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La nostra indagine sulle tendenze del turismo nella difficile estate del Coronavirus

Come sono andate le vacanze 2020 degli italiani

di 
Centro Studi Tci
16 Settembre 2020
Tra l’8 e il 10 settembre il Centro Studi TCI, in collaborazione con Hertz Italia, ha realizzato una survey on line con la community Touring – oltre 300mila persone che condividono contenuti, proposte e valori della nostra associazione – per fare emergere le tendenze del turismo nell’estate 2020. Sono oltre 4.700 i questionari compilati.
 
Una community che non rinuncia al viaggio, nemmeno ai tempi del coronavirus
La community on line che Touring ha costruito negli anni manifesta tradizionalmente una spiccata vocazione per i viaggi: anche nell’estate 2020, seppure in una situazione di grande incertezza per l’epidemia di coronavirus, la quasi totalità – circa il 90% – ha fatto almeno una vacanza tra giugno e oggi.
Si tratta di una quota superiore rispetto a quella riscontrata nella consueta survey previsionale del Centro Studi TCI di inizio estate nella quale solo il 49% della community dichiarava che sarebbe partito “certamente” per le vacanze. Dopo una prima fase di grande cautela, dunque, i nostri connazionali hanno riacquisito una progressiva fiducia sul fatto che ci fossero le condizioni minime per viaggiare. Resta comunque centrale il tema della sicurezza sanitaria, visto che costituisce la motivazione principale (48%) per chi ha deciso invece di rimanere a casa.
 
Cambia il modo di fare turismo: scelte all’insegna della prudenza
Dalle risposte si rileva un sostanziale accordo da parte dei rispondenti sul fatto che il coronavirus ha modificato il modo di fare le vacanze (69%). Si sono scelte mete più vicine al luogo di residenza (72%) – il cosiddetto “turismo di prossimità” – e si sono adottati comportamenti più accorti per ridurre il rischio di contagio: meno eventi e musei rispetto allo scorso anno (67%), preferenza per destinazioni poco note e presumibilmente meno affollate (59%), frequenza meno assidua di bar e ristoranti (58%).
 
Inoltre, forse perché in molti hanno messo in atto comportamenti simili, all’insegna della prudenza, o per la mancanza dei consueti ospiti stranieri, la maggioranza della community (57%) valuta le vacanze estive 2020 come meno affollate del solito. L’approccio cauto al viaggio ha riguardato anche l’aspetto relazionale: il 42% infatti afferma di aver ridotto le relazioni interpersonali, evitando di fare nuove conoscenze e di stringere amicizie (Fig. 1).
 
 
Un’estate domestica e in pochissimi hanno usufruito del bonus vacanze
Come immaginabile, e in coerenza con la survey previsionale di giugno, la stragrande maggioranza della community Touring ha scelto l’Italia come meta di viaggio (94%) e appena il 6% l’Europa: lo scorso anno il Bel Paese aveva avuto il 63% delle preferenze e il Vecchio Continente il 30%. Le regioni più frequentate sono state Trentino-Alto Adige (15%), Toscana (11%), Sardegna e Puglia (entrambe 8%). Ad avvalorare il fatto che l’estate 2020 è stata all’insegna del turismo di prossimità, ci sono le scelte attuate dai residenti nel Nord Italia, tradizionalmente i “motori” dei flussi domestici: sono cresciute rispetto al 2019 le preferenze per i viaggi in Lombardia, Piemonte e Veneto e, in generale, verso le regioni centrosettentrionali, a scapito di quelle del Sud.
 
All’estero, pur con numeri bassi, c’è stata una forte polarizzazione su Grecia (21%) e Francia (20%), seguite da Croazia (11%) e Spagna (8%). Abbiamo poi chiesto informazioni sul bonus vacanze: il 97% della community non ne ha usufruito. La ragione principale del non utilizzo è riferita alla mancanza dei requisiti (62%), ma anche a una procedura troppo complicata (9%), all’intenzione di usarlo entro l’anno (4%) o all’impossibilità di trovare strutture disposte ad accettarlo (3%).
 
Mare al primo posto, forte ripresa della montagna, bene borghi ed entroterra, crollo delle città d’arte
Considerando la tipologia di vacanza (Fig. 2), quella sole&mare è la preferita (44%) anche nell’estate 2020. Al secondo posto c’è la montagna (26%) che ha registrato un fortissimo incremento rispetto al passato: lo scorso anno era frequentata infatti solo dal 15% della community. Probabilmente la possibilità di effettuare attività all’aria aperta e di avere a disposizione ampi spazi ha convinto molti a passare le ferie a contatto con la natura.
 
Si segnala inoltre l’importante ruolo giocato quest’anno dai borghi e dall’entroterra più in generale (7%, rispetto all’1% del 2019) – che vede nella Toscana, nell’Umbria e nelle Marche le regioni preferite per questa tipologia di turismo – e il crollo delle città d’arte passate dal 10% al 4%. In crescita, pur con una quota marginale, le destinazioni lacuali (3%) rispetto all’1% del 2019.
 
 
Lenta la ripresa del turismo a giugno, viaggi concentrati su luglio e agosto
Nonostante la stagionalità delle partenze sia simile a quella degli ultimi anni con una predilezione per il mese di agosto, è evidente l’effetto “cautela” che ha caratterizzato le prime settimane di riapertura dopo il lockdown (Fig. 3). A giugno quest’anno è andato in vacanza solo il 7% della community, rispetto al 15% del 2019, determinando così una maggior concentrazione su luglio (34% nel 2020 rispetto al 31% del 2019) e agosto (59% vs. 54%).
 
