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A piedi lungo la Via Francigena con Movimento Lento/Sloways e Touring Club Italiano. E da scaricare la guida gratis!

Camminafrancigena tra Lombardia ed Emilia. Le tappe 13, 14 e 15

4 Agosto 2015
Pronti quanto basta e poi via: mille chilometri a piedi per percorre, in poco più di un mese e mezzo, tutta la Via Francigena, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma. Giorno per giorno ecco il racconto di CamminaFrancigena 2015, un viaggio organizzato da Movimento Lento/Sloways in collaborazione con il Touring Club Italiano. Fino al 2 settembre si alterneranno 5/6 camminatori che oltre a ripercorrere i sentieri dei pellegrini medievali racconteranno l’Italia minore, quella deve ancora essere conosciuta, ammirata, valorizzata. Buon cammino.
 
 
Tappa 13. DA PAVIA A SANTA CRISTINA
La giornata inizia con una piacevole brezza fresca che ci fa ben sperare per una giornata meno segnata dalle alte temperature dei giorni scorsi: dal centro di Pavia imbocchiamo corso Garibaldi, in cui ci fermiamo ben presto per riempire le borracce a una fontana e visitare la famosa chiesa di San Michele, nella quale possiamo ammirare ciò che resta di un antico mosaico che rappresentava un labirinto circolare, simile a quello ben più noto di Lucca.

Soddisfatti e con un timbro in più, lasciamo lentamente il capoluogo pavese, addentrandoci in un paesaggio caratterizzato perlopiù da campi coltivati. Incontriamo presto il paese di San Leonardo, nel quale una sosta ci rinfranca e rinfresca (nel frattempo il sole è tornato a brillare e scaldare come i giorni passati). Prima di Belgioioso, che attraversiamo deserto e torrido come in un set cinematografico di un film western, si incontra un piccolo gioiello in mezzo alla campagna, la chiesa di San Giacomo, davanti alla quale scegliamo di gustarci il pranzo al sacco.
Dopo aver oltrepassato le frazioni di Torre de’ Negri e Costa de’ Nobili, una bellissima luce sui campi di mais accompagna il nostro ingresso a Santa Cristina, in cui troviamo ben presto la chiesa che ci ospiterà per la notte, memorabile sia per una luna piena senza eguali, sia per una festa di paese con karaoke sotto le nostre finestre, che allieta il nostro passaggio dalla veglia al sonno.
 

Tappa 14. DA SANTA CRISTINA A CORTE SANT’ANDREA
Dopo le prime due settimane di sole cocente, di insolazioni, segni casuali di abbronzatura sul corpo (la famosa tintarella del pellegrino, chiamata anche del 'muratore') arriva finalmente la pioggia! Oltre che per i campi che ci circondano, anche per noi è una rinfrescante giornata.
La pioggia ci accompagna per quasi tutta la tratta. Armati di mantelle e k-way camminiamo lenti e incrociamo il Castello di Chignolo Po. Sotto un portico di una chiesa ci fermiamo a fare un veloce pic-nic e all’osteria di Lambrinia ci concediamo un latte caldo per riprenderci dopo la pioggia incessante.

A Orio Litta ci fermiamo a visitare l’affascinante Ostello della Grandia Benedettina, recentemente ampliato e ristrutturato, e solo verso sera raggiungiamo Corte Sant’Andrea, dove pernotteremo nel nuovo ostello, ricavato nell’antica canonica della chiesa.
Ceniamo nella bellissima trattoria locale: risotto con salsiccia, frittata e faraona, accompagnati da un ottimo vino locale, il Gutturnio.
 

Tappa 15. DA CORTE SANT’ANDREA A PIACENZA
Stamane abbiamo mosso davvero pochi passi prima dell’imbarco al “transitus Padi”, l’attraversamento del Po da Corte S. Andrea, nel lodigiano, a Soprarivo, già in provincia di Piacenza. È con piacere che si attraversa il grande fiume in questo punto, dato che permette al pellegrino di godersi un paesaggio inusuale nell’unico tratto in cui, volendo rispettare il tracciato di Sigerico, è previsto l’ausilio di un mezzo a motore. Giunti sulla sponda opposta, ci troviamo ben presto immersi nelle silenziose campagne piacentine, tra campi di mais e piante di pomodoro a perdita d’occhio.

Il primo paese incontrato è Calendasco, che si snoda lungo la strada principale fino a lasciare nuovamente spazio ai campi intorno; seguendo il tracciato, che principalmente costeggia la strada, attraversiamo le varie frazioni del comune: Incrociata, Cotrebbia Nuova, Malpaga (con la sua splendida chiesa), fino a scorgere l’imponente ponte ferroviario di Ponte Trebbia, sotto il quale passiamo prima di risalire e raggiungere la via Emilia.
Restiamo sulla Via Emilia fin quasi all’ingresso in Piacenza e visitiamo il centro, con le sue meravigliose chiese del XVI secolo: la prima che incontriamo è Santa Maria di Campagna, stupenda struttura dall’impianto basilicale a croce greca, al cui interno giochi di luce si alternano a pitture ben conservate; passiamo di fianco poi alla chiesa di San Sepolcro e, in pieno centro, terminiamo la tappa davanti alla maestosa chiesa di Sant’Antonino, nella piazzetta omonima, poco distante dal duomo.
Ancora un piccolo sforzo e raggiungiamo fuori città l’ostello San Pietro a Montale, dotato di ogni servizio e in cui gustiamo una sfiziosa cenetta in compagnia di Ella, una simpatica pellegrina polacca.
 
 
 
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