Scopri il mondo Touring
  • Home
  • Viaggiare
  • Coronavirus e viaggi: dove non possono andare gli italiani

Si può viaggiare in Europa? E nel resto del mondo? E rientrare in Italia? Ecco la situazione Stato per Stato

Coronavirus e viaggi: dove non possono andare gli italiani

25 Febbraio 2021
 
L’emergenza Covid-19 (coronavirus) causa molte limitazioni negli spostamenti in Italia e all'estero. Fermo restando che la situazione è in continua evoluzione, e che quanto scriviamo è valido nel momento di aggiornamento di quest'articolo, ecco un riassunto per orientarsi. Invitando sempre a valutare in maniera consapevole la situazione e a mettere la propria salute prima di ogni altra necessità.
 
VIAGGI E SPOSTAMENTI IN ITALIA
I nuovi DPCM dispongono una serie di limitazioni sul territorio nazionale

Norme per tutta Italia
- A prescindere dal colore, almeno fino al 27 marzo, divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. 
- A prescindere dal colore, vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. 

Norme per le Aree Arancioni
- Liguria, provincia di Trento, provincia di Bolzano (con misure più restrittive), Emilia Romagna, Toscana, Umbria, 20 Comuni della provincia di Ancona, Abruzzo, Molise, Campania
- Alcuni Comuni in Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana sono in Area arancione con regole più restrittive di quelle riportate sotto
 
- Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dal proprio Comune, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. 
- Sono consentiti gli spostamenti dai Comuni con meno di 5mila abitanti, entro 30 chilometri dal confine del Comune, ma mai verso un capoluogo di provincia. 
- È possibile accogliere due ospiti adulti fuori dal proprio nucleo convivente, una volta al giorno: "lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi". 

Norme per le Aree Rosse
- Alcuni Comuni in Piemonte, Lombardia, Alto Adige, Toscana, Umbria (tutta la provincia di Perugia), Lazio, Abruzzo (tutti i Comuni delle province di Pescara e Chieti), Molise, Sicilia, Sardegna

- Vietati gli spostamenti all'interno del proprio Comune, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. 
- Sono consentiti gli spostamenti dai Comuni con meno di 5mila abitanti, entro 30 chilometri dal confine del Comune, ma mai verso un capoluogo di provincia. 

- Ricordiamo che per giustificare i movimenti è stata approntata una specifica autodichiarazione.
- Si può sempre – anche spostandosi tra regioni – rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma. La "abitazione" è considerata il posto in cui si vive “con una certa continuità e stabilità”: quindi le persone che vivono abitualmente nella stessa casa possono ricongiungersi.
- Link ad altre FAQ del Governo (non ancora aggiornate); infografica riassuntiva sul "colore" delle zone.

 
VIAGGI IN EUROPA - STATI UE E SCHENGEN (tranne Regno Unito)
 
Secondo il DPCM 14 gennaio, sono liberamente consentiti, in base alla normativa italiana gli spostamenti per qualsiasi ragione VERSO i seguenti Stati ("lista C"), fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale:
- Stati membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Far Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (incluse Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte; esclusi altri territori), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi i territori al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (incluse isole Canarie e altri territori situati nel continente africano), Svezia, Ungheria; 
- Stati parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Svizzera;
- Andorra, Principato di Monaco;
- Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Attenzione, però:
1. Per il rientro DA questi Stati, si veda successivamente il paragrafo "INGRESSI IN ITALIA".
2. L'Italia permette di recarsi in questi Stati, ma è possibile che alcuni di questi Stati applichino forme di restrizione all’ingresso. Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio, e sul sito reopen.europa.eu. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri. 

In particolare (dati aggiornati al 25 febbraio):

