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Ciriè

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Ciriè (TO)
L'insediamento è di origini romane, probabilmente avamposto militare (Castrum Cerreti) all'epoca della conquista delle Gallie. A lungo contesa, come del resto gran parte del Canavese, tra le casate dei marchesi del Monferrato e i duchi di Savoia, godette di una certa prosperità nella prima metà del '300, durante la castellania di Margherita di Savoia, vedova del marchese Giovanni I del Monferrato. Di quel periodo si conservano alcune belle case del centro, con bassi portici e decorazioni in cotto, mentre l'antico castello marchionale andò distrutto durante le guerre cinquecentesche tra francesi e spagnoli. Dedicato a S. Giovanni Battista, il Duomo è di forme romanico-gotiche, ma ha subito un pesante restauro nel 1870. Attraverso un portale in cotto, fortemente strombato e sormontato da un'ampia ghimberga, si accede all'interno coperto da volte a crociera costolonate. Tra le opere conservate, una pala ovale, Madonna del Popolo (1519), attribuita a Defendente Ferrari; un trittico, Battesimo di Gesù e santi (1531), attribuito a Giuseppe Giovenone il Vecchio; e un Crocifisso ligneo di scuola bizantina (XIII-XIV sec.). Attuale sede del municipio, palazzo D'Oria prende il nome dai marchesi di Ciriè, feudatari dei duchi di Savoia e ramo dell'illustre famiglia genovese. L'originaria residenza cinquecentesca venne trasformata dai nuovi marchesi in una principesca 'villa di delizia', destinata a ospitare i Savoia nel corso dei loro itinerari venatori. Villa Remmert prende il nome dalla famiglia di industriali di origine prussiana che intorno alla metà del XIX secolo impiantarono opifici nella valle: costruita tra il 1902 e il 1906 su progetto di Pietro Fenoglio, l'architetto del liberty torinese, è circondata da un ampio parco all'inglese. Nel 1988 l'amministrazione comunale ha acquisito la villa e recentemente l'ha destinata a sede di importanti esposizioni, e in particolare a mostre di grafica e fotografia.

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