 
È stata l’estate delle vacanze in auto
Che le vacanze ai tempi del coronavirus siano differenti emerge chiaramente anche dalla scelta dei mezzi di trasporto per raggiungere la destinazione: l’auto, complici gli spostamenti di breve-medio raggio, è stata la protagonista assoluta (71%, era il 44% nel 2019) mentre l’aereo ha subito un calo brusco (8% rispetto al 33% dello scorso anno).Nonostante la predilezione del mezzo proprio, i vacanzieri hanno sostanzialmente riconfermato l’interesse verso il servizio di autonoleggio, perlopiù per garantirsi libertà e flessibilità negli spostamenti (70%; possibili più risposte) e per andare in destinazioni non raggiungibili comodamente con il trasporto collettivo (46%; Fig. 4).
 
Si conferma, anche per l’estate 2020, la preferenza dei siti web delle compagnie di noleggio (51%) per acquistare il servizio rispetto a quelli dei comparatori (30%); meno rilevante il ricorso diretto alle agenzie fisiche sul territorio (19%; Fig. 5). Per quanto riguarda la tipologia di auto noleggiata, la quasi totalità (91%) sceglie veicoli con dotazione standard senza particolari optional. Tra i servizi più richiesti (Fig. 6, possibili più risposte), invece, il 67% è interessato al chilometraggio illimitato e secondariamente (56%) alla possibilità di stipulare assicurazioni addizionali. Minor interesse, invece, per il wi-fi (2%).
 
 
 
 
 
 
Seconde case e ospitalità di parenti e amici per vacanze più sicure ed economiche
Per quanto riguarda le strutture ricettive, hotel e villaggi restano la tipologia preferita per l’estate (35%) anche se si segnala un calo rilevante rispetto al 2019 quando erano stati scelti dal 49% della community. Se, complessivamente, case e appartamenti in affitto (21%), campeggi (9%) e agriturismi (5%) sono in linea con gli anni precedenti, sono le seconde case di proprietà (17% rispetto al 6% del 2019) e quelle di parenti e amici (7% rispetto al 3% dell’anno scorso) ad aver fatto la differenza: probabilmente si tratta di soluzioni che hanno offerto a una parte della community Touring una maggior garanzia di sicurezza e un risparmio certo sul costo complessivo della vacanza.
 
 
Soddisfatti per la bellezza dei luoghi e per l’accoglienza, meno per le misure anti Covid
Dalle valutazioni espresse, gli aspetti che hanno soddisfatto di più nell’estate 2020 sono stati la bellezza dei luoghi (9,3 su una scala da 1 a 10) e l’accoglienza riservata dai residenti (8,8). Giudicate comunque positive la raggiungibilità (8,6) e l’organizzazione turistica locale (8,2). Valutazione più bassa, per quanto ben oltre la sufficienza, è riservata ai prezzi di beni e servizi (8) e, soprattutto, alle misure anti Covid (7,6). È interessante notare poi che la possibile fidelizzazione della destinazione è anche legata al tema dell’accessibilità: tra coloro infatti che hanno valutato la propria vacanza come poco soddisfacente per la difficile raggiungibilità della meta, il 66% si direbbe propenso a ritornarci se fossero garantiti infrastrutture e servizi migliori per la mobilità turistica. Complessivamente, comunque, la valutazione media della vacanza è buona e si attesta su un punteggio di 8,1, in lieve diminuzione però rispetto a quello assegnato lo scorso anno (8,5).
 
Misure anti Covid: sistema pubblico poco efficiente ma operatori attenti alle procedure
Questa particolare estate di convivenza con il coronavirus ci ricorda che resta delicato, e per alcuni versi critico, il tema delle misure anti Covid: come è evidente anche dalla cronaca di queste settimane, il livello di sicurezza sanitaria può influenzare in positivo o in negativo l’immagine di una destinazione o di interi territori.
 
Dall’esperienza di viaggio della community Touring emergono lacune tuttora presenti (Fig. 7): il 66% ha riferito la frequente inosservanza del distanziamento sociale e dell’uso delle mascherine e il 64% ha lamentato una scarsa attività di controllo da parte delle forze dell’ordine sul corretto comportamento di residenti e turisti. Per quanto riguarda i principali servizi turistici (ricettività, ristorazione, stabilimenti balneari, intrattenimento ecc.), solo una minoranza ha rilevato il mancato rispetto delle misure anti Covid da parte degli operatori, che hanno dunque garantito elevati standard di sicurezza ai clienti.
 
 
I prossimi viaggi? Le principali destinazioni europee preoccupano più dell’Italia
La situazione di preallarme a seguito dell’incremento dei contagi nelle scorse settimane viene ormai percepita come strutturale: per il 74% infatti durerà finché non si troveranno una cura efficace o un vaccino sicuro, per il 18% non si potranno registrare miglioramenti fino a primavera 2021 mentre solo per pochissimi (8%) sarà possibile una svolta positiva entro la fine del 2020.
 
Ciò influenza, perlomeno nell’immediato, la disponibilità a viaggiare soprattutto all’estero. Le risposte della community Touring sono chiare (Fig. 8): la stragrande maggioranza delle persone non se la sente di andare in Croazia (l’89% risponde “no”), in Spagna (87%), nel Regno Unito (86%), in Grecia (81%) e in Francia (79%).
 
 
E in Italia? Alla domanda se ritenga probabile partire per un weekend o per una breve vacanza nelle prossime settimane, in una scala da 1 a 5, il dato medio è 3,2: una situazione di stallo dopo la piccola ripresa del turismo nel periodo estivo.