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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 20

22 Maggio 2020
 
Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!


 
Contenuti geoturistici TAPPA 20 GIRO D'ITALIA 2020 
ALBA - SESTRIERE - 200 km

di Michele Lauro


Terra di memorie partigiane intrise di letteratura (Pavese, Fenoglio, Arpino), terra di interazione feconda fra il lavoro contadino e l'ambiente naturale, nelle Langhe la bellezza dei paesaggi si sposa con la cultura del vino come prodotto vivente, Patrimonio dell’Umanità che ha portato riconoscimenti, turismo, benessere. Anche dal sellino, fatica e bellezza si intrecciano fin dai primissimi chilometri. Fra Alba e Bra il fondovalle del Tanaro dispiega all'orizzonte poetiche geometrie di filari sulle colline, quei morbidi crinali paralleli che costituivano un tempo il fondale di un antico mare. Dalla statale 231 si devia verso Pollenzo e la sua prestigiosa Tenuta reale, sede dell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche e della Banca del Vino, bordeggiando la periferia di Bra fino a incrociare l'autostrada Torino-Savona, già nella piana alluvionale tra Varaita e Stura di Demonte. Passata la piazza del Popolo di Savigliano, sullo sfondo il castello di Saluzzo annuncia l'imbocco della valle Varaita, che si risale lungo l'argine del fiume lungo la SP 8 da Costigliole Saluzzo. Ampia e lunga, con vaste distese di castagneti e poi di abeti in quota, la valle è fiancheggiata da contrafforti alpini fino al crinale delle Alpi Cozie meridionali. Dall'alto dei suoi 3841 metri il Monviso domina un ambiente di montagna familiare, lontano dalla giostra dello sci alpino: regno di escursionisti, arrampicatori e cicloamatori che in mountain bike ne risalgono le valli laterali tra pascoli e foreste. Passano le borgate dell'alta valle ancora legate alla cultura occitana, con le belle case di pietra decorate dalle meridiane: Brossasco, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino nella verde conca sui due rami del torrente Varaita. Le pendenze si fanno vertiginose sulla strada che da Pontechianale, toccando i margini del bosco dell’Alevé, conduce ai 2744 m del Colle dell'Agnello superando un dislivello di oltre 1000 m. Inizia da qui il tratto francese nel Parco regionale del Queyras, altopiano in quota delimitato da maestose vette. Come in un ottovolante la strada scende ai 1388 m del castello di Queyras e poi risale ripida da Arvieux verso il Col d'Izoard, leggendario valico del Tour de France a quota 2360. Di nuovo oltre mille metri di discesa fra straordinari panorami portano a Briançon, da cui si risale a tornanti verso il Monginevro, storico passo di transito per la Francia lungo la Via Francigena. Si rientra in Italia in alta val di Susa. Da Claviere l'ultimo saliscendi fino allo strappo di Sestriere si svolge in un anfiteatro alpino dal nome perfetto per una tappa, come questa, spaziale: Monti della Luna.
 
1. Alba
Alla confluenza del torrente Cherasca con il Tànaro, ai piedi di una langa intensamente coltivata a vite, è mercato di prodotti agricoli da tempi antichissimi, oggi capitale del gusto al centro di un comprensorio enologico di risonanza mondiale. Il ben preservato nucleo di impianto medievale ricalca l’andamento delle antiche mura, mentre la parte moderna si sviluppa oltre la cerchia dei viali alberati che lo delimitano. Piazza Risorgimento, lo spazio dell’antico Foro romano, è la quinta del Duomo romanico-gotico, di storiche drogherie e pasticcerie e del colorato mercato del sabato, mentre la Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba colonizza la città tra ottobre e novembre per otto settimane. In piazza Rossetti, il Centro Studi Beppe Fenoglio dedica quattro percorsi tematici ai luoghi dello scrittore e partigiano, nato ad Alba nel 1922. In periferia sono visitabili gli stabilimenti della Ferrero affiancati dall'omonima fondazione, spazio dedicato a convegni, mostre, concerti. 
 
