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Le opportunità di visita, i progetti di tutela e gli interventi per difendere il Mediterraneo

Alla scoperta dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, in Campania: l’intervista al nuovo presidente Lucio Cacace

di 
Fabrizio Milanesi
26 Marzo 2021
 
Come ci ha raccontato una nostra recente intervista Mariasole Bianco, di fronte a un mare ferito e saccheggiato “le Aree Marine Protette sono dei libretti di risparmio, delle polizze assicurative: non sono dei limiti alla fruizione del mare e delle sue risorse ma un investimento in grado di produrre benefici sociali ed economici”. 
 
Un ottimo investimento lo rappresenta sicuramente l’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che tutela un ampio tratto di mare tra le costiere sorrentina e amalfitana. Nel 2021 l’ente sta infatti lavorando a importanti progetti di tutela, sensibilizzazione e valorizzazione del patrimonio ambientale. 
 
A illustrarceli e ad aiutarci a conoscere più in profondità le risorse, le criticità e le sfide dell’Area Marina è il nuovo presidente Lucio Cacace
 
Gli isolotti Li Galli / foto Amp Punta Campanella
 
Presidente, dove si estende l’area e quali sono le sue peculiarità? 
"L'Area Marina Protetta si estende per circa 35 km di costa dal Capo di Sorrento sin quasi a Positano. Attraversa i due golfi, Napoli e Salerno, interessando tutto il territorio costiero di Massa Lubrense (capofila e cuore dell'Amp) e altri comuni: Sorrento, Sant'Agnello, Piano di Sorrento, Vico Equense e Positano. È una zona caratterizzata da una ricca biodiversità, da un paesaggio unico e conosciuto in tutto il mondo. Ma anche da un passato mitico, si pensi ad Ulisse che proprio qui, secondo la leggenda, incontrò le Sirene, e da storia, archeologia e tradizioni secolari". 
 
Chi si occupa della tutela dell’area? Oltre alle figure professionali avete anche una rete volontaria? 
"Il compito di sorveglianza è affidato alla Capitaneria di Porto. L'Amp naturalmente supporta l'attività di sorveglianza con monitoraggio e segnalazioni di eventuali infrazioni. C'è uno staff che da anni porta avanti i vari progetti di tutela, valorizzazione, informazione e sensibilizzazione. Abbiamo anche alcuni volontari internazionali di un progetto europeo, che collaborano con le varie attività dell'Ente Gestore. Stiamo inoltre predisponendo un disciplinare per regolamentare il volontariato, visto che diversi cittadini chiedono di poter offrire il loro contributo".
 
Marina della Lobra / foto Amp Punta Campanella
 
Come cercate di dialogare con le sensibilità pubbliche e private che si relazionano con voi? 
"Siamo molto aperti a qualsiasi tipo di collaborazione e di sinergia. Con i comuni del Consorzio di Gestione abbiamo un dialogo istituzionale sempre improntato al rispetto reciproco e a ricercare comunione d'intenti e di obiettivi. Come anche con altre istituzioni, quali Regione e Ministero della Transizione Ecologica per esempio. Ma ci relazioniamo anche con le realtà associative del territorio, con gli stakeholder e quanti operano nell'Area Marina, a cominciare dai pescatori". 
 
Ci sono elementi di debolezza del territorio che vi preoccupano particolarmente? 
"Punta Campanella si trova al centro di due aree fortemente antropizzate. Intorno abbiamo milioni di persone e i nostri luoghi, Penisola sorrentina e Costiera amalfitana, attirano milioni di visitatori ogni anno. Questa è sicuramente una fonte di ricchezza per tutto il territorio ma noi dobbiamo essere bravi a gestire questo grande afflusso preservando il mare e tutelando fondali e biodiversità che caratterizzano la nostra area marina protetta. Inoltre, ci sono ancora fenomeni di illegalità in zona, quali pesca di frodo e prelievo illegale del dattero di mare. Su questo, lavoriamo da anni con le Forze dell'Ordine e si stanno ottenendo risultati importanti per debellare questi fenomeni che causano danni ai fondali marini e alla biodiversità". 
 
Madonnina sommersa del Vervece / foto Amp Punta Campanella​
 
Avete rilevato cambiamenti significativi nell’ultimo anno, in cui sono stati fortemente limitati gli spostamenti e le attività produttive?
"La nostra area marina è caratterizzata da un'elevata biodiversità. La sua varietà è favorita da particolari microclimi dovuti a un assetto geomorfologico unico, in cui si alternano versanti aridi e assolati, profondi valloni e ambienti umidi. Quindi il passaggio di cetacei e altre specie importanti è consuetudine. Ma indubbiamente, soprattutto durante il lockdown dello scorso anno, il fermo delle attività ha permesso avvistamenti molti rari e spettacolari, come con due meravigliose aguglie imperiali e con un imponente diavolo di mare".
 
