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Reggia di Portici

localita

via Università, 100 80055 Napoli

La Reggia di Portici, costruita a partire dal 1738 per volere del re di Napoli, Carlo di Borbone e della regina, Amalia di Sassonia, si inserisce tra gli esempi più eccellenti di residenza estiva della famigliare reale borbonica e della sua corte. Sita alle pendici del Vesuvio - tra il bosco superiore (dedicato alla caccia) e quello a valle (di natura ornamentale e prospicente il mare) - si inserisce nella tradizione dell’aristocrazia napoletana di costruire ville suburbane ai piedi del vulcano. “Ci penserà Iddio, Maria Immacolata e San Gennaro” era con questa espressione, e con una consulenza affidata a una commissione di esperti, che il sovrano si contrapponeva a chiunque gli facesse osservare la pericolosità del luogo; una scelta supportata anche dalla ripresa degli scavi di Ercolano.
I lavori di costruzione iniziati da Giovanni Antonio Medrano, furono condotti dal 1741 secondo il disegno progettuale di Antonio Canevari e conclusi dall’opera di Luigi Vanvitelli e Ferdinando fuga. A occuparsi della decorazione degli interni Giuseppe Canart, Giuseppe Bonito e Vincenzo Re (del quale devono essere ricordate: le decorazioni con illusorie prospettive architettoniche dello scalone a doppia rampa e le finiture delle sale delle Guardie e del Trono). Attraversato l’atrio si accede alla parte inferiore del palazzo caratterizzata dalla grande facciata verso il mare e un’ampia terrazza da cui si dipartono due rampe a tenaglia che conducono al parco curato da Francesco Geri.
Il sito, intensamente abitato in epoca storica e “sigillato” dall’eruzione del 79 d.C., si dimostrò ovviamente ricco di reperti eccezionali sistemati nelle stanze della Reggia fin all’allestimento del Herculanense Museum divenuto ben presto una delle mete preferite all’interno del Grand Tour; oggi il materiale è custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Se nel 1773 per accedere al complesso di Portici fu realizzato il porto di Granatello, durante il decennio francese (1806-1815) il sito fu interessato dalla mutazione dell’apparato decorativo di alcuni ambienti al piano nobile.
Degni di nota: gli affreschi di Crescenzo Gamba nelle volte (Allegoria della Verità e Aurora); il Gabinetto in stile Luigi XV; il Gabinetto cinese con pavimento musivo - proveniente da Ercolano - e la Sala Cinese, oggi Aula Magna. Attestazione greche e romane arricchiscono logge, viali, giardini, il Chiosco del Re Carlo, l’Orto fitopatologico e gli altri ambiti. Si fa menzione, inoltre, del “recinto del gioco del pallone” realizzato sotto Ferdinando IV.
Divenuta sul finire del XIX secolo (1872) sito per la Reale Scuola Superiore di Agricoltura e sede di un Orto Botanico nel “giardino soprano della Reggia” dal 1935 ospita la Facoltà di Agraria della Università di Napoli Federico II. Sempre più nel corso del tempo il complesso della Reggia di Portici divenne “luogo di accumulo di memorie d’arte, di memorie storico scientifiche e paesaggistiche ed è ancora oggi luogo di contrasti in cui vivono l’anima archeologica e l’anima scientifica”.
L’ingresso alla Reggia è a pagamento.

I soci del Touring Club Italiano Volontari per il Patrimonio Culturale accoglieranno nuovamente i visitatori all’interno della Reggia di Portici, in particolare negli spazi della Sala Cinese e del Herculanense Museum, il sabato dalle ore 10 alle 13 a partire dal mese di settembre.

Ulteriori info: http://www.centromusa.it/en/

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