 
2. Bra 
Da sempre sede di mercato al margine occidentale dell’Oltretanaro albese, è rinomata per le produzioni dei suoi orti e gli allevamenti della razza bovina piemontese. Conserva interessanti testimonianze architettoniche soprattutto di epoca barocca come chiesa di S. Andrea (1682), forse del Guarini, con la monumentale facciata a due ordini completata nel 1830, e la chiesa di S. Chiara (1742-48) dalla deliziosa facciata curvilinea di gusto rococò. Bra ha tenuto a battesimo il movimento Slow Food e durante la rassegna 'Cheese', organizzata da Slow Food negli anni dispari a settembre, è vetrina internazionale delle piccole produzioni casearie a latte crudo. La memoria storica della città è custodita negli spazi della Zizzola, ottocentesca residenza di piacere che svetta sul monte Guglielmo.
 
 
3. Parco naturale regionale del Monviso
La cima più alta delle Alpi Cozie (3841m), visibile in tutta la sua imponenza dalle prime propaggini della Pianura Padana, è al centro di un'area naturalistica che abbraccia il pregiato bosco dell’Alevé, la più estesa foresta di pini cembri d’Europa (817 ettari di superficie). I monumentali larici e pini dal tronco nodoso, alti anche 25 m, si possono ammirare percorrendo il facile sentiero dalla borgata Alboin di Casteldelfino verso il lago Bagnour, sede di un rifugio alpino. All'interno del parco una vista eccezionale sul Monviso è offerta dalla cima del colle di Sampèyre, a 2284 m di quota, mentre è riservato agli escursionisti il Giro di Viso: itinerario di 5-6 giorni che in valle Varaita da Castello di Pontechianale conduce come prima tappa allo storico rifugio Vallanta (2450 m), inaugurato nel 1935.
 
 
4. Briançon e i Parchi 
Rinomato centro di sport invernali delle Haute-Alpes a circa 1300 m di altezza, Briançon  conserva un bel nucleo antico sei-settecentesco circondato da una duplice cinta bastionata, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Come molti altri fortilizi del circondario è opera di Sébastien Le Prestre, marchese di Vauban, geniale architetto al servizio di Luigi XIV verso la fine del Seicento. La passeggiata lungo le mura fortificate apre ai meravigliosi scenari alpini del circondario: il comprensorio sciistico di Serre-Chevalier, oltre 250 km di discese cui si accede in funivia direttamente dalla città, i ghiacciai del massiccio degli Écrins tutelati da un Parco nazionale, e il Parc Naturel régional du Queyras intorno al corso del fiume Guil, che nasce alle pendici francesi del Monviso. Prezioso habitat di flora e fauna autoctona (aquila reale, gallo cedrone, camoscio), custodisce otto deliziosi villaggi alpini fra cui Saint-Véran,antico capoluogo del Queyras e con i suoi 2024 metri il comune più alto d’Europa.
 
 
5. Sestriere e la Via Lattea
Situato sul colle omonimo che mette in comunicazione la val Chisone con la valle di Susa, il comune di Sestriere comprende diversi nuclei: Sestriere Colle sulla linea di displuvio, Sestriere Borgata nella valle del Chisone, Champlas du Col e Champlas Janvier nella valle di Susa. Fu una ‘invenzione’ turistica di alcuni imprenditori torinesi – tra cui gli Agnelli – che negli anni ’30 del secolo scorso diedero impulso allo sviluppo dell’area favorendo la realizzazione degli impianti sciistici e dell’insediamento residenziale. Dagli anni ’50 è teatro delle gare di Coppa del Mondo di sci alpino e nel 2006 ha ospitato il Villaggio Olimpico dei Giochi torinesi. Fa parte del grande comprensorio della Vialattea, un carosello di 212 piste distribuite a cavallo delle valli Susa, Chisone e Troncea, insieme a Clavière, Cesana-Sansicario, Pragelato,Sauze d’Oulx Oulxe la francese Mongenèvre. Il comprensorio abbraccia anche una fitta rete di sentieri e strade bianche per bikers ed escursionisti.
 
 
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