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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 21

22 Maggio 2020
 
Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!


 
Contenuti geoturistici TAPPA 21 GIRO D'ITALIA 2020 
CERNUSCO SN - MILANO - 16,5 km

di Michele Lauro
 
Milano e la bicicletta. Milano e il Giro d'Italia. Milano e il Touring Club Italiano. Tre rami di un sodalizio intimo, lungo più di un secolo. Il tracciato della cronometro abbranca Milano da est, con partenza da Cernusco sul Naviglio alle propaggini della Brianza. E mentre i ciclisti attraversano senza guardare i luoghi o non luoghi della grande globalizzazione metropolitana – capannoni industriali, aree residenziali, centri commerciali, svincoli, tangenziali e complessi di uffici, compreso sulla via Rizzoli quello che ospita la nuova sede della grande madre del Giro, la Gazzetta dello Sport; mentre attraversano i caselli dell'antica Porta Orientale, quella Porta Venezia che reca ancora le tracce della Milano romana, medievale, spagnola e introduce al salotto urbano del centro; mentre puntano al cuore del Duomo disegnando l'arco della circonvallazione più interna fino al corso di Porta Vittoria e a San Babila, scorre come in un sogno la storia della Milano di un tempo. Milano sui pedali. Fine Ottocento. La bicicletta è il giocattolo della borghesia milanese. Spuntano le prime società velocipedistiche, fra cui nel 1870 il Veloce Club Milano – che vede tra i soci i baroni-ciclisti Giuseppe e Fausto Bagatti Valsecchi, Federico Johnson e Luigi Vittorio Bertarelli, fondatori nel 1894 del TCCI o Touring Club Ciclistico Italiano – e si inaugurano le prime corse: il giro dei Bastioni (gennaio 1871), la Milano-Torino (1876), prima extraurbana a superare il limite dei 100 km. Nel 1896 nasce la “Gazzetta dello Sport" dalla fusione di due settimanali di informazione ciclistica. Ma la bicicletta diviene ben presto invisa ai regnanti, come dimostra nel 1898 il decreto emanato dal generale Bava Beccaris che ne proibisce l'uso in seguito alle proteste operaie di Milano contro il carovita, e poi simbolo di libertà e resistenza – anche femminile – negli anni feroci delle guerre mondiali. Il primo Giro d'Italia, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, parte dal capoluogo lombardo nel 1909, poi per oltre un secolo la Madonnina continua a battezzare – con poche eccezioni e interruzioni (le due guerre  mondiali) – l'arrivo dei ciclisti in piazza del Duomo dopo le tre settimane canoniche di corsa. Li benedice anche oggi sul traguardo del primo Senzagiro della storia, spostato con irriverenza in uno dei santuari del ciclismo novecentesco, il Velodromo Vigorelli. Tornerà a farlo domani. Perché tutto scorre sotto il cielo di Milano, perfino un Giro Senzagiro, tutto si ricrea e si trasforma nella città-cantiere, capitale del velocipede e oggi del bike sharing. Presto anche il sudore di corridori ritti sui pedali tornerà a macchiarne l'asfalto.
 
1. Ciclabile della Martesana
Cernusco sul Naviglio è collegata con Milano, oltre che da una fitta rete stradale e dalla MM2, dalla pista pedonale e ciclabile che corre lungo l'argine del Naviglio della Martesana, canale aperto nel Quattrocento la cui fama venne ben presto oscurata dal Naviglio Grande e dal Naviglio Pavese. Dalla Cassina de' Pomm all'altezza di via Melchiorre Gioia, fino a Trezzo sull'Adda, la ciclabile della Martesana si allunga per circa 36 km in un ambiente dal fascino appartato che conserva tracce di vita rurale a pochi chilometri dal centro: cascine, ville storiche, orti periurbani, curati borghi di provincia come Vimodrone, Gessate, Gorgonzola, Cassano e Vaprio d'Adda. Germani reali e martin pescatore si contendono l'acqua e le rive con specie d'importazione come nutrie e tartarughe. Completano gli argini numerosi spazi verdi attrezzati ad aree picnic. Nel tratto milanese della Ciclabile, nel sito che ha ospitato per tanti anni lo storico archivio cinematografico di via Sammartini, si affacciano i cancelli della Biblioteca Morando: uno spazio dedicato al cinema sotto l'egida della Cineteca Milano.
 