Austria - In provenienza dall’Italia a seguito dell’ingresso in Austria è necessario sottoporsi ad autoisolamento fiduciario di dieci giorni. La quarantena può essere svolta presso l’abitazione di parenti (a condizione che venga rispettato l’isolamento dalle altre persone).  La quarantena può essere interrotta: - allo scopo di lasciare l’Austria, garantendo condizioni di sicurezza che evitino il propagarsi del contagio; - a seguito di esito negativo di un test Covid molecolare o antigenico. Il test può essere effettuato a tale scopo non prima del quinto giorno successivo all’ingresso in Austria. Nei casi in cui è prevista la quarantena, a decorrere dal 10 febbraio 2021 è fatto anche obbligo, in aggiunta, di esibire un test Covid con esito negativo al momento dell’ingresso in Austria (o comunque non oltre le 24 ore successive all’ingresso). Anche per i lavoratori transfrontalieri (cd. “pendolari”) provenienti dai Paesi confinanti (lavoratori finora esenti da restrizioni), è previsto l’obbligo, dalla stessa data, di presentare un test Covid con esito negativo all’ingresso in Austria (o di farlo al più tardi entro le 24 ore successive), ma non l’obbligo di quarantena (neanche durante le ore che intercorrono eventualmente fra l’ingresso in Austria e l’esito del test). I lavoratori transfrontalieri dovranno essere in possesso di un test Covid non più vecchio di una settimana (dovranno ripetere il test almeno una volta a settimana). Sono previste eccezioni sia al divieto di ingresso (quali persone con visto D emesso dalle autorità austriache; personale delle missioni diplomatiche e rappresentanze consolari nonché i loro familiari conviventi; dipendenti delle OO.II e i loro familiari conviventi; operatori umanitari; dipendenti di enti austriaci in missione all’estero; persone che devono fare ingresso in Austria per motivi di lavoro, di salute o studio o ricerca; persone che devono entrare in Austria per un obbligo imposto da un tribunale o un’autorità austriaca), sia all’obbligo di quarantena (fra queste eccezioni ricadono operatori umanitari, personale diplomatico accreditato in Austria, persone che fanno ingresso in Austria per comprovati motivi di lavoro, cure mediche o per adempiere ad un obbligo imposto da un tribunale o dalle autorità). Condizione per l’esenzione dalla quarantena, per le categorie sopra elencate, è l’essere in possesso, all’ingresso nel Paese, di un certificato medico che confermi che l’interessato si è sottoposto a test molecolare o antigenico, con esito negativo, non prima delle 72 ore precedenti l’ingresso in Austria. Tale ultima condizione viene a sua volta meno in alcuni particolari casi, quali traffico di veicoli di emergenza, voli di rimpatrio, interesse superiore della Repubblica o per emergenze (anche di carattere familiare) da comprovare, oltre che per il transito senza effettuare soste e assicurando l’immediata ripartenza.  Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco: le FAQ in inglese contenenti indicazioni in materia di ingresso in Austria sono scaricabili cliccando qui o qui. Non è richiesta, lì dove previsto, la presentazione di un certificato medico per bambini fino ai 10 anni di età in provenienza dall’estero, se accompagnati. Dal 15 gennaio, per tutti coloro che entrano in Austria, è obbligatorio effettuare, primo dell’ingresso nel Paese, una registrazione on-line, attraverso la quale vengono comunicati i propri dati personali e le informazioni sul viaggio e sulla quarantena.  A decorrere dal 10 febbraio 2021, tale obbligo sussiste anche per i lavoratori transfrontalieri (c.d “pendolari”). Per essi, la registrazione è valida una settimana nella misura in cui le indicazioni in essa contenute (ad esempio il luogo di lavoro) non cambino. La conferma della registrazione on-line viene generata automaticamente dal sistema e deve essere presentata su richiesta delle autorità in caso di controlli. La registrazione online va effettuata al seguente link. Dall’8 febbraio sono state adottate nuove misure di contenimento tra le quali un coprifuoco a livello nazionale dalle 20.00 alle 06.00.  Inoltre, per far fronte alla diffusione in particolar modo della variante sudafricana del Covid, a decorrere dal 12 febbraio 2021, le autorità austriache hanno imposto specifiche limitazioni agli spostamenti fra il Tirolo e le altre zone del Paese. Analoghe misure sono state adottate dalle autorità tedesche per i mezzi in provenienza dal Tirolo, con effetti anche sulla frontiera del Brennero fra Austria e Italia. Per ulteriori informazioni, si rimanda alle sezioni “Situazione sanitaria” e “Mobilità” della scheda sul sito Viaggiare Sicuri e al sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna. Con Ordinanza 13 febbraio 2021, in vigore fino al 5 marzo 2021, il Ministro della salute italiano ha introdotto restrizioni per chi entra in Italia dopo un soggiorno/transito in Austria superiore alle 12 ore (disposizioni diverse si applicano ai lavoratori frontalieri). Per i dettagli, consultare l’Approfondimento sul sito Viaggiare Sicuri.
Belgio - A partire dal 27 gennaio, e al momento fino al 1 aprile, è in vigore un divieto di effettuare viaggi “non essenziali” da/verso il Belgio. In caso di viaggi di natura essenziale, sarà necessario compilare la autocertificazione reperibile sulla homepage del sito istituzionale dedicato (in formato cartaceo o elettronico) e barrare l’opzione che corrisponde alla motivazione del viaggio stesso. Per approfondimento sui viaggi in arrivo dal Regno Unito si veda l’apposita sezione sulla pagina di informazione ufficiale sul Coronavirus in Belgio. Chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto, 48 ore prima dell’arrivo, a riempire un modulo on line (Passanger Locator Form -PLF), tranne nel caso di ingressi per via terrestre per soggiorni in Belgio dall’area UE/Schengen (o a seguito di soggiorni in quegli stessi Paesi) di durata inferiore alle 48 ore. Tutti i viaggiatori in arrivo in Belgio (residenti e non) che abbiano soggiornato  per più di 48 ore in una zona identificata come “rossa” dalle Autorità belghe (si veda la cartina a colori sul sito del locale Ministero degli Esteri) sono tenuti a porsi in quarantena, con test obbligatorio il primo ed il settimo giorno. I codici per effettuare i test saranno trasmessi dalle autorità tramite sms al numero registrato sul Passanger Locator Form (PLF). Per i non residenti in arrivo da una zona rossa resta inoltre l’obbligo di presentare il risultato negativo di un test molecolare PCR effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza verso il Belgio, redatto in francese, neerlandese, tedesco o inglese e certificato da un medico, cui si aggiunge l’obbligo di sottoporsi a test anche all’arrivo nel Paese se si è stati in precedenza nel Regno Unito, in Sud Africa o nell’America meridionale. Eccezioni sono previste solo per i transiti nell’area extra-Schengen degli aeroporti, i trasportatori di merci destinate alla vendita in Belgio o in transito e per chi sia esentato dal compilare il PLF. Pur in quarantena, chi svolge una funzione critica in un settore essenziale potrà recarsi al lavoro dietro certificazione del datore di lavoro e gli studenti universitari potranno recarsi a svolgere gli esami. Nel caso di viaggi di natura professionale verso il Belgio di durata fino a cinque giorni, l’invitante/cliente belga dovrà compilare preventivamente un modulo online (Business Travel Abroad - BTA), al fine di ottenere un codice che il viaggiatore dovrà poi inserire sul PLF; sulla base del test di autovalutazione annesso al PLF, il viaggiatore potrà così eventualmente essere sollevato dall’obbligo di quarantena.              
Bulgaria - I viaggiatori provenienti dai Paesi UE (compresa l’Italia)/Schengen possono fare il loro ingresso in Bulgaria presentando il risultato negativo di un test PCR effettuato al massimo 72 ore prima di entrare nel Paese. Il documento certificante la negatività deve contenere il nominativo del soggetto come da documento di identità, gli estremi del laboratorio nel quale il test è stato effettuato (denominazione, indirizzo o altri contatti), la data di effettuazione del test con indicato il metodo (PCR) e il risultato negativo (Negative).
Cipro - Per l’ingresso a Cipro vigono regole diverse a seconda dello Stato di provenienza. I Paesi sono stati suddivisi in diverse categorie (Categoria A, B e C) in base alla situazione epidemiologica. A partire dal 9 novembre 2020, l’Italia è inclusa nella Categoria C: l’ingresso a Cipro per chi proveniente dall’Italia è consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori: cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari (inclusi consorti e figli minori), persone legalmente residenti nel Paese, personale diplomatico accreditato ai sensi della Convenzione di Vienna, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro, secondo il Decreto sulle malattie infettive. Per l’ingresso a Cipro tali persone devono: - presentare un certificato negativo di test molecolare (PCR), effettuato entro 72 ore prima della partenza dall’Italia; - osservare un periodo di auto-isolamento di 14 giorni presso il proprio domicilio a Cipro, quale che sia il risultato del test COVID-19 e ripetere il test 48 ore prima del termine dell’isolamento. Tutti i viaggiatori in ingresso a Cipro devono sottoscrivere una dichiarazione giurata attestante il paese di provenienza e altre informazioni personali (“Cyprus Flight Pass”) da compilare online non prima di 24 ore prima del viaggio registrandosi sul portale. Una volta ricevuta l’autorizzazione per email, il “Cyprus Flight Pass” dovrà essere stampato ed esibito in aeroporto al momento della partenza per Cipro. Per quanto riguarda l’ingresso nella parte nord dell'isola, cosiddetta TRNC, a partire dal 15 dicembre 2020, i passeggeri in arrivo direttamente dall'estero, indipendentemente dal paese di provenienza, devono presentare un certificato Covid-19 negativo effettuato non più di 72 prima e rimanere in quarantena per 10 giorni. L’ingresso nella parte nord dell’isola attraverso i varchi della Green Line resta soggetto a limitazioni. I transiti sono attualmente consentiti solo ai ciprioti di entrambe le comunità e ai residenti permanenti a Cipro. Ai turisti stranieri non è consentito l’attraversamento. Si raccomanda pertanto di evitare il transito verso la parte nord dell’isola.
Croazia - Con misure in vigore dal 14 gennaio al 28 febbraio 2021, le Autorità croate hanno disposto le seguenti limitazioni relative all’ingresso in Croazia: Le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell'area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, che sono elencati nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie possono liberamente entrare in Croazia. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito. Le persone provenienti direttamente da tutti gli altri Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, non compresi nel punto 1, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Nel caso in cui non sia possibile effettuare il tampone, il periodo previsto per autoisolamento è di 10 giorni. I cittadini dei Paesi dell'Unione europea, Paesi dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen e i membri delle loro famiglie, nonché i cittadini dei Paesi terzi ivi residenti a lungo termine, se provengono dai Paesi terzi, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Le persone provenienti direttamente dai Paesi elencati nell'Allegato I della Raccomandazione (UE) 2020/912 del Consiglio relativa alla restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE, possono entrare in Croazia se non manifestano segni di malattia e se non hanno avuto un contatto stretto con una persona ammalata. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito. Viene, peraltro, raccomandato a tutte le persone che possono entrare in Croazia di anticipare il loro ingresso utilizzando l'applicazione Enter Croatia (https://entercroatia.mup.hr/). Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Danimarca - l Ministero degli Affari Esteri danese scoraggia tutti i viaggi non necessari in Danimarca da tutti i Paesi del mondo senza distinzione e anche ai cittadini danesi ed ai residenti in Danimarca viene fortemente sconsigliato ogni viaggio all'estero, inclusi quelli per affari. Viene garantito l’accesso al Paese solamente in presenza di un comprovato valido motivo, anche per chi proviene dall’Italia, come specificato in questo sito (in inglese). Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro (ma non lavoro come au pair), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, familiari stretti di minorenni e di persone gravemente malate, coniugi, familiari stretti o fidanzati/e di persone residenti in Danimarca, mentre non vengono riconosciuti validi i motivi di studio. Inoltre, dal 9 gennaio fino al 5 aprile 2021 incluso, tutti i viaggiatori che si recheranno in aereo in Danimarca, oltre ad un valido motivo, dovranno anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo (PCR o antigenico) effettuato non oltre le 24 ore precedenti il primo imbarco del viaggio con destinazione finale in Danimarca. In caso di mancata presentazione di suddetta documentazione, sono previste sanzioni pecuniarie e/o reclusione fino a due anni. Questa misura è valida anche per i cittadini danesi e per i residenti in Danimarca ma non si applica ai passeggeri di voli interni (Groenlandia e Faroer incluse) ed ai minori di 12 anni. I lavoratori stranieri in ingresso in Danimarca hanno l'obbligo di effettuare, oltre al test nelle 24 ore prima della partenza, anche un secondo test PCR dopo 72 ore dall'arrivo in Danimarca. A decorrere dal 7 febbraio 2021, oltre all'obbligo già segnalato di documentare un test COVID-19 negativo effettuato nelle 24 ore precedenti l'inizio del volo diretto in Danimarca o l'accesso via terra nel Paese, vengono resi obbligatori un ulteriore test rapido subito dopo l'arrivo e un periodo di auto-isolamento di 10 giorni, che può essere ridotto a 5/6 giorni, sottoponendosi ad un altro test almeno 4 giorni dopo l'arrivo nel Paese. Per i trasgressori è prevista una sanzione pecunaria di 3.500 corone danesi (circa 450 Euro). Tali disposizioni non si applicano a chi risiede nelle aree di confine e ai lavoratori frontalieri. Inoltre, fino al 28 febbraio 2021, rimangono in vigore in tutto il Paese alcune restrizioni di lockdown parziale, che saranno rimodulate a partire dal 1 marzo 2021. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Estonia - L’ingresso in Estonia è sottoposto alle seguenti regole: - Viaggiatori UE e Paesi associati Schengen:  I cittadini e i residenti degli Stati UE e dei paesi associati Schengen, nonché i loro familiari, possono entrare in Estonia senza restrizioni, a condizione che non mostrino sintomi Covid e che il tasso di incidenza del contagio nel Paese di partenza e/o transito non superi i 150 casi su 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni. Se il tasso di infezione è più elevato, si applica l’obbligo dell’isolamento di 10 giorni o, in alternativa, una procedura di doppio test. Un elenco dei paesi a rischio è pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri estone ogni venerdì ed entra in vigore il lunedì della settimana successiva. Per saperne di più.  Procedura del doppio test: i viaggiatori che, provenendo da un’area a rischio, non vogliano rimanere in autoisolamento per dieci giorni dopo l’arrivo in Estonia,  devono eseguire un primo test molecolare PCR (cosiddetto “tampone”), nelle 72 ore prima dell’arrivo nel Paese, con esito negativo (il certificato deve essere scritto almeno in inglese). Durante il soggiorno in Estonia è possibile effettuare un secondo test, non prima del sesto giorno successivo al primo test effettuato all’estero. Il viaggiatore è libero dall’obbligo di isolamento di 10 giorni se i risultati di entrambi i test sono negativi. A coloro che non hanno avuto modo di effettuare il test nelle 72 ore che precedono l’arrivo nel Paese, viene concessa la possibilità di fare il primo test in Estonia, immediatamente all’arrivo. A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D del porto di Tallinn. L’accesso alle postazioni test avviene secondo l'ordine di arrivo. Le postazioni sono aperte fino all'arrivo dell’ultimo aereo/ultima nave del giorno. Per coloro che arrivano in Estonia via terra e, in alternativa, per tutti coloro che decidessero di non sottoporsi al test presso i suddetti due scali, è possibile nella capitale Tallinn e nelle principali città del Paese. Per informazioni sui test. Anche nel caso del viaggiatore che effettua il primo test nel Paese di partenza ed il secondo in Estonia, l’isolamento termina se entrambi i test sono negativi. Sono previsti casi di deroga all’isolamento, solo qualora il risultato del “primo” test risulti negativo (la deroga riguarda lo svolgimento di attività “imprescindibili” quali attività lavorative, acquisto di prodotti alimentari e medicinali, visite mediche).
Finlandia - Dal 19 settembre la Finlandia ha reintrodotto misure restrittive anche nei confronti dell’Italia. Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 10 giorni, che potrà essere abbreviato in caso di doppio test negativo (tampone o test antigenico rapido) a distanza di almeno 72 ore. Saranno dispensati dall’obbligo di quarantena e/o di secondo tampone i viaggiatori per lavoro o motivi essenziali con permanenza nel Paese inferiore alle 72 ore. Non sono consentiti ingressi per turismo. Si ricorda che le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero. Tale decisione è prevista rimanere in vigore fino al 25 febbraio 2021, con aggiornamenti della lista dei Paesi “a rischio” a cadenza settimanale. Per informazioni dettagliate si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Helsinki.
Francia - In Francia non è più in vigore il lockdown ma è in vigore un coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle 18.00 alle 6.00. Sono state disposte inoltre forti limitazioni agli ingressi dall’estero. Arrivi dai Paesi UE (compresa l’Italia): a partire da domenica 31 gennaio, le autorità francesi sconsigliano fortemente gli ingressi da Paesi UE. In ogni caso, le autorità francesi richiedono l'esibizione di un test molecolare (PCR) da effettuare nelle 72 ore precedenti l'arrivo in Francia. Il test antigenico non è accettato. L'obbligo riguarda i viaggiatori, maggiori di 11 anni, che entrano da Paesi UE, inclusa l'Italia, con qualsiasi mezzo (aereo, treno, auto, nave, bus, ecc). Sono esentanti dal presentare il tampone: i lavoratori frontalieri, i trasportatori e i residenti nei territori confinanti entro 30 km dal proprio domicilio. Sono previste limitazioni per gli spostamenti all'interno del territorio francese negli orari di coprifuoco, per i quali occorre un valido motivo e l'autocertificazione che può essere scaricata qui. Si raccomanda in ogni caso di monitorare i siti web del Governo francese e dell’Ambasciata d’Italia a Parigi
Germania - In ragione dell’aumento dei contagi da Covid 19 nel Paese, la Germania ha stabilito, a partire dal 2 novembre, l’adozione di ulteriori misure restrittive a livello nazionale. Sempre a partire dal 2 novembre sono inoltre vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari (incluse eventuali visite ai parenti). Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l'introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut. La Germania identifica 3 tipi di aree a rischio: aree a rischio "normali", di cui fa parte l'Italia insieme a numerosi altri Paesi Europei, aree con incidenza del contagio particolarmente alta (“Hochinzidenz-Gebiete”, tra cui ad esempio la Spagna) e Paesi in cui sono diffuse le nuove varianti del virus (“Virusvarianten-Gebiete”, tra cui ad esempio Tirolo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Sud Africa e Brasile). La lista delle aree “a rischio” può essere consultata qui (il sito è in lingua tedesca, ma con possibilità di scaricare le liste attuali in lingua inglese). ATTENZIONE: l’ingresso in Germania è attualmente VIETATO per chi sia stato in un’area a forte diffusione delle nuove varianti del virus (tranne in poche eccezioni); non è quindi al momento possibile entrare in Germania attraverso il Brennero e il Tirolo, né entrare dalla Repubblica Ceca (nemmeno per transito). Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio "normali" (salvo casi di esenzione previsti dalla normativa) devono segnalare il proprio ingresso registrandosi online su questo portale, effettuare un tampone nelle 48 ore precedenti l'ingresso in Germania (con esito scritto in inglese, tedesco o francese) oppure all'arrivo, in tempo utile per disporre dell'esito entro 48 ore dall'ingresso e rispettare 10 giorni di quarantena. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l'ingresso nel Paese. L'obbligo di tampone all'ingresso non vale per i bambini di età inferiore ai 6 anni. Attenzione: regole più restrittive sono previste per chi nei 10 giorni precedenti l'ingresso sia stato in un’area a rischio in cui siano diffuse le varianti del virus o in cui l'incidenza sia particolarmente alta. Per tutte le informazioni sulle modalità di ingresso in Germania e sui casi di esenzione dall’obbligo di quarantena si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino
