale ad Acereto/Ahornach: rappresenta Cristo portacroce e le pie donne. E anche nella frazione di montagna Riva/Rein c'è una chiesetta quattrocentesca, quella di San Volfango, che custodisce belle sculture lignee.

Campo Tures però non ha da offrire solo chiese e castelli, ma anche e soprattutto natura, tanta natura, con il suo ambiente incantevole che invita a muoversi, a stare all'aria aperta, a scoprire i tesori dei fiumi e dei monti, dei boschi e dei prati. Una sosta al Centro visite del Parco naturale delle Vedrette di Ries-Aurina è indispensabile per una panoramica su fauna, flora, geologia e minerali dell'area protetta, ben comunicate da filmati, plastici, pannelli e mostre temporanee. I minerali, locali e non, sono protagonisti anche nelle vetrine del museo Mineralis, in paese a Campo Tures, presso il negozio di articoli sportivi Sport Mayrl. Fra le principali attrazioni naturali della zona ci sono le cascate del torrente Riva/Reinbachfälle, note anche come cascate di Campo Tures, forse le più note e spettacolari dell'Alto Adige. Sono in realtà tre salti d'acqua distinti, che si trovano all'inizio della Valle di Riva e sono raggiungibili dai Bagni di Cantuccio o Winkelbad (noti per le fonti radioattive), a piedi lungo due sentieri: il sentiero delle cascate, che sale vicino al corso d'acqua, e il sentiero di San Francesco (Franziskusweg), una specie di via crucis con belle sculture in legno che in un'ora di salita raggiunge una chiesetta. La cascata più alta è quella più a monte, che ha un salto di ben 42 metri, impressionante quando lo si contempla dal ponte sospeso sullo strapiombo.

Testo di Roberto Copello; per le foto, si ringraziano Area vacanze Valli Tures e Aurina, sand-in-taufers.com (chiesa), gallorosso.it (Centro visite).

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Articolo realizzato nell’ambito del progetto RESTA! –finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese-Avviso n.1/2018