All'interno del Museo Civico, la Casa Cremasca restituisce ai visitatori quella che era la dimora padronale di una cascina cremasca tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo. Tra gli ambienti espositivi, riveste sicuramente grande importanza la cucina dove sono esposte la gremola e la zangola (rispettivamente utilizzare per impastare il pane e per il burro), le pentole e gli attrezzi che si impiegavano per cucinare e servire a tavola. Si accede quindi in uno spazio dove sono raccontate le tecniche utilizzate per la coltivazione del lino e la lavorazione dei tessuti. Proseguendo nella visita è possibile apprezzare la camera da letto, posta di solito al primo piano della casa. Oltre ai mobili tipici della tradizione, ritroviamo oggetti singolari come il guantone per il gioco della palla e un velocidepe.
Contiguo a questo spazio, il grande refettorio del convento di S. Agostino espone affreschi di Pietro da Cemmo. Attivo tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, i suoi tratti tradiscono un'impronta goticheggiante tipicamente lombardo-veneta mentre alla fine del suo percorso artistico si notano influenze provenienti da Vincenzo Foppa e dal Bramante.

