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Ci ha portati lì la seconda tappa del nostro reportage: #basilicatadaraccontare

Foto e video per raccontare la città fantasma di Craco, in Basilicata

di 
Marco Lovisco
31 Ottobre 2014
Ti rendi conto che stai arrivando alla città fantasma di Craco perché il paesaggio d’improvviso cambia: all’intenso verde dei boschi che hanno reso famosa la Basilicata si sostituisce il giallo ocra di sconfinate praterie su cui troneggiano come giganti addormentati i calanchi. È come se da un film di cappa e spada ci si sposti sul set di un film western, o sul set di un film ambientato nell’antica Palestina, con le sue abitazioni che si fondono col paesaggio. Quando poi appare dietro una curva, Craco ti strappa il fiato come una fortissima emozione. Vedi le case arrampicate sulla roccia con quelle finestre scure che sembrano occhi che ti scrutano, per capire chi sei e cosa ci fai lì, visto che non ci abita più nessuno. Ecco la prima impressione di Craco: un luogo dove il tempo si è fermato in un’epoca incerta, ancestrale.

Con il videomaker Dario Molinari abbiamo realizzato un videoclip per il nostro reportage #basilicatadaraccontare, che ci ha portati quest’estate in Basilicata, a Campomaggiore, Melfi e Craco. 


COSA VEDERE 
Prima indossiamo il caschetto di protezione perché il paese, nonostante sia attentamente curato e monitorato, non è ancora agibile completamente, come ci spiega Vincenzo, che sarà la nostra guida. Il  primo impatto con la città fantasma di Craco non tradisce la attese. Ci incamminiamo lungo un viale in pietra (foto in gallery), alla nostra sinistra le abitazioni abbandonate, decadenti e altere con le ringhiere finemente decorate ma arrugginite, come il relitto di una nave. Vincenzo ci porta in quella che un tempo era la piazza, ci indica i resti del cinema, della pasticceria, del campanile della chiesa Madre e non puoi fare a meno di pensare che in quel luogo della Basilicata qualche decennio fa c’era vita: la domenica mattina in chiesa, i pasticcini a pranzo e magari la sera al cinema per vedere un film di Totò. Il cammino è tutto in salita. Mentre ci “arrampichiamo” sui ripidi scaloni di pietra scorgiamo gli interni delle abitazioni: sedie rovesciate, tavoli con tre gambe, camini ormai freddi. In cima al paese abbandonato si trova una piccola piazza, lì si concentrano i simboli del potere di un tempo: da un lato il signorile Palazzo Grossi (in gallery), dall’altro l’ingresso della chiesa Madre (in gallery), dedicata a S. Nicola Vescovo. Non si può accedere nei due edifici per ragioni di sicurezza ma si può scorgere, attraverso un balcone aperto, un bellissimo affresco dipinto sul soffitto del palazzo. Cuore della visita a Craco è però la torre normanna (circa 1040 d.C.): da una finestra del bastione è possibile ammirare le sconfinate praterie della Basilicata e i famosi calanchi, silenziosi guardiani. Un capolavoro dipinto dalla natura, incorniciato in quella finestra di pietra.

#basilicatadaraccontare - CRACO: La città fantasma from Dario Molinari.


LA STORIA
Craco è un antico borgo medievale. Importante centro strategico militare durante il periodo normanno, divenne sede universitaria nel 1276. Secondo la leggenda, a Craco giunse ferito San Vincenzo martire insieme a San Maurizio durante il viaggio di ritorno dalle crociate in Terra Santa. È storia reale invece la fucilazione di una ventina di briganti di fronte al campanile della chiesa Madre nel corso delle rivolte post-unitarie. Craco si avviò a diventare una città fantasma nel 1963, quando un’enorme frana, i cui effetti furono amplificati dalle perdite delle reti idriche e fognarie si portò via (letteralmente) un pezzo di paese. Questo, insieme ad una massiccia emigrazione al nord Italia e all’estero svuotò in breve tempo il paese dei suoi abitanti. Alcune famiglie coraggiose hanno abitato il borgo lucano fino agli inizi degli anni Novanta ma, partiti loro, non è rimasto più nessuno. Oggi la popolazione (circa 700 abitanti) vive nella vicina località di Craco Peschiera.

IL CINEMA

Craco è un set naturale di indiscutibile valore che ha fatto innamorare di sé importanti registi fin dagli anni ’60. Il piccolo borgo circondato dai calanchi ha rievocato l’antica Palestina in opere come “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini o “La Passione” di Mel Gibson. Craco è stato inoltre protagonista in “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi, “King David” di Bruce Beresford o, più recentemente in “Agente 007 – Quantum of Solace” di Marc Forster o “Basilicata coat to coast” del lucano Rocco Papaleo.
 
COME VISITARE CRACO
Craco è visitabile previa prenotazione presso la Mediateca comunale. Si visita la città fantasma in gruppi e con una guida sia per ragioni di sicurezza che per tutelare l’integrità del borgo. Per capirci: il centro storico di Craco è stato inserito nel 2010 nella watch list del World Monument Fund, organizzazione internazionale indipendente che tutela i luoghi con rilevanza storico-culturale presenti in tutto il mondo. Ad occuparsi della tutela del paese è sorta da circa quattro anni la Craco Ricerche S.r.l. che ha dato vita al Parco Museale Scenografico (nella mediateca del paese sono conservati tutti i film e i documentari che riguardano il paese) con Atelier di arte, cinema e design. Negli ultimi anni sono sorti laboratori di ricerca per la difesa del suolo e il monitoraggio ambientale, ma la Craco Ricerche sta lavorando soprattutto per preservare il centro storico e per mettere in sicurezza altri percorsi. Ad oggi è visitabile circa il 30% del centro storico ma si punta al 50% nei prossimi anni. Un lavoro difficile anche perché la frana che ha messo in ginocchio Craco nel 1963 è una minaccia sempre presente.

INFO
Comune di Craco: www.comune.craco.mt.it

MANGIARE E DORMIRE A CRACO
Agriturismo “Il Calanco”: pernottamento, ristorante e maneggio. Offre ai propri ospiti di partecipare alle attività dell’azienda agricola e zootecnica come la raccolta degli ortaggi e la cura degli animali.

NEI DINTORNI, IN BASILICATA

Matera: è a poco meno di un’ora di auto. La Capitale della Cultura Europea 2019 non ha bisogno di presentazioni, i suoi Sassi sono Patrimonio Unesco. Una città da vedere, almeno una volta.

Valsinni: è a circa quaranta minuti di auto. Nel suo castello medievale si dice si aggiri l’anima tormentata della poetessa Isabella Morra, assassinata dai fratelli per un amore platonico. A lei sono dedicati il Parco letterario Isabella Morra e diverse iniziative letterarie e non solo come “L’Estate di Isabella”.

Metaponto: è a poco più di mezz’ora di auto. Località di villeggiatura in estate e di interesse archeologico per tutto l’anno. Colonia della Magna Grecia, vanta un interessante museo archeologico e un’area archeologica in cui meritano una visita i resti del tempio di Hera, noti come “Tavole Palatine”.
 
Craco si trova a104 chilometri (circa un'ora e venti minuti di auto) dal capoluogo di regione Potenza.
 

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RIFERIMENTI WEB VIDEO