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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 16

21 Maggio 2020
Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!


 
Contenuti geoturistici TAPPA 16 GIRO D'ITALIA 2020 
UDINE - SAN DANIELE DEL FRIULI - 228 km


di Fabrizio Milanesi
 
E’ la seconda delle tue tappe interamente friulane. Si corre per più di duecento chilometri su un percorso disegnato intrecciando i profili delle prealpi Giulieper sfumare sui greti del fiume Tagliamento. Il sipario si alza su Udine, che da sempre segna il centro geografico di una regione dove la pianura tiene aggrappati a sé Alpi e Adriatico. E con un po’ di fortuna e di aria tersa, dal colle su cui appoggia il castello cittadino basta muovere lo sguardo per ammirare in un'unica panoramica il profilo violetto delle montagne, le tracce dei ghiaioni, le macchie più scure dei boschi, i solchi chiari dei torrenti; verso sud, invece, il luccichio della bassa pianura, un biancore prelude al mare. I primi colpi di pedale fanno muovere lento il gruppo tra le quinte di un teatro cittadino antico, elegante e sobrio, come spesso è il carattere furlano. Piazza I Maggio, il Palazzo patriarcale, il Duomo e piazza Matteotti scandiscono il passaggio fino alle porte a nord del capoluogo, da cui si cambia andatura con verso il primo strappo di giornata, la salita alla Madonnina del Domm, amatissima dagli appassionati locali. I rapporti sono ancora alti quando si entra a Cividale del Friuli. Allo sbocco delle valli che risalgono verso le Alpi slovene, si attraversa un fazzoletto di poche centinaia di metri di diametro, case con le facciate dipinte guardano su un intrico di strade acciottolate e di piazzette silenziose, qualcuna aggrappata alle rocce che strapiombano nel Natisone. Cividale è Bandiera arancione del Touring Club Italiano per la qualità dell’accoglienza, la ricchezza e la varietà dei motivi d’interesse storico-culturali e paesaggistici e dal 2011 Cividale è parte dei Patrimoni dell’Umanità Unesco per le sue straordinarie eredità longobarde. Il secondo atto della tappa si apre tra i colli orientali di Udine, un vero e proprio «parco della vite e del vino». I rilievi coperti di boschi e di vigne lasciano spazio a piccoli borghi. In questo paesaggio armonioso, a ridosso delle Prealpi Giulie si trova Tarcento, abbellita dalle ville che rimandano a villeggiature dei signori dell’800 e del ‘900. Il gran finale si svolge su un anello da percorrere due volte, con punte del 16% di pendenza del monte di Ragogna a chiamare gli scatti e le fughe anche dei passisti. Traguardo a San Daniele, il principale centro dei colli occidentali friulani famoso in tutto il mondo per il suo dolcissimo e inimitabile prosciutto, più di una tentazione dopo 200 chilometri di fatiche. 
 
 
1. Udine 
Planiamo su Udine dal colle del suo castello. Tutt’intorno i tetti della città, e il centro storico, più lontano, verso nord, il profilo violetto delle Alpi Carniche e Giulie. Udine è una città da vivere passeggiando nel centro storico. Alle mete storico-artistiche e architettoniche si intrecciano i richiami alle tradizioni artigianali ed enogastronomiche, ai mercati e alle osterie, luoghi che dimostrano come la gente continui a essere legata al suo passato. Dal castello e da piazza della Libertà, si ritrovano i luoghi simbolo dell’identità cittadina, da piazza I Maggio al Palazzo patriarcale, il Duomo e piazza Matteotti. Appena oltre i confini del centro storico si trova porta Aquileia, a sud-est, oppure la Galleria d’Arte moderna, a nord-est. Certo Udine, capoluogo della regione, non è proprio una città d’acqua, ma la bellezza di qualche scorcio sulle sue rogge è smagliante.
 
 
2. Cividale del Friuli 
Eccoci allo sbocco delle valli che risalgono verso le Alpi slovene. Cividale del Friuli eredita i segni lasciati dalle popolazioni celtiche, dai romani, dai longobardi, dai veneziani mentre tra le valli del Natisone alcune comunità di ceppo sloveno conservano ancora l’antico dialetto nadiško. Scopriamo la cittadina dal suo prezioso centro storico. Stretto in un fazzoletto di poche centinaia di metri di diametro, case con le facciate dipinte guardano su un intrico di strade acciottolate e di piazzette silenziose oppure, sul lato sudorientale, si aggrappano alle rocce che strapiombano nel Natisone. Cividale è Bandiera arancione del Touring Club Italiano per la qualità dell’accogliena, la ricchezza e la varietà dei motivi d’interesse storico-culturali e paesaggistici. Dal 2011 Cividale è parte dei Patrimoni dell’Umanità Unesco per la rilevanza della sua eredità longobarda. 
 
 
3. Tarcento 
I colli orientali di Udine sono un vero e proprio «parco della vite e del vino». I rilievi coperti di boschi e di vigne lasciano spazio a piccoli borghi. In questo paesaggio armonioso, a ridosso delle Prealpi Giulie si trova Tarcento. Tra i suoi tesori vale la pena citare la parrocchiale romanica di S. Pietro Apostolo e il seicentesco palazzo Frangipane sede del Museo archeologico e naturalistico. Molte nel paese sono le ville che ricordano i fasti della località di villeggiatura del XIX e XX secolo. Tra queste spiccano esempi di architettura liberty, art déco e razionalista. Tra le tante tradizioni che animano lo spirito furlano della cittadina c’è il rito del Pignarul (falò in friulano) con cui ogni 6 gennaio si conclude un lungo corteo storico che rievoca le antiche epifanie medievali. Figura dominante del corteo è Artico di Castello, detto Articone, signore di Tarcento. 
 
 
4. Ragogna 
Il lago di Ragogna, un bacino glaciale tra le colline moreniche, è circondato da ontani, pioppi, salici e canneti, approdo per molti uccelli migratori. Nel territorio del comune sparso di Ragogna la natura è una presenza importante, non è un caso che nella sede comunale di San Giacomo sia allestito il Museo civico «A. Cerrutti», a illustrare la storia naturalistica e archeologica del territorio. Tante le testimonianze della Grande Guerra. Proprio a Ragogna si consumò l'ultimo atto di difesa del Tagliamento da parte degli italiani che dopo la disfatta di Caporetto, rallentarono i nemici consentendo alle truppe di ritirarsi verso il Piave. A San Giacomo si trova il Museo della Grande Guerra che mostra un plastico riproducente lo scenario di guerra lungo il Tagliamento. Vale la pena recarsi all’altura di San Pietro per ammirare dal ponte di Pinzano l’alveo ghiaioso del Tagliamento. 
 
 
5. San Daniele del Friuli 
Alle pendici dell’anfiteatro morenico si trova San Daniele, il principale centro dei colli occidentali friulani. San Daniele fu libero Comune e florido mercato fin dal 1139, segno di una antica caratteristica commerciale e di una confidenza con le relazioni che ritroviamo nella raggiunta fama mondiale del suo inimitabile prosciutto. Eccellenza friulana, il “vero” San Daniele si degusta nei ristoranti, nelle trattorie, nelle enoteche o direttamente negli spacci dei produttori della zona. Il colle di San Daniele è posto a pochi passi dalle Prealpi, lambito dal Tagliamento. In questo punto, l’aria fredda dal Nord e quella calda dall’Adriatico si incontrano creando le condizioni ideali per la stagionatura delle carni. L’ultimo weekend di giugno al prosciutto di San Daniele è dedicata una fortunata rassegna gastronomica dal titolo Aria di festa. 
 
 
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