Grecia - Il lockdown, introdotto su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre, è stato prorogato fino al 1 marzo con possibilità di ulteriore proroga. Per poter circolare è necessario inviare un SMS al numero gratuito 13033 (funzionante solo per i numeri greci) o avere con sé un’autodichiarazione giustificativa (maggiori dettagli sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene). A seconda dell'indice di contagio nelle singole Regioni, vengono applicate misure di prevenzione variabili: è disponibile, a cura delle Autorità elleniche, una mappa interattiva (in greco) che distingue il livello di rischio delle varie zone ed elenca le relative misure. In particolare, a partire dall’11 febbraio fino al 28 febbraio 2021, sono previste misure specifiche per la Regione dell’Attica (Atene inclusa), elencate sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene. Tutti i viaggiatori provenienti dall'estero (quale che sia il Paese di provenienza o la cittadinanza) sono tenuti a presentare un test molecolare negativo per il Covid-19 effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia - di un modulo online su questo sito, il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia. Per tutti coloro che faranno ingresso fino all'8 marzo (ma il provvedimento è passibile di proroga) è previsto l’obbligo di rispettare un periodo di quarantena cautelare di sette giorni (o, in caso di permanenza per periodi inferiori, per tutto il periodo di permanenza); in aggiunta, è previsto a campione un test rapido effettuato all'arrivo in aeroporto. Per l’intera durata del lockdown viene limitata la possibilità di effettuare spostamenti all’interno del Paese. È possibile spostarsi tra diverse unità regionali solo in caso di emergenza (rientro presso il luogo di residenza principale, ricongiungimento familiare, motivi professionali e motivi di salute), da comprovare con documenti giustificativi ufficiali. Si ricorda che in caso di positività accertata dalle Autorità greche è previsto un periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni. È previsto un periodo di quarantena obbligatoria anche per i “contatti prossimi” di soggetti positivi. È necessario seguire scrupolosamente le indicazioni delle Autorità locali, che forniranno indicazioni sulla procedura da seguire.
Irlanda - Al fine di contenere la diffusione del COVID-19,  i collegamenti aerei provenienti dalla Gran Bretagna sono attualmente sospesi. Lo stesso dicasi per i collegamenti marittimi, che rimangono operativi soltanto per il trasporto delle merci. A partire da sabato 16 gennaio 2021, tutti i passeggeri in arrivo in Irlanda devono avere con sé un risultato negativo/"non rilevato" di un test PCR COVID-19 effettuato non più di 72 ore prima dell'arrivo nel Paese. Ai passeggeri potrebbe essere chiesto di presentare la prova del risultato negativo/"non rilevato prima di imbarcarsi sull'aereo o sul traghetto e agli stessi sarà richiesto di mostrare questa documentazione ai funzionari dell'immigrazione all'arrivo presso i punti di ingresso nello Stato. I passeggeri che arrivano in un aeroporto o in un porto marittimo irlandese senza prova di un risultato negativo/"non rilevato" di un test PCR COVID-19 commetteranno un reato e potranno essere perseguiti penalmente. Tale reato è punibile con una multa non superiore a € 2.500 o con la reclusione per un periodo non superiore a 6 mesi o con entrambe.
La condizione di avere un risultato negativo/"non rilevato" da un test PCR COVID-19 prima della partenza si aggiunge alle misure precedenti che prevedono che i passeggeri in arrivo dai paesi classificati come rossi e grigi (come definito dal sistema semaforico dell'UE) debbano continuare a limitare i loro movimenti per 14 giorni. L'obbligo di quarantena, tuttavia, può essere revocato al ricevimento del risultato negativo "non rilevato" di un secondo test PCR effettuato non meno di 5 giorni dopo l'arrivo. I passeggeri in arrivo dai Paesi classificati come verdi ed arancioni (come definiti dal sistema semaforico dell'UE) non sono tenuti a limitare i loro movimenti all'arrivo, ma dovranno attenersi alle linee guida della sanità pubblica locale e, come a tutti gli altri, sarà loro richiesto di avere con sé un risultato negativo "non rilevato" di un test PCR COVID-19 effettuato prima della partenza, verranno effettuati controlli ai punti di ingresso in Irlanda. Le esenzioni all'obbligo di avere un risultato negativo/"non rilevato" di un test PCR COVID-19 prima della partenza sono limitate ai lavoratori del trasporto internazionale, inclusi gli autotrasportatori, i piloti e l'equipaggio aereo, ai comandanti e all'equipaggio marittimo e ai membri dell'An Garda Síochána (Polizia irlandese) nell'esercizio delle loro funzioni. Anche i bambini di età inferiore ai sei anni saranno esentati. I passeggeri che arrivano in Irlanda esclusivamente allo scopo di proseguire verso un altro Stato e che non escono dall'aeroporto non sono inoltre tenuti a fornire la prova del test. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, si prega di visitare la seguente pagina. Il governo ha disposto il passaggio del Paese al livello 5 del Piano COVID-19 a decorrere dal 24 dicembre. Dal 27 dicembre, i movimenti da una contea all’altra sono consentiti solo per motivi essenziali. Per il dettaglio delle restrizioni vigenti, si prega di consultare la seguente pagina.Poiché queste misure sono suscettibili di cambiamenti anche con brevissimo preavviso, si raccomanda di consultare direttamente l’approfondimento del Governo irlandese sulla situazione Coronavirus e sulle misure adottate nei confronti dei viaggiatori, al link.
Islanda - A partire dal 19 febbraio e fino al 30 aprile 2021, salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in arrivo devono presentare una certificazione (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese) di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, ad un test molecolare PCR con risultato negativo. Inoltre tutti i viaggiatori, turisti e residenti,  in arrivo da aree considerate a rischio, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, devono sottoporsi ad una procedura di doppio screening, che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell'intervallo tra i due tamponi. Il primo tampone viene effettuato nel momento dell'ingresso in Islanda. Coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi ed osservare la quarantena di 14 giorni. I viaggiatori in arrivo che sono in grado di produrre o una certificazione medica (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese) emessa da uno stato UE/EFTA che attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il covid-19 oppure un valido certificato internazionale di vaccinazione sono esenti dalla presentazione del certificato da presentare prima dell'ingresso, dalla procedura di doppio screening e dalla quarantena. L'esenzione non si applica ai viaggiatori provenienti da paesi terzi per i quali vigono restrizioni per l'ingresso. I minori nati nel e dopo il 2005 sono esenti dai test. Prima della partenza per l'Islanda, i viaggiatori dovranno compilare ed inviare, nelle 72 ore antecedenti all'arrivo, un'autocertificazione disponibile a questo link: https://visit.covid.is/. Ai viaggiatori in arrivo viene inoltre raccomandato di scaricare l'app. di tracciamento  Rakning C-19.
Lettonia - È confermata la richiesta una quarantena di 10 giorni per i viaggiatori provenienti dai Paesi, contrassegnati in rosso e giallo nell’elenco pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie, consultabile qui. L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in rosso, pertanto i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni. Dal 12 ottobre è obbligatorio per tutti i viaggiatori che entrano o escono dalla Lettonia (per via aerea, in nave, treno, auto) compilare preventivamente un questionario elettronico denominato IECIS (Information System for the Monitoring of Traveller Registration) tramite apposito sito web https://covidpass.lv. Il questionario deve essere compilato non prima delle 48 ore precedenti l'attraversamento della frontiera lettone. Dopo aver compilato e inviato il modulo, il viaggiatore riceverà per via elettronica un codice QR tramite il quale le autorità sanitarie di frontiera e di polizia potranno contattare la persona e verificare eventualmente il rispetto della normativa sull'isolamento fiduciario. Tale registrazione è obbligatoria anche per i viaggiatori in transito. Per informazioni più dettagliate sull'uso del covidpass consultare questo sito. Dal 15 gennaio 2021 l'ingresso in Lettonia è consentito solo con obbligo di presentazione, all'imbarco o alla frontiera terrestre o marittima, di un tampone molecolare negativo PcR, effettuato non più delle 72 ore precedenti l’ingresso in Lettonia. La prova di tampone negativo deve essere esibita al vettore. Al momento di compilare il modulo sul portale COVIDPASS si deve anche confermare di aver effettuato il test COVID come da apposita casella. Sono esentati dall’effettuazione del test COVID-19 i bambini di età inferiore a 11 anni, le persone gia' vaccinate contro il Covid-19, i membri di equipaggi aerei, i passeggeri in transito che non escano dall'area comune dell'aeroporto. 
Liechtenstein - Le frontiere con la Svizzera e l'Austria sono state riaperte, ma potrebbero essere effettuati controlli. La Svizzera si occupa dell'immigrazione e delle questioni doganali per il Liechtenstein ed i requisiti di ingresso nel Paese sono gli stessi della Svizzera. La frontiera tra la Svizzera e il Liechtenstein è aperta. I cittadini del Regno Unito e altri cittadini non svizzeri o del Liechtenstein che arrivano da un "paese ad alto rischio" al di fuori dell'area Schengen non possono entrare nel Liechtenstein. L'ingresso è consentito solo alle seguenti categorie di persone:
-cittadini del Liechtenstein e della Svizzera; -cittadini dell'UE / EFTA; -Titolari dei seguenti documenti: permesso di soggiorno, cioè un permesso di soggiorno svizzero (permessi L / B / C / Ci); permesso transfrontaliero (permesso G), carta di legittimazione del DFAE; visto D rilasciato dalla Svizzera; -Titolari di un "laissez passer" rilasciato da una rappresentanza svizzera in caso di "necessità speciale individuale". Ulteriori informazioni e una lista dei "paesi ad alto rischio" si trovano sul sito della Segreteria di Stato della migrazione.I viaggiatori provenienti da "paesi ad alto rischio", compreso il Regno Unito, devono presentare un risultato negativo del test COVID-19 (PCR), effettuato meno di 72 ore prima dell'arrivo. Devono inoltre compilare un modulo online per la ricerca di contatti prima di entrare nel Liechtenstein e fornire i dettagli di contatto. Chiunque arrivi in Svizzera per via aerea diretto in Liechtenstein, anche da un paese non considerato ad alto rischio, dovrà presentare un risultato negativo del test COVID-19 (PCR) prima dell'arrivo. Le misure di quarantena in vigore in Svizzera si applicano anche al Liechtenstein. Chiunque arrivi in Liechtenstein è tenuto ad autoisolarsi per 10 giorni dalla data di arrivo. È possibile ridurre il periodo di quarantena a 7 giorni se si può produrre un nuovo risultato negativo del test COVID-19 (test rapido dell'antigene o PCR) e avere l'approvazione del Governo del Liechtenstein. Ulteriori informazioni sono disponibili presso l'Ufficio federale della sanità pubblica.
Lituania - Il Governo lituano ha deciso di prolungare la quarantena, introdotta su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre, fino al 28 febbraio 2021, applicando restrizioni più rigide a partire dal 16 dicembre: spostamenti tra comuni solo per determinati motivi (ritorno al luogo di residenza, funerale di parenti stretti, lavoro, assistenza medica indispensabile, altri motivi fondati ed urgenti) e spostamenti all’interno dello stesso comune per determinati motivi (lavoro, negozio, funerale, salute, assistenza ai malati, ecc.). A partire dall’8 febbraio 2021, tutti i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese del mondo (Italia compresa) dovranno avere il certificato (con traduzione in lituano, inglese o russo) sul tampone molecolare con esito negativo, effettuato entro e non oltre 48 ore prima dell'ingresso in Lituania, oppure, entro 24 ore dall’arrivo in Lituania, fare il test in loco. A partire dal 15 febbraio 2021 è obbligatorio anche l'autoisolamento di 10 giorni dall’arrivo in Lituania, con la possibilità di abbreviare i tempi di isolamento effettuando un test a proprie spese non prima del 7° giorno di isolamento e ottenendo l’esito negativo. Tuttavia, anche in caso di isolamento abbreviato, per 14 giorni dopo l’arrivo è obbligatorio limitare i contatti. Tutte le informazioni in merito alle azioni di prevenzione da parte delle autorità lituane sono reperibili su questo sito. Nella sezione “News” di tale sito viene pubblicata in inglese la lista dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19. Tale lista ogni venerdì viene pubblicata dal Ministero della Salute lituano ed entra in vigore il lunedì successivo. Si attira l’attenzione sul fatto che la prossima lista dei paesi colpiti sarà pubblicata il 26 febbraio 2021 ed entrerà in vigore il 1 marzo 2021, e che la situazione deve essere monitorata in quanto soggetta a variazioni in base all’indice del Covid-19. Dal 15 settembre 2020 ogni viaggiatore che torna o arriva in Lituania via aerea, via mare o via terra con voli regolari, speciali o charter dovrà fornire i propri dati al Centro Nazionale per la salute in via elettronica. Ciò significa che, prima di imbarcarsi su un aereo, un traghetto, un autobus o un treno, la persona dovrà compilare il modulo sul sito del Centro nazionale per la salute e presentare la conferma – il cosiddetto codice QR – al momento dell’imbarco. Nel caso in cui la persona non possiede un dispositivo mobile o un accesso all’internet, i vettori dovranno assicurare che le persone possano compilare il modulo usando i mezzi a disposizione del vettore. Il modulo in forma cartacea può essere presentato solo in casi eccezionali, se effettivamente per motivi oggettivi, come, ad es., problemi di connessione all’internet, non si potrà farlo in modalità elettronica. Il modulo stampato per la compilazione deve essere fornito alla persona dal vettore il quale dovrà sottoporlo al Centro nazionale per la salute entro un giorno. Nel caso in cui una persona ha viaggiato in modo autonomo via terra, dovrà entro 12 ore dall’arrivo o dal ritorno in Lituania registrarsi in modalità elettronica presso il Centro Nazionale per la salute.
Lussemburgo - Dopo la riapertura dell'Aeroporto Findel il 31 maggio 2020, sono state rafforzate le misure di prevenzione per gli ingressi dall'estero per via aerea, misurando la temperatura a tutti i passeggeri in arrivo e con la possibilità di sottoporsi al tampone direttamente nel terminal. Dal 29 gennaio 2021, chiunque (inclusi i residenti) faccia ingresso in Lussemburgo, a mezzo aereo atterrando all’aeroporto Findel, dopo un soggiorno all'estero superiore alle 72 ore, deve esibire l'attestazione relativa al test molecolare (PCR) o antigenico con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti all’arrivo. Il risultato del test negativo dovrà essere presentato in una delle lingue amministrative del Lussemburgo o in inglese, se ciò non fosse possibile lo stesso deve essere accompagnato da una traduzione in una delle predette lingue. I passeggeri che provengono da un Paese extra UE devono sottoporsi a un ulteriore tampone, presso il terminal dell’aeroporto. Fra le eccezioni all'obbligo del tampone per l’ingresso a mezzo aereo, figurano i passeggeri in transito o in grado di certificare di avere già contratto il Covid-19, oltre al personale viaggiante, ai lavoratori transfrontalieri e al personale delle missioni diplomatiche. Se un passeggero non presenta un tampone valido, sarà collocato dalle Autorità lussemburghesi in regime di quarantena per un periodo di 14 giorni, a decorrere dalla data di ingresso nel Paese. Le frontiere terrestri sono aperte e non è al momento richiesto di esibire l’esito negativo al tampone per fare ingresso in Lussemburgo in auto o in treno. La quarantena non è obbligatoria, ma consigliata nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine. 
Malta - L'aeroporto internazionale di Malta è aperto ai voli commerciali. È stato elaborato un elenco di destinazioni che verrà aggiornato settimanalmente. È stata inoltre introdotta una Amber List: i passeggeri provenienti da questi luoghi dovranno presentare un’attestazione di test COVID (tampone) con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. Tutti i viaggiatori provenienti da tutti gli aeroporti d’Italia (escluse la Sicilia e la Sardegna) dovranno attenersi alle regole di cui sopra e presentare un’attestazione di test COVID con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. Tutti gli aggiornamenti  e la AMBER List sono consultabili a questo sito. All’arrivo a Malta, i viaggiatori saranno soggetti a screening  per misurare la temperatura.  Le persone in arrivo saranno  invitate a compilare un documento con il quale dichiareranno i loro spostamenti nei 30 giorni precedenti. In particolare, verrà chiesta ai passeggeri la conferma di non essersi recati in nessuna nazione al di fuori di quelle elencate nella AMBER List. Coloro che arrivano da destinazioni al di fuori di quelle elencate, a meno che non dimostrino di esser stati per un periodo di quattordici giorni in una delle destinazioni sopra richiamate, dovranno effettuare un periodo di quarantena di due settimane a proprie spese a partire dall’arrivo a Malta. Anche per questo sono assolutamente sconsigliati gli scali aerei a Malta volti a raggiungere altre località incluse quelle italiane.
Monaco - Le Autorità del Principato di Monaco hanno inasprito le misure di contenimento e prevenzione a partire dall'8 febbraio 2021. In particolare, è previsto quanto segue: Obbligo di produrre all’arrivo un test PCR (o “molecolare”) risultato negativo ed eseguito nel Paese di origine nelle 72 ore precedenti l’arrivo nel Principato; oppure sottoporsi ad un test PCR in loco, restando in quarantena in attesa del risultato. Si ritiene inoltre utile richiamare le disposizioni introdotte in Francia per il contenimento dell’infezione da COVID-19, in quanto, come noto, l’ingresso/uscita in/dal Principato di Monaco comporta necessariamente un transito per il territorio francese e, oltre a ciò, diversi Comuni francesi si trovano a poche centinaia di metri dal Territorio monegasco. Per i viaggiatori, qualunque sia la loro nazionalità, provenienti e diretti in un Paese dello spazio europeo (fra cui Monaco) e qualunque sia il modo di trasporto (aereo, mare, strada o ferrovia), sarà necessario produrre un risultato negativo di un test RT-PCR effettuato 72 ore prima della partenza e una attestazione di “non contagiosità”. Sono esenti gli autotrasportatori, i lavoratori frontalieri e i residenti dei bacini di frontiera. Sono esenti  dall’obbligo di test RT-PCR i viaggiatori che si spostano da Monaco verso il solo Dipartimento delle Alpi Marittime per meno di 24 ore.
Norvegia e isole Svalbard - A partire dalle ore 00.01 del 29 gennaio 2021 fino al 28 febbraio, con possibilità di ulteriori proroghe, è vietato l'ingresso in Norvegia a tutti i cittadini stranieri (compresi i cittadini UE/SEE e cittadini residenti nei paesi UE/SEE). Sono esenti dal divieto di ingresso alcune limitate categorie di persone, per le quali restano sempre in vigore l'obbligo di registrarsi, di presentare un certificato covid-19 negativo, di sottoporsi a un test obbligatorio all'arrivo e di osservare la quarantena. Salvo le eccezioni, tra cui i residenti in Norvegia, tutti i viaggiatori che nei 14 giorni antecedenti l'arrivo hanno soggiornato in paesi ad alto rischio devono presentare una certificazione (in lingua norvegese, danese, svedese, inglese, francese o tedesco) di essersi sottoposti, nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio norvegese, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone risultato negativo. Per i viaggiatori in arrivo per via aerea il test deve essere effettuato 24 ore antecedenti l'orario previsto di partenza del volo (del primo volo in caso di collegamenti multipli). La certificazione di test seriologico con presenza di anticorpi al virus SARS CoV-2 non è valida per l'ingresso.
Salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in arrivo hanno altresì l'obbligo di sottoporsi ad un test, molecolare o antigenico, gratuito, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo alla stazione di frontiera (per viaggiatori provenienti da alcuni paesi è obbligatorio sottoporsi al test molecolare). Salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in entrata devono osservare la quarantena di 10 giorni in apposito covid-hotel. Violare l'obbligo di quarantena costituisce reato. All'ingresso, tutti i viaggiatori sono tenuti a compilare un'autodichiarazione per la loro registrazione e la conferma del luogo della quarantena.
I viaggiatori possono uscire dal regime di quarantena, comunque non prima del settimo giorno, se risultano negativi al Covid-19 per due volte dopo l'arrivo con il primo test (molecolare o antigenico) effettuato entro tre giorni dall'arrivo e il secondo (solo molecolare) non prima di sette giorni dall'arrivo. Il test a cui il viaggiatore è obbligatoriamente sottoposto al momento dall'arrivo è valido come primo test. La quarantena è obbligatoria fino a quando non si riceve il risultato negativo del secondo test. Si raccomanda vivamente a tutti i viaggiatori di consultare e leggere attentamente, prima della partenza per la Norvegia, le informazioni fornite nei siti dell'Ambasciata d'Italia e di Helse Norge
Paesi Bassi - Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile cliccando qui. A partire da sabato 23 gennaio 2021 alle ore 00.01, tutti i passeggeri che viaggiano nei Paesi Bassi per via aerea o marittima da aree ad alto rischio devono essere in grado di produrre un risultato negativo di un test rapido COVID-19 eseguito poco prima della loro partenza. Il test non deve essere stato eseguito più di quattro ore prima dell'imbarco sull'aereo o sulla nave. Questo requisito si aggiunge all'esistente risultato negativo obbligatorio di un test PCR eseguito non più di 72 ore prima dell'arrivo nei Paesi Bassi. Queste misure si applicano anche alle persone che viaggiano verso le zone caraibiche dei Paesi Bassi. I funzionari diplomatici e delle organizzazioni internazionali non sono soggetti all’obbligo del doppio test. Inoltre, i viaggiatori devono effettuare 10 giorni di isolamento all'arrivo nei Paesi Bassi. Dopo cinque giorni possono effettuare un test PCR. Se il risultato di questo test PCR è negativo, possono terminare la quarantena. Ulteriori informazioni in merito agli ingressi nel Paese sono disponibili sul sito del Governo dei Paesi Bassi
Polonia - A partire dal 28 dicembre 2020 sono in vigore in Polonia alcune misure restrittive per l’ingresso nel Paese, incluso l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che arrivano con trasporto pubblico da altri Paesi UE (e, a partire dal 27 febbraio 2021 anche con trasporto privato attraversando il confine in provenienza da Rep. Ceca e Slovacchia), salvo esibizione di un tampone negativo (PCR o rapido antigenico), effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese e redatto in lingua inglese o polacca. Per maggiori informazioni in merito anche alle limitate eccezioni all’obbligo di quarantena (che ricomprendono ora anche le persone munite di test Covid negativo effettuato non oltre 48 prima dell’ingresso nel Paese) e per ogni ulteriore dettaglio si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia. Le misure in questione sono oggetto di continui aggiornamenti, per i quali si consiglia di consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia e il sito ufficiale del Governo polacco.
Portogallo - Sono permessi voli da/per il Portogallo con: Paesi dell’Unione Europea; Paesi associati Schengen – Liechtenstein, Norvegia, Islanda, Svizzera; Australia, Cina (inclusi Hong Kong e Macao), Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Tailandia e Uruguay. I voli da e per altre destinazioni saranno consentiti solo se si tratta di viaggi essenziali. I passeggeri devono comunque presentare per questi voli un test negativo a COVID-19 (RT-PCR), effettuato nelle 72 ore prima dell'orario di partenza. Per "viaggi essenziali" si intendono i viaggi che consentono il transito, l'ingresso e la partenza dal Portogallo per le seguenti persone: -cittadini di uno stato membro dell'Unione Europea, paesi associati Schengen e loro familiari; -cittadini rimpatriati mediante assistenza consolare; -cittadini di paesi terzi che viaggiano per motivi professionali, studio, ricongiungimenti familiari, motivi sanitari e umanitari e secondo il principio di reciprocità. Nei viaggi essenziali, i cittadini nazionali e stranieri con residenza legale in Portogallo e il personale diplomatico accreditato in Portogallo che, eccezionalmente, non presentano il test, dovranno farlo all'arrivo, in aeroporto e a proprie spese. Ai passeggeri stranieri che si imbarcano senza il test eseguito, verrà rifiutato l'ingresso nel territorio nazionale, incorrendo la compagnia aerea in una contravvenzione. Si segnala che, dal 31 gennaio incluso i passeggeri di voli provenienti dall'Italia hanno l'obbligo di presentare certificato di test molecolare con esito negativo, effettuato nelle 72 ore precedenti all'imbarco. Dalle ore 00.00 del 31 gennaio 2021 sono riattivati i controlli alle frontiere terrestri tra Portogallo e Spagna. Vigono invece disposizioni diverse per i passeggeri che, anche se provenienti da Paesi UE, Schengen e paesi terzi approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali), sono diretti a Madeira o alle Azzorre; i passeggeri che volano verso l'arcipelago di Madeira devono presentare un test negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza o possono eseguirlo all'arrivo; i passeggeri che volano verso l'arcipelago delle Azzorre saranno soggetti a una delle seguenti opzioni: 1. Presentare la prova del test al COVID-19 fino a 72 ore prima della partenza del volo; 2. Eseguire il test all'arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino a ottenere il risultato; 3. Eseguire la quarantena volontaria per un periodo di 14 giorni in un hotel indicato per lo scopo; 4. Ritorno alla destinazione di origine o viaggio verso qualsiasi destinazione al di fuori della Regione, adempiendo, fino al momento del volo, l'isolamento preventivo in un hotel indicato a tal fine. Se la durata del soggiorno è di 7 o più giorni, il sesto giorno successivo alla data del primo test di Covid-19, il passeggero deve contattare l'autorità sanitaria del comune in cui si trova, per effettuare un nuovo test. I passeggeri provenienti da zone considerate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come zone di trasmissione comunitaria attiva o con catene di trasmissione attive del virus SARS-CoV-2, sono obbligati a presentare, prima dell’imbarco, un documento emesso da un laboratorio, nazionale o internazionale, che attesti la realizzazione di un test RT-CPR con risultato negativo, realizzato nelle 72 ore antecedenti alla partenza, con destinazione finale Azzorre. Questa obbligatorietà non si applica ai passeggeri di età uguale o inferiore ai 12 anni e a situazioni di carattere umanitario autorizzate dall’Autorità Sanitaria Regionale. Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.
Repubblica Ceca - A partire dal 5 febbraio 2021, sono introdotte nuove misure restrittive per l’ingresso nel Paese. E’ vietato l’ingresso degli stranieri in Repubblica Ceca, ad eccezione dei viaggi indispensabili, motivati da: - rientro presso la propria residenza - esigenze lavorative - studio - salute - visite necessarie alla famiglia. È vietato l'ingresso per turismo, attività ricreative, visite agli amici ecc. Gli alberghi e le strutture ricettive potranno accogliere soltanto ospiti in viaggio per motivi di lavoro, opportunamente documentati con dichiarazione del datore di lavoro o del cliente, senza familiari al seguito. L'ingresso di chi arriva dall’Italia per le motivazioni previste è sottoposto alla seguente procedura: PRIMA DELL'INGRESSO: -effettuare un tampone antigenico o PCR – il tempo intercorso tra il momento del tampone e il primo ingresso in territorio ceco non dovrà superare le 48 ore; - notificare l'ingresso alle Autorità sanitarie ceche compilando questo modulo online. DOPO L’ARRIVO: - entro 5 giorni dall’arrivo, effettuare un test PCR; - rimanere in auto-isolamento fino alla notifica del risultato negativo del test PCR (non è consentita l’interruzione dell’auto-isolamento per recarsi a lavoro); - inviare via mail il risultato del tampone molecolare (test PCR) agli uffici di igiene locale, per la cui lista dettagliata si rimanda alla Sezione Situazione Sanitaria sul sito Viaggiare Sicuri; - lavoratori e studenti devono sottoporre il risultato negativo del secondo test, rispettivamente, al datore di lavoro e all’università, prima di potersi recare sul luogo di lavoro o a lezione; - per 10 giorni dopo l’arrivo, indossare sempre la mascherina FFP2 o chirurgica al di fuori del proprio domicilio. Anche le persone già vaccinate devono rispettare la procedura prevista.
Romania - L’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi a rischio (“zona gialla”). Di conseguenza, a decorrere dal 4 gennaio 2021 chi intenda fare ingresso in Romania venendo dal nostro Paese deve sottoporsi ad un periodo di isolamento di 14 giorni, riducibile a 10 se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Sono esenti dall'obbligo di isolamento alcune categorie, elencate nella sezione sanitaria della scheda sul sito Viaggiare Sicuri. Inoltre, a partire dalle 00.00 del 12 febbraio 2021 entra in vigore una nuova normativa sugli ingressi in Romania. Chiunque entri in Romania da una zona a rischio, con esclusione del Regno Unito cui si applicano ulteriori restrizioni, dovrà presentare un test per il SARSCov-2-RT-PCR (con risultato negativo) effettuato entro le 72 ore precedenti l'ingresso nel Paese.
Sono esentate dall'obbligo alcune categorie di viaggiatori, elencate nella sezione sanitaria della scheda sul sito Viaggiare Sicuri.
San Marino - A seguito dell'evolversi della situazione epidemiologica nella Repubblica di San Marino le Autorità locali hanno emanato un decreto legge contenente ulteriori misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, che rimangono in vigore fino alle ore 23:59 del 28 febbraio 2021 sull’intero territorio sammarinese. Nel permanere l’obbligo di avere con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratore, di indossarli correttamente sui mezzi di trasporto pubblici, in luoghi chiusi aperti al pubblico e in luoghi all’aperto o al chiuso, dove non sia possibile rispettare il distanziamento interpersonale di almeno un metro, tale Decreto Legge prevede le seguenti principali disposizioni: - sono vietati gli spostamenti sia in entrata che in uscita tra San Marino e le regioni italiane in cui sono vigenti misure restrittive di contenimento di un elevato rischio epidemiologico (c.d. zone rosse); sono consentiti unicamente gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità e per motivi di studio (svolgimento della didattica in presenza ove consentita). È consentita la mobilità da e per la Repubblica di San Marino:  - con i territori dei comuni italiani limitrofi nei periodi di vigenza negli stessi di misure restrittive di contenimento di un medio rischio epidemiologico (c.d. zone arancioni); - con i comuni e le province delle regioni italiane limitrofe, nei periodi di vigenza negli stessi di misure restrittive di contenimento di un basso rischio epidemiologico (c.d. zone gialle). L’ingresso nella Repubblica di San Marino, per coloro che provengono da Paesi diversi da Italia e Città del Vaticano, o che abbiano soggiornato al di fuori di questi due Paesi nei 14 giorni precedenti, è consentito a fronte della presentazione all’Autorità Sanitaria nazionale di apposito certificato che attesti la negatività al coronavirus, tramite sottoposizione a tampone molecolare non oltre 48 ore prima dell’ingresso in territorio oppure di apposito certificato di avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2 per la verifica di conformità ai protocolli sanitari vigenti a San Marino ai seguenti indirizzi email: laboratorio.analisi@iss.sm oppure laboratorioanalisi@pec.sm
Slovacchia - Per quanto riguarda gli ingressi dall’estero a partire dall'8 febbraio 2021, viene imposto l'obbligo per tutti coloro che entrano nel Paese di presentare un risultato negativo per il test Covid-19 molecolare effettuato non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese o, in alternativa, di segnalare la propria presenza alle autorità sanitarie locali e sottoporsi ad un isolamento domiciliare. L’isolamento domiciliare termina dopo un esito negativo del test RT-PCR, effettuato non prima dell’8° giorno dopo il rientro, oppure dopo il 14° giorno di quarantena. A partire da mercoledì 17 febbraio 2021, l’obbligo di isolamento domiciliare di 14 giorni riguarderà invece tutti coloro che entrano nel Paese. Tale obbligo diventa generalizzato e non superabile neppure con la presentazione di un risultato negativo per il test Covid. L’isolamento domiciliare può terminare prima dei 14 giorni dopo un esito negativo del test effettuato non prima dell’8° giorno dopo l’ingresso in Slovacchia. Per informazioni sulle misure restrittive interne consultare la sezione Situazione sanitaria sulla scheda di Viaggiare Sicuri.
Slovenia - La Slovenia ha adottato un sistema di classificazione dei paesi inserendo nella lista rossa i Paesi, tra cui l’Italia, considerati ad alto rischio di contagio. Maggiori dettagli a questo link. Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all'ingresso in Slovenia oppure presentare un test negativo, effettuato in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel paese per i test PCR o 24 ore per i test rapidi. Dal 13 febbraio 2021 tra le eccezioni all’obbligo di isolamento e di presentazione del referto negativo al test sono previsti anche i seguenti casi: - persona che presenta un certificato relativo al risultato positivo HAGT (test antigenico rapido) o PCR al SARS-CoV-2 rilasciato almeno 21 giorni prima ma non oltre i sei mesi precedenti o un certificato medico che attesti che la persona ha avuto il COVID-19 e che non sono trascorsi più di sei mesi dall’inizio dei sintomi; -persona che presenta un certificato di vaccinazione anti COVID-19 dimostrando che dalla seconda dose del vaccino prodotto da Biontech/Pfizer sono passati più di 7 giorni, mentre per i vaccini prodotti da MODERNA 14 e AstraZeneca più di 21 giorni; - transito entro 6 ore, a condizione di poter accedere senza problemi al successivo Paese di transito o destinazione; - trasportatori, con un tempo massimo di permanenza di 8 ore. Altre eccezioni sono state invece eliminate (visita a case o barche in Croazia, lavori agricoli). L’elenco completo delle eccezioni è consultabile nel sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 4)  Solo per le categorie di viaggiatori indicati di seguito ai punti da 1 a 4, a partire dal 6 febbraio 2021, se provenienti da un Paese UE-Schengen nel quale l’incidenza su 14 giorni di  SARS-CoV-2 per 100.000 abitanti è inferiore a quella registrata in Slovenia, l’ingresso nel Paese è consentito senza obbligo di quarantena domiciliare e senza obbligo di presentazione del referto negativo a test COVID-19; se invece sono provenienti da Paese UE-Schengen in cui  l’incidenza su 14 giorni di  SARS-CoV-2 per 100.000 abitanti è superiore a quella registrata in Slovenia l’ingresso nel Paese è consentito senza obbligo di quarantena domiciliare, se si presenta referto negativo ad un test COVID-19 effettuato entro i sette giorni precedenti l’arrivo. Per i viaggiatori indicati ai punti da 1 a 4 provenienti dall’Italia, pertanto,  non è al momento in vigore l’obbligo di presentazione del test. 1. lavoratori transfrontalieri giornalieri, con rapporto di lavoro in uno degli Stati UE o altri Stati dello spazio Schengen, dimostrandone prova oppure una dichiarazione sottoscritta che giustifichi il passaggio del confine in qualità di lavoratore migrante giornaliero con l’obbligo di rientro entro 14 ore dal passaggio del confine; 2. persona che attraversa il confine quotidianamente o occasionalmente per motivi scolastici e di studio o per svolgere ricerche scientifiche nella in Slovenia o in un altro Stato membro UE o Spazio Schengen, presentando una documentazione adeguata. Se si tratta di un minorenne, è consentito l’ingresso alle stesse condizioni a chi lo accompagna in macchina ma con l’obbligo di rientrare attraversando il confine subito dopo aver effettuato il viaggio; 3. cittadino di uno Stato UE o Spazio Schengen che giunge da un altro Stato membro UE o Spazio Schengen dove svolge assistenza a persone bisognose di sostegno, assistenza o cura dei membri della famiglia, assistenza parentale e contatti con i figli, lavori di manutenzione in edificio o terreno privato di sua proprietà, affitto o uso, o in cui svolge attività volte ad attenuare rischi imminenti per la salute, la vita e il patrimonio, rientrando attraverso il confine entro 12 ore dal transito del confine. 4. persona che ha appuntamento per prestazioni mediche nella Repubblica di Slovenia e rientra attraversando il confine non appena ha terminato la visita. Se la prestazione medica è per un minorenne, al tutore è consentito l’ingresso alle stesse condizioni, se viaggiano insieme. Dal 13 febbraio 2021 i valichi di confine con l’Italia sono tutti transitabili. Dal 15 febbraio 2021 sono consentiti  gli spostamenti tra i Comuni della Slovenia, tuttora vietati con alcune eccezioni, tra le quali trasportatori e persone in transito verso altri Paesi e verso l’aeroporto di Lubiana, o in rientro presso il proprio domicilio in Slovenia. Le eccezioni sono elencate nel sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 5 e 6, auto-dichiarazione slovena) 
Spagna - È consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Tuttavia, fino al 1 marzo 2021 sono stati ristabiliti i controlli alla frontiera terrestre col Portogallo: in virtù di tale misura, è permessa l’entrata in Spagna dal Portogallo, per via terrestre, solo a: residenti in Spagna; residenti in altri Paesi UE diretti verso il proprio domicilio; lavoratori; chi accrediti motivi di forza maggiore o di necessità; personale diplomatico. Chi arriva - per via aerea o marittima - dall'Italia, dagli altri Paesi UE e da una cinquantina di Paesi extra UE, deve presentare un certificato che attesti di essersi sottoposto a un tampone molecolare (PCR), risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese. Non sono ammessi i test rapidi (antigenici). Prima dell'arrivo in Spagna per via aerea o marittima è necessario anche compilare un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Per i passeggeri che utilizzano la via marittima, attualmente il formulario può essere presentato solo in formato cartaceo, disponibile a questa pagina del Ministero della Salute. 
Svezia - A partire da sabato 6 febbraio 2021 e fino al 31 marzo 2021 è stato introdotto l'obbligo per i cittadini stranieri in arrivo di esibire un certificato di test covid negativo (molecolare o antigenico) all'ingresso in Svezia effettuato entro le 48 ore antecedenti all'ingresso. Sono previste eccezioni per alcune categorie alle quali le Autorità svedesi raccomandano comunque di effettuare un test molecolare all’arrivo e un secondo tampone dopo 5 giorni, oppure di isolarsi per 7 giorni (vedere sezione sanitaria sulla scheda del sito Viaggiare Sicuri). Rimangono chiuse, con poche eccezioni, le frontiere tra la Svezia e i vicini Paesi scandinavi.
Svizzera - Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare il sito ufficiale dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica svizzera. A partire dall’8 febbraio 2021 entrano in vigore nuove regole per l’ingresso in Svizzera. Coloro che provengono dalle regioni ad alto rischio, come identificate dalle Autorità locali, devono presentare un test PCR con esito negativo effettuato non oltre 72 ore prima dell'ingresso nel Paese e sono, comunque, sottoposti ad obbligo di quarantena. Quest'ultima ha durata di dieci giorni ma può essere terminata a partire dal settimo giorno in caso di test rapido o PCR, effettuato dall'interessato a proprie spese, con esito negativo. L'obbligo di effettuare un test PCR scatta anche per tutti coloro che arrivano in Svizzera per via aerea, indipendentemente dalla provenienza, con controllo effettuato all'imbarco sul volo.
Dalla stessa data entra, inoltre, in vigore l'obbligo di registrazione dei propri dati di contatto per tutti coloro che entrano nel Paese con mezzo di trasporto pubblico.
Ungheria - L'Ungheria mantiene la chiusura delle frontiere agli stranieri. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo. Tra le eccezioni previste: - viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria; - cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;  - mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali.

