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Nel sito icebike la Bibbia del bikepacking. Per una bici da Nobel

Come fare il giro del mondo in bicicletta

di 
Renato Scialpi
18 Gennaio 2016
I motivi possono essere i più diversi. Un anno sabbatico, una crisi professionale, la scelta di cambiare vita per un po' di mesi. In ogni caso il bikepacking, ovvero la scelta di mettere l'indispensabile in due sacche da bicicletta e partire per girare il mondo, può essere praticato all'impronta. Ma funziona meglio se il protagonista (o i protagonisti, non pochi sono coppie, famiglie con bimbi piccoli, gruppi di amici) cercano di darsi un minimo di preparazione di base, anche soltanto per stimare i costi dell'impresa...
 
COME VIVERE 67 MESI IN BICICLETTA
A gran parte, se non tutte, le domande sul tema risponde un recente articolo enciclopedico di icebike.org, sito web specializzato in turismo a due ruote che ha trasformato in una tabella infografica (allegato più sotto)  il database raccolto su più di 120 imprese del genere, portate a termine da ciclisti di tutto il mondo, danesi, australiani o sudafricani che siano.
Giusto per la cronaca, tre dei world bikepacker considerati sono italiani. E la durata del tour parte dai 3-5 mesi di alcuni per giungere, ad esempio, ai 67 mesi e 85mila chilometri percorsi dall'irlandese Julian Bloomer per compiere il giro del mondo. Ma il record assoluto resta quello dell'austriaco Heinz Stücke, che di chilometri ne ha percorsi 609mila: partito da casa nel 1962 è tuttora in viaggio.

 
UNA MINIERA DI INFORMAZIONI
Gli otto editor del sito vivono la passione per la bicicletta ai quattro angoli del mondo, dal Bangladesh al Giappone e all'Oregon, e hanno corredato la tabella (vedi sotto) di due riferimenti molto importanti per i candidati a un world bikepacking tour: il budget di riferimento (Bloomer ha speso oltre 22mila dollari, ad esempio) e l'indirizzo del sito personale che pressoché tutti i ciclisti hanno allestito per raccontare la propria avventura, a posteriori o caricando tappa dopo tappa il diario del proprio viaggio.
Molte sezioni dell'articolo di icebike.org hanno la tipica concretezza anglosassone: perché viaggiare, che bici usare (la più gettonata è la Surly Long Haul Trucker, ma c'è chi ha usato un biciclo a ruota alta), come gestire la lontananza, le attese e le delusioni dell'impresa.

 
LE IMPRESE IN CORSO
Tra gli oltre 120 tour segnalati da icebike.org, vale la pena di sottolineare che è in corso il viaggio della coppia italiana Daniele Carletti e Simona Pergola, partiti da Roma nel luglio 2014 e oggi giunti a pedali – passando con non poche difficoltà attraverso la Cina – fino in Malaysia (nella foto sotto, in Tibet). Chi vuole saperne di più sugli oltre 20mila chilometri che hanno percorso trova tutti i dettagli sul sito www.becycling.net e può seguirli sui social attraverso la pagina facebook “Dai sette colli ai sette passi”.
 


Non è menzionata, dato il taglio sportivo, l'impresa di Paola Gianotti, pedalatrice italiana che è entrata nel Guinness dei Primati con un giro del mondo da 29.434 chilometri realizzato in 144 giorni (nella foto sotto, l'arrivo di una tappa). Il racconto dell'intera avventura è su www.keepbrave.com.
Paola Gianotti è testimonial 2016 del Touring Club Italiano e, in questi giorni, sta pedalando verso Oslo come portavoce di #Bikethenobel per consegnare simbolicamente le firme per la candidatura della bicicletta al premio Nobel per la pace.

 
Qui il resoconto del viaggio di Paola Gianotti verso Oslo.