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Bitonto

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Bitonto (BA)
Pur alterata nell'immagine dalle costruzioni più recenti, la città si presenta ancora abbracciata, nella parte più antica, dal vallone a gravina del torrente Tiflis, che qui è chiamato la Maja e che ha costituito una difesa naturale, e circondata da distese di ulivi. Il nucleo storico entro le antiche mura - conservate a tratti - si caratterizza ancora oggi per l'originaria impronta, determinata da un'intricata maglia di vicoli e strade, dove si alternano edifici religiosi, palazzi nobiliari e case popolari, addossati gli uni agli altri.
Se poco è rimasto dell'insediamento peuceta (lo documentano i corredi vascolari) e romano (Bitonto fu in quell'epoca municipium toccato dalla Via Traiana), l'attuale impianto del centro è frutto della rinascita iniziata nell'XI secolo, quando, anche a seguito delle scorrerie saracene, i residenti nei casali del circondario tornarono a riunirsi in un unico sito, che venne cinto di mura. La vera chiave di volta nello sviluppo di Bitonto è però costituita dalla fondazione della Cattedrale (fine dell'XI secolo), mentre agli angioini si deve il potenziamento della vocazione produttiva e commerciale (olio) dell'abitato, che nel periodo aragonese diviene feudo di diverse famiglie.
Quasi a sancire la riconquistata libertà (la città si affrancò già a cavallo del '500), sorgono numerosi palazzi dalle linee rinascimentali, i luoghi di culto vengono restaurati, si sviluppa una consistente vita culturale e artistica. Il passaggio sotto i Borbone - a seguito della battaglia del 1734 tra spagnoli e austriaci ancora oggi ricordata da sfilate in costume - porta al formarsi del primo quartiere fuori le mura, e con la soppressione di conventi e monasteri, operata dal governo francese, nasce quella borghesia agraria cui si deve in parte l'attuale fiorente economia agricola.

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