VIAGGI IN EUROPA - Regno Unito
Dal 23 dicembre 2020, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (inclusi isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro e i territori situati al di fuori del continente europeo per i quali il Regno ha la responsabilità delle relazioni internazionali) passa in Elenco E. Di conseguenza, ci si potrà recare in Regno Unito solo per i motivi indicati all’art. 6 comma 1 del DPCM 3 dicembre 2020 (lavoro, assoluta urgenza, salute, studio, rientro presso domicilio/abitazione/residenza). 
- Per rientrare in Italia dal Regno Unito, si veda paragrafo "Ingressi in Italia" più avanti.
- Ai viaggiatori in ingresso nel Regno Unito vengono richiesti i quattro seguenti adempimenti:
1) presentare il risultato negativo di un test COVID-19 effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza e che soddisfi i parametri indicati dal Governo britannico. L’obbligo di mostrare un test con risultato negativo si applica agli arrivi da tutto il mondo e include anche i viaggiatori in transito e quanti si rechino dal Regno Unito all’estero per viaggi di durata inferiore a 3 giorni (in quel caso, il test potrà essere effettuato prima della partenza dal Regno Unito e mostrato al rientro). È richiesto che il risultato del test COVID-19 sia in lingua inglese, francese o spagnola e indichi, oltre all’esito negativo dell’esame, il nome del viaggiatore come indicato sul passaporto/carta d’identità, la data di nascita, la denominazione dell’esame effettuato e i recapiti del centro medico che lo ha effettuato.
2) Compilare un FORMULARIO ONLINE (“travel locator form”) nei due giorni precedenti la partenza. Nel formulario viene richiesto un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati.
3) Osservare un isolamento cautelare di 10 giorni. Il luogo dove sara effettuata la quarantena (indirizzo privato o COVID hotel) varia a seconda del Paese di provenienza. Maggiori informazioni qui. È possibile ridurre la quarantena a 5 giorni utilizzando l'opzione test-to-release (se non si giunge/si è transitato in uno dei paesi oggetto di "travel ban") effettuando un test a pagamento il 5° giorno di auto isolamento. Tale test va prenotato separatamente, riportando l'avvenuta opzione nel Passenger Locator Form. Si può optare per il test-to-release anche una volta arrivati in UK, compilando un nuovo PLF. Rimane un'opzione volontaria, per ridurre i tempi dell'auto isolamento ma non sostituisce i test obbligatori pre-partenza ed in occasione del 2° ed  8° giorno.
4) Effettuare due test COVID-19 in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese. I due COVID test devono essere prenotati e pagati prima dell’ingresso nel Paese (£210) tramite il portale dedicato. Successivamente al pagamento verrà inviata per posta un covid-test-kit, all’indirizzo indicato nel Regno Unito. Il numero di prenotazione va riportato nel Passenger Locator Form. Senza prenotazione, relativa compilazione PLF ed esito negativo del test pre-partenza non si viene imbarcati (primi controlli a carico del vettore) e sono previste consistenti sanzioni.
Durante l’isolamento, è obbligatorio osservare le istruzioni sull’auto-isolamento del governo britannico e sarà consentito uscire dal luogo di auto-isolamento (hotel o indirizzo privato) solo in caso di cure mediche urgenti, necessità di supporto dei servizi sociali, necessità di generi alimentari e/o medicinali che non possono essere procurati con consegne a domicilio o da familiari o amici, funerale di un parente stretto, emergenza (es. incendio nel luogo di auto-isolamento).
L’isolamento dovrà essere osservato anche da chi soggiorna nel Regno Unito per un periodo inferiore ai 10 giorni (per esempio, viaggiatori in transito con necessità di pernottare nel Regno Unito); costoro sono tenuti ad osservare l’isolamento durante la permanenza sul territorio britannico. Si potrà comunque interrompere la quarantena per recarsi al confine e lasciare il Regno Unito.
Gli arrivi internazionali in Scozia, a prescindere dal paese di provenienza, sono soggetti a quarantena nei c.d. COVID-hotel per dieci giorni a proprie spese.
Limitate categorie di viaggiatori sono esentate dall’obbligo di isolamento a prescindere dal Paese di origine dello spostamento. Tra questi, i viaggiatori in transito all’interno dell’area sterile (airside) dell’aeroporto, gli autotrasportatori, i ricercatori ed il personale sanitario, i direttori d’azienda, i giornalisti e gli artisti in tour, con modalità e requisiti specifici per ciascuna categoria (consulta le istruzioni complete; al medesimo link sono indicate le categorie esenti dalla raccolta dei dati).
Per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito, ma al di fuori dell’Inghilterra, si prega di fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme del resto del Paese. Ciascuna regione limita gli ingressi dal resto del Regno Unito per finalità specifiche, elencate sui rispettivi siti web.
Si rimanda per maggiori informazioni al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Londra.