L'avvistamento di un delfino / foto Amp Punta Campanella
 
Il Mediterraneo sta soffrendo più di altri mari le condizioni del surriscaldamento e dell’inquinamento da plastiche e microplastiche: qual è lo stato di salute dell’area marina? 
"Non abbiamo fatto studi o monitoraggi specifici recenti sull'argomento. Ma di sicuro anche il nostro mare soffre di queste problematiche. La nostra area ha, però, la fortuna di essere ai margini di una zona così antropizzata come il golfo di Napoli. Ci apriamo verso il mare aperto e quindi subiamo minore impatto dall'inquinamento antropico. L’ area gode, inoltre, di una dinamica delle acque marine molto vivace, essendo in gran parte a contatto con acque molto profonde e quindi pulite e ricche di nutrienti. Buona parte della costa sovrastante, soprattutto nel versante salernitano, è disabitata e questo consente di mantenere un ottimo stato di salute del nostro mare. Come dimostrano puntualmente le analisi Arpac. Però dobbiamo essere sempre vigili, attenti a monitorare la situazione e pronti a dialogare con tutte le istituzioni per migliorare lo stato di salute del mare in tutto il Golfo di Napoli e anche in quello di Salerno". 
 
Potrebbe illustrarci i progetti che state sviluppando, in particolare il progetto LifeDelfi?
"Abbiamo in cantiere diversi progetti di tutela, sensibilizzazione, valorizzazione. LifeDelfi, per esempio, rappresenta un'importante novità e opportunità, perché ci permette di lavorare insieme ai pescatori per tutelare una specie meravigliosa come il delfino. Coinvolgere i pescatori nella tutela è molto importante. Il progetto prevede di installare sulle reti da pesca dei dissuasori sonori, assolutamente innocui per i delfini, in grado di tenerli lontani dai pescherecci e dai pericoli conseguenti. Negli ultimi anni sempre più spesso i delfini vanno a mangiare il pesce direttamente dalle reti o nei pressi delle stesse e questo, oltre a causare un danno alla piccola pesca locale, mette in pericolo i delfini stessi. È un progetto molto importante, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Cnr-Irbim, in cui siamo partner insieme ad altre tre aree marine protette, Università e associazioni importanti nazionali, come Legambiente e internazionali". 
 
Cos’è invece il City Nature Challenge? 
"È un'iniziativa internazionale di Citizen Science (il cittadino 'scienziato' che diventa protagonista per la scienza). City Nature Challenge è il nome dell'evento che si svolgerà dal 30 aprile al 3 maggio in tutto il mondo. Migliaia di cittadini in tutto il pianeta censiranno - attraverso fotografie - specie selvatiche, animali e vegetali. L'iniziativa vuole favorire la presa di coscienza da parte dell'opinione pubblica dell'elevato grado di biodiversità presente in una determinata zona. Noi lo faremo per le zone della Penisola sorrentina e Costiera amalfitana".
 
La Torre di Punta della Campanella / foto Amp Punta Campanella
 
Da chi è composta principalmente la vostra utenza turistica?
"È un'utenza molto variegata. Ci sono i diportisti, i velisti: loro possono usufruire del nostro campo ormeggio sostenibile, sostando in una zona molto bella ma senza usare l'ancora e quindi senza arrecare danno ai fondali e alle praterie di Posidonia. Ci sono gli amanti di spiagge e piccole cale isolate e raggiungibili solo via mare o via terra. Poi, naturalmente, gli appassionati di subacquea che attraverso i vari diving che operano nel Parco possono ammirare i nostri fondali. E molti camminatori, amanti dei tanti sentieri che caratterizzano i nostri territori. Sentieri da cui si possono ammirare panorami unici al mondo". 
 
Siamo all’inizio della stagione primaverile. Qual è il modo migliore per visitare Punta Campanella? C’è un itinerario ideale che consigliereste? 
"Gli itinerari sono molti, come anche i modi di visitarla. Sicuramente un'escursione in canoa, ad impatto zero, alla baia di Ieranto e a Punta della Campanella, sarebbe un modo davvero meraviglioso per apprezzarne la bellezza e la natura selvaggia. Ma anche un'escursione al Fiordo di Crapolla attraverso un sentiero che passa accanto ad una chiesetta storica a picco sul mare ha un fascino incredibile. Ne potrei citare molte altri. Ci auguriamo che presto finisca l'emergenza covid e si possa tornare a viaggiare. Sicuramente una vacanza all'aria aperta, in natura, è piu sicura in questo momento. Consiglio perciò di venire a scoprire questo meraviglioso territorio, ovunque ci sono angoli unici, viste mozzafiato. E profumo di natura, storia e antiche leggende".
 
Alcuni volontari in canoa / foto Amp Punta Campanella
 
INFORMAZIONI UTILI
- Scopri di più sull'Area Marina di Punta Campanella sul sito www.puntacampanella.org
 
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