 
2. Piazzale Loreto
Trafficatissimo snodo cittadino lungo la circonvallazione esterna, piazzale Loreto è uno dei luoghi della memoria di Milano e del nostro Paese. Qui il 10 agosto 1944 i soldati della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti fucilarono quindici partigiani antifascisti lasciandone i corpi sull'asfalto, qui dopo la Liberazione i cadaveri di Benito Mussolini e Claretta Petacci vennero esposti allo sguardo e alle offese della popolazione. Ricorda la strage partigiana dei Martiri di Loreto una stele di Giannino Castiglioni posta al centro della piazza, inaugurata nel 1961. Ma è anche luogo di memoria ciclistica: qui, nella notte del 13 maggio 1909, quando ancora era denominato Rondò di Loreto, avvenne la partenza del primo Giro ciclistico d’Italia. Fulcro dell'asse viario che dal centro porta verso il popoloso hinterland di Sesto San Giovanni e Monza, piazzale Loreto è oggi al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione in chiave ecologica e di mobilità sostenibile: da San Babila a Sesto Marelli, passando per viale Monza e via Padova, è allo studio l'ipotesi di una lunga pista ciclabile. Fin d'ora però, fra le misure messe in atto dal comune per stimolare l'uso della bicicletta nella Fase 2 dell'emergenza Covid c'è proprio la realizzazione di un tracciato ciclabile in segnaletica leggera, lungo il tracciato della MM1.
 
3. Casa-Museo Bagatti Valsecchi
Negli anni Ottanta del XIX secolo i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, avvocati e collezionisti d'arte con la passione del velocipede, si dedicarono personalmente alla ristrutturazione della dimora di famiglia situata tra via del Gesù e via Santo Spirito, stipandola di opere d'arte, oggetti rari, preziosi arredi. Siamo nel cuore della Milano più raffinata, il cosiddetto Quadrilatero della Moda dove il design architettonico ha ancora oggi un'impronta originale e riconoscibile. Divenuto un museo curato dalla Fondazione Bagatti Valsecchi, il palazzo conserva un'atmosfera elegantissima nelle due corti interne accessibili liberamente, su cui affacciano impeccabili negozi e la gastronomia storica del Quadrilatero: il Salumaio di Montenapoleone aperto nel 1957. 
 
4. Palazzo Touring 
Al Touring Club Ciclistico Italiano, associazione culturale fondata nel 1894 e da allora attiva nella promozione e tutela del territorio come bene comune, si deve la nascita del cicloturismo. Persa la “C” di Ciclistico nel 1900, il Touring ha però conservato la ruota nello storico marchio e la vocazione ciclistica fino ai nostri giorni, come dimostra il grande murale di Riccardo Guasco che decora la facciata della nuova sede di via Tacito, periferia ovest. La sede storica del TCI occupa l'isolato triangolare compreso tra Corso Italia, via Barellai e piazza Bertarelli, strade-museo costeggiate da edifici firmati da illustri architetti (fra gli altri Binda, Moretti, Ponti, Portaluppi) e rappresentativi degli stili del primo Novecento, dal tardo liberty all'eclettismo. Il palazzo fu progettato nel 1915 da Achille Binda in stile eclettico, con la facciata decorata da lesene e fiori d'acanto e un ingresso monumentale scandito da due colonne ispirate all'ordine ionico. Tra i busti bronzei dell'interno spicca quello in onore del più noto tra i fondatori,Luigi Vittorio Bertarelli (1859-1926). Quartier generale dell'Associazione fino al 2019, il palazzo è attualmente al centro di un progetto di ristrutturazione e valorizzazione a cura del gruppo Radisson, al termine del quale diventerà il Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Italiano. Rimarrà all'interno del complesso il Punto Touring comprensivo di libreria e agenzia viaggi.
 
5. Velodromo Maspes-Vigorelli
È dedicato alla memoria di Antonio Maspes, grande pistard milanese, il Velodromo costruito nel 1935 nell'area del vecchio polo fieristico milanese, tra piazzale Carlo Magno e le vie Arona e Giovanni da Procida. Sulla sua pista in listelli di abete degli Urali, scorrevolissima, si cimentarono grandi campioni per battere il record dell'ora: leggendaria la prova di Fausto Coppi, in una Milano minacciata dai bombardamenti aerei, il 7 novembre 1942. In molte occasioni è stato il traguardo finale del Giro d'Italia, oltre che di una classica come il Giro di Lombardia, ma anche teatro di eventi musicali rimasti nella storia: il 24 giugno 1965 tenne a battesimo il primo e unico concerto italiano dei Beatles, il 5 luglio 1971 il primo e ultimo dei Led Zeppelin, una serata disgraziata sfociata in una violenta guerriglia urbana. Poi il declino, l'abbandono, il deperimento finché nel 2015 è iniziata la riqualificazione nell’ambito del progetto urbanistico di Citylife. Da alcuni anni l’apertura Comitato Velodromo Vigorelli ne cura la periodica apertura per chi desidera provare l’emozione di pedalare sulla sua “pista magica”
 
 
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