VIAGGI IN EUROPA - TUTTI GLI ALTRI STATI
Fino al prossimo DPCM non sono permessi gli spostamenti liberi dei cittadini italiani da/per Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, RussiaIn particolare, rimangono consentiti solo i viaggi per motivi di studio/lavoro/salute/estrema necessità, NON per motivi di turismo/familiari. Riportiamo comunque gli avvisi relativi a questi Paesi:

- Albania - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Albania non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria. Si ricorda al riguardo che, sono ancora vietati gli spostamenti da/per Paesi extra UE ed extra Schengen, con alcune limitate eccezioni, salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio  o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità). Chi dovesse recarsi in Albania dall’Italia, per motivi consentiti dalla normativa, è tenuto ad effettuare l’isolamento fiduciario e ad attivare la sorveglianza sanitaria al rientro in Italia. Maggiori informazioni sul sito Viaggiare Sicuri e sul sito dell'Ambasciata italiana a Tirana.
- Bosnia Erzegovina - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Bosnia Erzegovina non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Le norme attualmente in vigore condizionano l'ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina alla presentazione alle Autorità di frontiera dei risultati di un test PCR per il virus COVID-19, non più vecchio di 48 ore, che attesti la negatività dell'individuo. Sono esentati dall'obbligo di presentazione del certificato i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi NATO, i trasportatori merci e gli equipaggi. Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza. L'attraversamento della striscia di Neum è in ogni caso consentito a patto di non sostare nel territorio della Bosnia Erzegovina e di raggiungere la frontiera nel più breve tempo possibile. Tutti i cittadini stranieri, inclusi gli autisti per trasporto merci, possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento). 
- Serbia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Serbia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri. Le Autorità serbe non pongono limitazioni all’ingresso per chi proviene direttamente dall’Italia. Per fare ingresso sul territorio della Repubblica di Serbia dall’estero per cittadini stranieri non residenti è necessario un test PCR negativo risalente a massimo 48 ore prima dell’ingresso. Tuttavia quest’ultima disposizione non si applica ai transiti purché avvengano nell’arco delle 12 ore. Tutti coloro che rientrano in Serbia sono obbligati ad auto segnalarsi presso le Autorità sanitarie locali attraverso il seguente sito. Tutti coloro che faranno ingresso nel Paese dovranno esibire un test PCR negativo, risalente a non oltre le 48 ore antecedenti. La misura è obbligatoria per i cittadini stranieri non residenti (ad eccezione delle seguenti categorie: membri di missioni diplomatiche e organizzazioni internazionali; personale militare nell'esercizio delle proprie funzioni; cittadini stranieri in transito nel Paese, fino ad un massimo di 12 ore; i passeggeri e il personale di volo in transito attraverso gli aeroporti serbi; bambini fino a 12 anni se il tutore legale o un'altra persona che accompagna il bambino ha un test negativo; personale nel trasporto internazionale di merci e passeggeri (camion, autobus, nave, treno). Per i cittadini serbi e i cittadini stranieri residenti la presentazione del test PCR negativo è alternativa a 10 giorni di autoisolamento, terminabile con il test PCR negativo fatto poi in Serbia. Si segnala che, a partire dal 20 gennaio 2021, ai cittadini stranieri non residenti che entrino in Serbia per motivi d'affari è consentito entrare temporaneamente senza test, con l'impegno di produrre, entro 24 ore dall'ingresso, un risultato negativo del test PCR o antigenico, emesso da un istituto riconosciuto in Serbia. La Camera di Commercio di Serbia è identificata come ente a cui rivolgersi per l'intermediazione con le Autorità relativamente a questa procedura (per i dettagli vedere sezione sanitaria di questa scheda).
- Montenegro - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Montenegro non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 luglio 2020, il Montenegro ha disposto la riapertura delle frontiere con tutti i Paesi dell'Unione Europea. Dall’11 al 25 febbraio 2021 sono in vigore su tutto il territorio nazionale nuove misure di contenimento, con misure specifiche disposte per le municipalità di Budva e Tivat (in cui la situazione epidemiologica è più grave). In particolare, si segnala che è stato abolito l’obbligo di presentare un test (PCR, IgG o IgM) ai fini dell’ingresso in Montenegro dalla maggior parte dei Paesi. Tuttavia, dall’11 febbraio 2021 vi è l’obbligo di presentare un test PCR con risultato negativo, effettuato da un massimo di 72 ore, per tutti coloro che provengono dai seguenti Paesi: Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Francia, Portogallo, Spagna, Danimarca, Olanda, Irlanda, Belgio, Repubblica Ceca, Israele, Malta, Lituania, Lettonia, Estonia, Stati Uniti d'America, Brasile, Sudafrica, India, Bahrein e Libano. In caso di provenienza da uno dei Paesi elencati, in assenza di un test, i cittadini montenegrini e gli stranieri con residenza permanente o temporanea in Montenegro possono comunque entrare nel Paese; in questo caso, viene disposto un periodo di quarantena (autoisolamento) di 14 giorni, che potrà essere interrotto dopo sei giorni in caso di test PCR con esito negativo. L'obbligo di presentare il test PCR non riguarda i minori fino a 5 anni di età.
- Macedonia del Nord - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Macedonia del Nord non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Il Governo della Repubblica di Macedonia del Nord ha riaperto tutte le proprie frontiere a partire dal 26 giugno 2020, per cui tutti coloro che faranno ingresso nel territorio della Repubblica di Macedonia del Nord (sia cittadini macedoni sia cittadini stranieri) non saranno più soggetti ai passati requisiti e restrizioni. Le frontiere sono aperte senza più restrizioni anche per i viaggiatori in solo transito attraverso il territorio macedone. 
- Kosovo - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Kosovo non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Salvo limitate eccezioni (transito, trasportatori, diplomatici), tutti i cittadini stranieri provenienti da Paesi considerati ad alto rischio (tra cui l’Italia) devono presentare un certificato di negatività al Covid-19, rilasciato non più di 72 ore prima dell’ingresso nel Paese, in assenza del quale è previsto un periodo di autoisolamento di 7 giorni. 
- Moldavia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Moldavia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 settembre viene applicato un regime diverso per l'ingresso nella Repubblica di Moldova per i cittadini stranieri e per gli apolidi a seconda che provengano da Paesi a limitato (zona verde) o elevato (zona rossa) rischio epidemiologico. L’elenco dei Paesi della zona rossa per i quali è previsto il regime di autoisolamento, consultabile a questo link, è valido dal 4 gennaio 2021 fino a nuovo avviso e non include l’Italia. A) Coloro che provengono direttamente da Paesi della zona verde possono entrare nella Repubblica di Moldova senza compilare alcuna dichiarazione epidemiologica e senza sottoporsi ai 14 giorni di auto-isolamento, sempre a condizione che non abbiamo transitato in Paesi nella zona rossa. B) Ai cittadini stranieri e agli apolidi che provengano da Paesi nella zona rossa non è permesso l'ingresso nella Repubblica di Moldova, con alcune eccezioni, per le quali si rimanda alla sezione sanitaria della scheda sul sito Viaggiare Sicuri. A partire dal 13 gennaio è consentito l’ingresso nella Repubblica di Moldavia, a coloro i quali abbiano ricevuto la vaccinazione COVID-19 e siano in possesso di relativa certificazione, indipendentemente dalla categorizzazione del paese di provenienza. Essi saranno inoltre esenti dall'autoisolamento fiduciario. In Transnistria le misure di restrizione all'ingresso sono state prorogate fino al 1 aprile 2021. 
- Bielorussia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Bielorussia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. In risposta all'emergenza sanitaria causata da COVID-19, le Autorità bielorusse hanno introdotto per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di isolamento fiduciario per 10 giorni. A partire dal 21 dicembre è previsto anche l’obbligo di produrre, all’arrivo in aeroporto, un test PCR di negatività al COVID-19 rilasciato non più di 72 ore prima della data di arrivo. Il test in questione deve essere redatto in lingua inglese, russa o bielorussa.
- Ucraina - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Ucraina non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. La distinzione dei Paesi in “zona verde” e “zona rossa” e’ operata dalle Autorità ucraine, sistematicamente aggiornata in base all'evoluzione del quadro epidemiologico e consultabile al seguente link (solo in ucraino). Si raccomanda pertanto di mantenere attentamente monitorato il link di cui sopra per verificare, soprattutto a ridosso del proprio viaggio in Ucraina, il collocamento dell’Italia nella lista dei Paesi della “zona verde” e della “zona rossa” prodotta da queste Autorità. Tutti i cittadini stranieri che entrano in Ucraina (con la sola eccezione dei titolari di permesso di soggiorno nel Paese), indipendentemente dalla provenienza da “zona verde” o “zona rossa”, devono comunque essere provvisti di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della Scheda sul sito Viaggiare Sicuri (Avvertenze). Attualmente l’Italia e’ inserita nella "zona rossa", il che implica che chi fa ingresso in Ucraina dall’Italia deve: esibire un PCR test con esito negativo eseguito non oltre le 48 ore dall’arrivo nel Paese; oppure sottoporsi a PCR test all’arrivo nel Paese. In tal caso sarà necessario scaricare l’applicazione per smartphone "Diy Vdoma (Agisci a casa)” e porsi in isolamento fiduciario sino alla ricezione della notifica dell’esito negativo del PCR test effettuato. Per scaricare ed utilizzare l’applicazione è necessario disporre di una SIM ucraina. Indicazioni su come scaricare ed utilizzare l’applicazione saranno fornite dalle Autorità di frontiera all’ingresso nel Paese. L’applicazione e’ dotata di un dispositivo di geolocalizzazione ed invia notifiche e richieste in ucraino; oppure sottoporsi ad isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni da completare attraverso l’applicazione per smartphone "Diy Vdoma (Agisci a casa)"; oppure se non si intende scaricare l’applicazione "Diy Vdoma (Agisci a casa)" o non si rispettano i termini dell’isolamento fiduciario, si e’ tenuti a completare i 14 giorni di quarantena in una delle strutture all’uopo preposte dal Governo. I visitatori provenienti da Paesi "rossi" che possono dimostrare di aver trascorso i 14 giorni precedenti all'arrivo in Ucraina in Paesi "verdi" non saranno tenuti a seguire una delle procedure sopra descritte (non essendo previsto l’obbligo di isolamento fiduciario o di osservazione per chi arriva dai Paesi “verdi”).
- Russia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Russia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Resta in vigore a tempo indeterminato il divieto di ingresso degli stranieri nel territorio della Federazione Russa, salvo che per coloro i quali rientrino nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo (dettagliate su questo sito), ad esempio lavoratori “altamente specializzati” segnalati dal loro datore di lavoro con sede in Russia (con procedura da avviare in Russia almeno due settimane prima del programmato ingresso), agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno ("vid na zhitelstvo"). Per l’elenco completo e modalità di attestazione e presentazione della documentazione, consultare la sezione “Informazioni Generali – Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese” su Viaggiare Sicuri. Soltanto alle predette categorie di persone verrà consentito l’accesso nel Paese. Se non si rientra nelle eccezioni al divieto di ingresso, è ancora previsto il respingimento in frontiera russa o il mancato imbarco dalle aerolinee negli scali di partenza o intermedi di connazionali muniti del solo visto. Prima di mettersi in viaggio, si consiglia ai connazionali rientranti nelle categorie a cui è consentito l’accesso nella Federazione di verificare attentamente il possesso della documentazione richiesta. Gli stessi dovranno inoltre organizzare il proprio trasferimento dall’aeroporto al luogo di soggiorno con un mezzo proprio o autista privato essendo precluso l’utilizzo di taxi o mezzi pubblici. I passeggeri provenienti dall'estero devono presentare un certificato di negatività al COVID-19 (in russo o in inglese) risultante da test (tampone molecolare) effettuato non più di 72 ore prima dell’atterraggio in Russia. E’ stato abolito l’obbligo di quarantena per gli stranieri in ingresso nella Federazione con l’eccezione dei lavoratori per i quali essa è, in base alla normativa russa vigente, ancora obbligatoria anche in presenza di tampone COVID negativo.
ONDE EVITARE RESPINGIMENTI ALL’IMBARCO SI RIBADISCE CHE L’INGRESSO NEL PAESE E’ AMMESSO SOLO PER COLORO CHE RIENTRINO IN UNA DELLE CATEGORIE DETTAGLIATE SU questo sito. TRANSITO. Il divieto di ingresso nel territorio della Federazione Russa non riguarda i passeggeri stranieri in transito. Tutti i passeggeri provenienti dall'estero – anche in transito - devono presentare un certificato di negatività al COVID-19 (in russo o in inglese) risultante da test (tampone molecolare) effettuato non più di 72 ore prima dell’atterraggio in Russia.
 
