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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 19

22 Maggio 2020
 
Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!


 
Contenuti geoturistici TAPPA 14 GIRO D'ITALIA 2020 
MORBEGNO - ASTI - 251 km

di Stefano Brambilla


Una tappa geograficamente disomogenea, la numero 19, peraltro la più lunga del Giro d'Italia 2020 con i suoi 251 km - basti pensare che tocca ben sette province: Sondrio, Como, Varese, Milano, Pavia, Alessandria e Asti. Ma lo spettacolo paesaggistico non manca, soprattutto nella prima parte, visto che da Morbegno il percorso prende subito la statale 340 che costeggia tutto il lago di Como dal lato occidentale e non la lascia fino al capoluogo. Un trionfo di terra e acqua, di boschi che sembrano precipitare nel lago, di giardini lussureggianti; e di ville aristocratiche, chiese antiche, piccoli e romantici porti amatissimi dagli stranieri. Proprio la sponda comasca è stata storicamente un importante territorio di transito: ancora oggi uno degli aspetti che la caratterizzano è la Strada Regina, tracciata dai romani, che collegava la pianura con le terre d'Oltralpe e che nel medioevo fu patria delle maestranze che diffusero il romanico in tutta Europa. A Como poi inizia il diverso paesaggio della pianura Padana: prima denso di industrie, infrastrutture e popolosi nuclei abitati, poi a mano a mano che ci si spinge verso il Ticino e il Pavese sempre più agricolo, contrassegnato da cascine e fattorie, frutto di un'opera secolare che ha strappato la terra alla palude tramite un efficiente sistema irriguo di canali e rogge. È la Lomellina, terra del riso, degli aironi, del “mare a quadretti”; che oltrepassato il Po sfuma nelle ondulazioni dell'Alessandrino e delle prime pendici del Monferrato. I rettilinei di Alessandria e Asti fanno da chiusa a una tappa ideale per i velocisti, prima delle ultime salite del giorno successivo. 
 
1. Morbegno
È la patria del bitto, il formaggio che prende il nome dal torrente che proprio qui confluisce nell'Adda. Ma Morbegno – cittadina di medie dimensioni, da sempre punto di passaggio per i commerci tra pianura e valle - vanta anche edifici importanti, come la collegiata di S. Giovanni Battista, rifatta in forme barocche dal 1680, il settecentesco palazzo Malacrida, con un bel giardino all’italiana, e il contemporaneo palazzo Gualteroni, sede di un vivace Museo civico di Storia naturale. E poi, splendidi dintorni: in primo luogo la Val Màsino, dove ci si inoltra tra aspre quinte di monti con altissime cuspidi di granito, lastroni di roccia frantumata e giganteschi massi franati. Ne è il punto finale Bagni del Màsino (m 1176), con le sue terme ‘d’atmosfera’ già frequentate nel Cinquecento.
 

 
2. La Tremezzina
Così viene detta la fascia costiera intorno a Tremezzo, sulla costa occidentale del lago di Como. Uno dei luoghi celebri del turismo europeo grazie alle bellezze naturali e allo splendido susseguirsi di ville e di parchi: come la scenografica villa Arconati Visconti, detta del Balbianello, sulla punta di un triangolo boscoso che si protende nel lago, che ebbe tra gli ospiti l'abate Parini e Silvio Pellico; e la stupenda villa Carlotta, creata nei primi anni del Settecento, arricchita grazie alla famiglia Sommariva di opere di Canova e Thorvaldsen, celebre soprattutto per il lussureggiante giardino con una stupefacente fioritura primaverile di rododendri e azalee. Un angolo d'Italia che il mondo ci invidia.

 
3. Vigevano
Si potrebbe rimanere ore, a rimirare la Piazza Ducale di Vigevano, una delle più riuscite espressioni urbanistiche del Rinascimento. Subito si rimane colpiti dall'armonia dello spazio architettonico, dalla grandezza, dalla forma allungata. Poi si osservano i portici disposti su tre lati, sotto cui scorre la vita cittadina, e il Duomo che la conclude sul quarto lato, con quel prospetto concavo così originale, così particolare. Portici e chiesa raccontano storie diverse: i primi quella di Ludovico il Moro, che li volle intorno al 1492; la seconda quella del vescovo Caramuel, che duecent'anni dopo le inventò un prospetto nuovo per mascherare la non ortogonale disposizione del tempio rispetto all'asse della piazza. Lì accanto, il Castello e la Torre progettata dal Bramante, a concludere tanta meraviglia.
 
 
4. Alessandria
Potremmo parlare del borsalino, qui nato nel 1857 grazie alla creatività dell'imprenditore Giuseppe Borsalino (al cappello è dedicato un museo con 2000 campioni di copricapi). Oppure della grandiosa Cittadella, incredibile architettura militare tra le più conservate d'Europa, dismessa solo nel 2007 (e ancora in attesa di una riqualificazione adeguata). Ma vogliamo ricordare Alessandria soprattutto per la sua passione per la bicicletta: la città piemontese fu la prima, in Italia, a vedere un velocipede (era il 1867), e a fine Ottocento ne divenne la capitale, grazie a legioni di sportivi e appassionati. Rivera, Cuniolo, Gerbi, Maino, Girardengo, Coppi sono sono alcuni degli alessandrini che a vario titolo legarono il loro nome alle due ruote; e alla memoria ciclistica la città ha dedicato dal 2017 il Museo AcdB, acronimo di Alessandria Città della Bicicletta. 

 
5. Asti
Si capisce qualcosa di Asti scorrendo la lista dei suoi eventi annuali. La Douja d’Or, concorso di vini nazionali; la Fiera regionale del Tartufo; la Fiera Città di Asti, che coniuga la tradizione dei festeggiamenti di san Secondo, patrono della città, e dell’antichissima Fiera Carolingia; il celebre Palio di settembre, risalente al Duecento, in cui i rioni cittadini si sfidano in un’emozionante corsa equestre; e ancora il Festival delle Sagre Astigiane, grandiosa manifestazione enogastronomica che vede impegnate quasi tutte le pro loco della provincia, ognuna con una proposta di menu accompagnato dai vini Docg del territorio. Come dire: la cultura del cibo e del vino da sempre è di casa, ad Asti. E il consiglio è di visitarla in uno di quei giorni in cui la si celebra in strada.

 
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