 
VIAGGI NEL MONDO
Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri.
 
1. Paesi della "Lista D":
Verso questi Paesi:
- Ruanda
- Giappone, Repubblica di Corea, Singapore, Thailandia
- Australia, Nuova Zelanda
secondo il DPCM del 3 dicembre sono consentiti gli spostamenti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo (fatte salve le limitazioni disposte in Italia a livello regionale). Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’apposita dichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento in rientro dai Paesi dell’elenco D; i casi di eccezione sono riportati sotto, nel paragrafo dedicato.

Attenzione, però! La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi non esclude però che questi Paesi possano porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su Viaggiare Sicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali. 

In particolare (dati aggiornati al 25 febbraio):
- Ruanda. Le frontiere terrestri ed aeree sono riaperte. Per l’ingresso nel Paese, ai viaggiatori è richiesto di registrarsi su apposito sito e di allegare un test PCR che ne attesti la negatività al COVID-19 eseguito 72 ore prima della partenza (i minori di 5 anni sono esenti). Vi è inoltre l’obbligo, una volta giunti in Ruanda – anche per i passeggeri in transito se quest’ultimo è superiore alle 24h- di sottoporsi ad un nuovo test PCR (costo: 60 dollari americani) e di soggiornare, a proprie spese, in strutture appositamente individuate dalle autorità locali in attesa di ricevere i risultati. Successivamente, è obbligatorio iniziare un periodo di autoisolamento di 7 giorni alla fine del quale un ulteriore test verrà effettuato gratuitamente dal personale sanitario preposto. Per i viaggiatori in partenza da Kigali, è richiesto un test PCR che ne attesti la negatività al COVID-19 eseguito 120 ore prima della partenza (i minori di 5 anni sono esenti). Per i dettagli, si rimanda a questo sito. I viaggiatori in possesso di un risultato di test PCR negativo possono muoversi liberamente sul territorio ruandese. Per ulteriori informazioni, consultare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Kampala.
- Giappone. I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone. Fino al 7 marzo 2021 è sospesa la possibilità di chiedere il visto di rientro alle rappresentanze diplomatiche e consolari giapponesi, per quanti abbiano già lo status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per studio o lavoro), così come la possibilità di richiedere un visto per effettuare visite brevi d’affari su invito di aziende locali. Maggiori informazioni su casi specifici sulla scheda del sito Viaggiare Sicuri.
- Corea del Sud. Dal 1 aprile 2020 è in vigore la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo in Corea. Dall’8 gennaio 2021 tutti gli stranieri che entrano in Corea del Sud attraverso gli aeroporti del Paese (e a partire dal 15 gennaio 2021 dai porti sudcoreani) devono presentare la conferma dell’esito negativo del tampone PCR COVID-19 emessa entro le 72 ore precedenti la data di partenza. L'esito del test va presentato in inglese o in coreano, oppure con traduzione certificata in inglese. Tutti i viaggiatori, anche se asintomatici, sono sottoposti al test COVID-19 nelle apposite strutture sanitarie allestite presso il porto o l'aeroporto d'ingresso. Le persone risultate positive sono ricoverate per il trattamento in apposite strutture o sottoposte al monitoraggio presso un "Living Treatment Center" a seconda della gravita' dei sintomi, mentre le persone risultate negative devono osservare l'autoisolamento monitorato di 14 giorni. I cittadini stranieri asintomatici in possesso di visti d'ingresso di lungo termine che hanno una residenza in Corea devono osservare la quarantena presso il proprio domicilio. I cittadini stranieri con visti di breve termine e tutti gli altri viaggiatori sprovvisti di un domicilio in Corea devono autoisolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione a spese proprie, che possono arrivare fino a 150.000 Won sudcoreani pari a circa 110 Euro al giorno.  Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici (A1), visti ufficiali (A2) e nel caso di presenza di specifici accordi bilaterali con il Paese di provenienza (A3). E' inoltre possibile ottenere un apposito certificato (Isolation Exemption Certificate) per viaggi d’affari e visite accademiche o umanitarie da parte delle autorità diplomatico-consolari coreane competenti al rilascio del visto d’ingresso. In entrambi i casi, il viaggiatore è comunque sottoposto al test al COVID-19 all'arrivo nel Paese ed e soggetto al c.d. "monitoraggio attivo" attraverso la registrazione sulla Self-Analysis App e le telefonate a cadenza giornaliera da parte delle autorità sanitarie coreane. Non sono soggetti alla quarantena coloro che rimangono esclusivamente nell’area transiti dell’Aeroporto Internazionale di Incheon, ma una volta abbandonata tale area, anche soltanto per prelevare il proprio bagaglio, tutti i passeggeri sono sottoposti alle misure di quarantena. E’ sospesa la validità dei visti rilasciati prima del 5 aprile 2020. Tutti coloro che devono entrare in Corea del Sud dovranno essere dotati di apposito visto d’ingresso. Dal 13 aprile è necessario il visto anche per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni.
- Singapore. Per tutti i viaggiatori a breve termine provenienti dall'Italia permane il divieto d’ingresso a Singapore.
- Thailandia. Le autorità thailandesi hanno prorogato al 28 febbraio 2021 lo stato di emergenza nazionale decretato il 26 marzo in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Non sono consentiti i transiti aeroportuali. Rimangono chiuse dal 21 marzo 2020 tutte le frontiere terrestri. Nel caso di ingresso nel Paese da parte di viaggiatori stranieri (per motivi diversi da quelli indicati sul sito Viaggiare Sicuri), prima di partire è necessario richiedere all’Ambasciata di Thailandia nel Paese in cui ci si trova un’apposita autorizzazione (c.d. Certificate of Entry); la procedura puo’ essere avviata online accedendo al seguente sito, gestito dalle Autorita’ thailandesi. E’ previsto per tutte le categorie l’obbligo di osservare, una volta giunti in Thailandia, 14 giorni di quarantena, a proprie spese, presso strutture e alberghi indicati dalle Autorità, che andranno prenotati in anticipo.
- Australia. Permane il totale divieto di ingresso in Australia per i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese estero, tranne che per gli australiani, gli stranieri residenti permanenti ed alcune limitate categorie autorizzate caso per caso. A partire dal 22 gennaio 2021 è obbligatorio, prima della partenza per l’Australia, presentare l’esito negativo di un test COVID-19 PCR. Il test deve essere effettuato entro le 72 ore precedenti la partenza ed il risultato, preferibilmente cartaceo e tradotto in inglese, deve essere presentato al primo check-in aeroportuale della tratta aerea.  Tale disposizione si applica a tutti i viaggiatori di età superiore ai 5 anni, anche se vaccinati. Coloro che rientrano devono effettuare la quarantena di 14 giorni in strutture designate dalle Autorità locali, anche se si è effettuata la vaccinazione o si è in possesso di test COVID-19 negativo. 
- Nuova Zelanda. Le frontiere della Nuova Zelanda continuano ad essere chiuse, tranne che per i cittadini neozelandesi e gli stranieri residenti permanenti. Tutti i viaggiatori ammessi all’ingresso in Nuova Zelanda devono osservare 2 settimane di quarantena obbligatoria in strutture gestite dal Governo neozelandese.
 
2. Paesi della "Lista E"
In tutti gli altri Paesi del mondo (quindi: Regno Unito + tutti i Paesi extra UE, extra Schengen e extra lista D), almeno fino al 15 gennaio i viaggi potranno essere effettuati soltanto per motivi di lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione e per motivi di studio. Quindi, come esplicita il sito Viaggiare Sicuri: NON SONO CONSENTITI VIAGGI PER TURISMO in tutti questi Paesi fino al prossimo Decreto.
 
Ricordiamo che il consueto punto di riferimento per ogni comunicazione è il sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare il sito prima di mettersi in viaggio; la situazione può essere diversa per gli italiani che sono residenti nei vari Paesi all'estero, per i quali i provvedimenti cambiano da Stato a Stato.

Il Ministro della Salute, con Ordinanza 16 gennaio 2021, in vigore fino almeno al 31 gennaio 2021, ha disposto la sospensione del traffico aereo dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia per tutti coloro che provengono dal Brasile o che vi abbiano soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia. Al momento, non sono previste eccezioni.



INGRESSI IN ITALIA
In generale: il DPCM 14 gennaio, valido fino al 5 marzo, prevede che possano essere disposte limitazioni per specifiche aree del territorio nazionale o specifiche limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri. Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri.

***Chi può entrare liberamente in Italia, senza specificare il motivo del viaggio ma con l'OBBLIGO DI TAMPONE PREVENTIVO/DI QUARANTENA DI 14 GIORNI?

1. I cittadini provenienti dai Paesi dell'Unione Europea/Schengen (elenco C);
2. I cittadini provenienti da 8 Paesi extraeuropei; chi è cittadino UE/Schengen; chi ha relazione affettiva in Italia.


1.
Nello specifico, per i cittadini provenienti dai Paesi dell'Unione Europea/Schengen (elenco C):
 
- INGRESSI IN ITALIA DAI PAESI DELL'ELENCO C
Per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. Non è previsto l’isolamento fiduciario all’arrivo, ma rimane l’obbligo di comunicare al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale il proprio ingresso. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Sono previste eccezioni all’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico o a isolamento fiduciario. I casi di eccezione sono riportati in chiusura, nel paragrafo dedicato.

- INGRESSI IN ITALIA DAL REGNO UNITO 
Per il Regno Unito (esclusi isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro e i territori situati al di fuori del continente europeo per i quali il Regno ha la responsabilità delle relazioni internazionali, cui si applica il normale regime previsto per i Paesi in elenco E):
- L’Ordinanza 9 gennaio 2021, prorogata fino al 5 marzo, prevede, in linea generale, il divieto di ingresso in Italia per coloro che abbiano soggiornato/transitato in Regno Unito nei 14 giorni precedenti al tentativo di ingresso in Italia. Il traffico aereo è consentito, ma solo a determinate condizioni.
- Possono entrare/rientrare in Italia, dopo un soggiorno/transito in Regno Unito nei 14 giorni precedenti, a condizione di non presentare sintomi compatibili con COVID-19, solamente le persone che hanno residenza anagrafica in Italia da prima del 23 dicembre 2020 e le persone che si trovino in stato di assoluta necessità. Entrambe le condizioni sono da autocertificare. L’autocertificazione è soggetta a controllo a parte delle autorità competenti.  
- A coloro che rientrino in una delle due categorie precedenti, l’ingresso/rientro in Italia è consentito, a condizione di:
a) presentare al vettore, all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, la certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
b) effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In caso di ingresso nel territorio nazionale mediante volo proveniente dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, il secondo test è effettuato al momento dell’arrivo in aeroporto;
c) indipendentemente dal risultato del test, sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora nei termini di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente del consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.
- A coloro che non rientrano nei criteri indicati (residenza anagrafica in Italia da prima del 23 dicembre 2020 o assoluta necessità), continua ad applicarsi il divieto di ingresso, nei termini previsti dalle Ordinanze 9 gennaio 2021. 
- A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e fermi restando gli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 7 del DPCM 14 gennaio 2021, le disposizioni di cui all’ordinanza del Ministro della salute 9 gennaio 2021 non si applicano all’equipaggio e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci, fermo restando l’obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.
- Non sono previste altre eccezioni. 

Attenzione! Ecco alcune risposte a domande frequenti.

*Quali vengono considerati motivi di "necessità"? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri chiarisce così il riferimento all'articolo 6 relativamente ai motivi di necessità. "All'art. 6 comma 1 del DPCM sono indicate varie voci che, però, non possono essere considerate come "motivi di necessità". A titolo di esempio, l'essere cittadino UE non è un "motivo di necessità" ma una condizione pressoché permanente. Il DPCM deve essere interpretato in senso restrittivo. Se bastasse essere cittadino UE per poter ritenere di rientrare nei motivi di necessità, il senso stesso del DPCM, che è quello di contenere i flussi in ingresso e limitare al minimo gli spostamenti non indispensabili, verrebbe meno. Su ViaggiareSicuri sono volutamente riportati quelli che sono oggettivi motivi di necessità: lavoro, salute, studio, assoluta urgenza (da circostanziare). Il rientro presso residenza/abitazione/domicilio è un motivo di necessità solo se si tratta di un rientro effettivo". 

*Devo effettuare l'isolamento fiduciario se ritorno alla mia residenza? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri chiarisce così le domande relative al rientro presso la propria abitazione e l'obbligo di isolamento fiduciario. "Il rientro presso residenza/domicilio/abitazione può essere considerato un motivo di necessità ove esso sia un rientro reale. Vi sono infatti molti casi di italiani che non hanno regolarizzato la propria posizione all'estero, iscrivendosi in AIRE, e risultano ancora residenti in Italia ma rientrano solo per i giorni delle festività, per ritornare nel Paese C di provenienza subito dopo. E' evidente che, in casi come questi, è richiesto l'isolamento fiduciario". 

*I bambini devono fare il tampone? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri ha specificato che il DPCM non prevede limiti di età (relativamente all'obbligo di tampone in entrata in Italia). 

*È possibile effettuare l'interruzione dell'isolamento fiduciario, abbreviando la quarantena per necessità di ritorno nel Paese europeo di provenienza? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri ha specificato che il DPCM non prevede l'interruzione dell'isolamento fiduciario. 

 
2. Nello specifico, per i cittadini provenienti da 8 Paesi extraeuropei; chi è cittadino UE/Schengen; chi ha relazione affettiva in Italia:

- Può entrare liberamente in Italia, con obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni e sorveglianza sanitaria, chi proviene dai seguenti Stati e territori (elenco D): Ruanda; Giappone, Repubblica di Corea, Singapore, Thailandia; Australia, Nuova Zelanda.

- Il rientro/l’ingresso in Italia da Paesi extra UE/Schengen (Paesi elenco E, vedi sopra) è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e loro familiari. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’apposita dichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). Ecco il facsimile dell'autodichiarazione.

- Il DPCM 14 gennaio 2021 conferma inoltre la possibilità di ingresso in Italia, da Paesi extra UE/Schengen (Paesi elenco E, vedi sopra), per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia).
All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è necessario compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente l’ingresso/il rientro. L’autodichiarazione va mostrata a chiunque sia preposto ad effettuare i controlli. È opportuno essere pronti a mostrare eventuale documentazione di supporto e a rispondere a eventuali domande da parte del personale preposto ai controlli. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). È inoltre necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. Sono previste alcune eccezioni, per le quali si raccomanda la lettura sotto.
Attenzione: la norma non significa che ci sia reciprocità (ovvero, che i residenti in Italia possano liberamente recarsi in questi Paesi).
 
***ECCEZIONI A TAMPONE/QUARANTENA
Attenzione!  
Sono previste alcune, limitate eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza e obbligo di tampone. A condizione che non insorgano sintomi compatibili con COVID-19 e fermi restando gli obblighi di auto-dichiarazione, le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale e all’obbligo di tampone NON si applicano:
a) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
b) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
c) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D (Europa e 8 Paesi extraeuropei) che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro. Tuttavia, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia c’è stato un soggiorno o un transito dai Paesi dell’Elenco C, il test molecolare o antigenico rimane d’obbligo.
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco, nell'esercizio delle loro funzioni;
h) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
i) agli ingressi mediante voli “Covid-tested” (vedere sezione dedicata), conformemente all’ordinanza del Ministro della Salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni e integrazioni.
l) agli ingressi di atleti, tecnici, giudici, commissari di gara e accompagnatori, rappresentanti della stampa estera per la partecipazione alle competizioni sportive di cui all’articolo 1, comma 10, lettera e) che, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, si sono sottoposti ad un test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo.
 
L’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza sanitaria e tampone, inoltre, non si applica:
- all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
- al personale viaggiante;
- agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
- agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Per informazioni sulle modalità di applicazione di quest’ultima esenzione, si raccomanda di consultare la procedura indicata dal Ministero della Salute.
 
Alcuni Esempi forniti dalla Farnesina
Lettera a)
- Il cittadino italiano che, per motivi di salute, fa ingresso in Italia per 3 giorni, provenendo dalla Tunisia, dove è residente, non è sottoposto all’isolamento fiduciario e alla sorveglianza sanitaria.  
- Il cittadino indiano residente negli Stati Uniti (e da lì proveniente) che, per motivi di lavoro, deve entrare in Italia per 4 giorni, non è sottoposto all’isolamento fiduciario e alla sorveglianza sanitaria.
- Un cittadino della Repubblica Ceca e da lì proveniente, senza altri soggiorni o transiti nei 14 giorni precedenti, che debba entrare in Italia per motivi di salute, ad esempio per sottoporsi ad una visita o ad un intervento chirurgico, con una permanenza in Italia di 4 giorni, può entrare senza obbligo di test molecolare o antigenico (solo se la permanenza in Italia non supera i 5 giorni in totale).
 
Lettera b)
- Un cittadino serbo, in transito via terra con la propria auto per recarsi in Portogallo, può attraversare l’Italia senza obbligo di isolamento fiduciario se la sua permanenza in Italia non supera le 36 ore.
 
Lettera c)
- Il cittadino australiano, proveniente dall’Australia, con uno scalo negli Emirati Arabi Uniti, senza altri soggiorni o transiti nei 14 giorni precedenti, che entra in Italia perché la sua azienda lo ha trasferito presso la propria sede italiana, non è sottoposto all’isolamento fiduciario e alla sorveglianza sanitaria, indipendentemente dalla durata della permanenza in Italia. 
- Il cittadino tedesco, proveniente dagli Stati Uniti, senza altri soggiorni o transiti nei 14 giorni precedenti, che debba entrare in Italia per motivi di lavoro, indipendentemente dalla durata del soggiorno di lavoro in Italia, non è sottoposto all’isolamento fiduciario e alla sorveglianza sanitaria.
Attenzione – Soggiorni/Transiti dai Paesi dell’elenco C:
- Il cittadino francese che deve entrare in Italia dalla Francia perché deve prendere servizio in Italia o deve recarsi in Italia per altri motivi di lavoro, deve sottoporsi a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia.
- Il cittadino giapponese che risiede nei Paesi Bassi (o che ha soggiornato in Spagna nei 14 giorni precedenti) e deve entrare in Italia per comprovati motivi di lavoro, per oltre 120 ore, deve sottoporsi in ogni caso a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia. 
 
***E per tutti gli altri casi? PER CHI PROVIENE DA ALTRI PAESI?
Qualora non si appartenga ad una delle categorie di viaggiatori precedentemente citate e si giunga da Paesi della lista E (ovvero tutti i Paesi extra UE, Schengen e lista D), si può entrare in Italia solo per motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio. È sempre consentito il rientro presso la propria abitazione/domicilio/residenza.

Per chi rientra in Italia da destinazioni non UE e non Schengen, rimane previsto l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni al rientro in Italia, e non è possibile avvalersi di mezzi di trasporto pubblico per raggiungere l’abitazione dove si svolgerà il periodo di isolamento. In particolare, non possono essere usati mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). Riguardo alla quarantena, valgono tutte le eccezioni riportate sopra. Al rientro, rimane sempre per tutti l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.

Il Ministro della Salute, con Ordinanza 16 gennaio 2021, in vigore fino almeno al 31 gennaio 2021, ha disposto la sospensione del traffico aereo dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia per tutti coloro che provengono dal Brasile o che vi abbiano soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia. Al momento, non sono previste eccezioni.


 
VOLI COVID-TESTED
Il Ministro della Salute ha emanato l’Ordinanza 23 novembre 2020, contenente misure urgenti per la sperimentazione di voli “Covid-tested”. Sono considerati voli “Covid-tested” i voli per i quali l'imbarco ai passeggeri è consentito a seguito di obbligatorio test antigenico rapido eseguito prima dell'imbarco o a seguito di presentazione di certificazione attestante il risultato negativo di un test molecolare (RT- PCR) o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, non oltre le 48 ore precedenti all'imbarco.

In via sperimentale, alle persone che intendono  fare  ingresso nel territorio nazionale con  voli  “Covid-tested”,  operativi  dagli aeroporti di Francoforte - Frankfurt  am  Main,  Monaco  di  Baviera - Franz Josef Strauss; Atlanta - Hartsfield-Jackson,  New  York - John Fitzgerald Kennedy e Newark Liberty, con destinazione  l'aeroporto internazionale  Leonardo  da  Vinci  di  Fiumicino, è  consentito l'ingresso e il transito nel territorio nazionale  senza  necessità, laddove  previsto,  di  rispettare  gli  obblighi   di   sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario previsti.
All’ingresso/rientro in Italia, presso l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, i passeggeri possono essere nuovamente sottoposti a test molecolare (RT PCR) o antigenico effettuato per mezzo di tampone.
 
Nel caso di mancato imbarco sul volo “Covid-tested”, per risultato positivo al COVID-19, è previsto, a cura del vettore aereo, il rimborso del biglietto o l'emissione di un voucher di pari importo su richiesta del passeggero, entro quattordici giorni dalla data di effettuazione del recesso e valido per diciotto mesi dall'emissione. Per informazioni sull’effettiva operatività dei voli “Covid-tested” sulle tratte per le quali è in corso la sperimentazione, è necessario rivolgersi direttamente alle compagnie aeree.
 

La possibilità di lasciare commenti a quest'articolo è al momento sospesa per motivi tecnici. Ci scusiamo per il disagio.