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Una nuova legge della Regione Lombardia impone bizzarre regole a chi cammina sulla neve

Vietato camminare sulla neve. A meno che...

di 
Piero Carlesi
27 Gennaio 2015

Attenzione a fare quattro passi sulla neve. Si rischia una sanzione di 250 euro. Questo è il succo di una legge della Regione Lombardia (la n. 26 del 1° ottobre 2014) che vuole regolare la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive, dell'impiantistica sportiva e per l'esercizio delle professioni sportive inerenti alla montagna.
 

L'articolo incriminato è il n. 14. Qui si dice chiaramente che non solo gli sciatori fuoripista e gli sci alpinisti, ma pure gli escursionisti d'alta quota sono soggetti all'obbligo di munirsi di appositi attrezzi e sistemi elettronici quando affrontano una superficie innevata diversa dalle piste sciistiche attrezzate. Per gli addetti ai lavori si chiama Artva, apparecchio elettronico per la ricerca dei sepolti da valanga: una ricetrasmittente finora utilizzato da chi fa sci alpinismo, eliski ed escursionismo sulla neve, che costa almeno un centinaio di euro e che oggi dovrebbe essere presente nello zaino di chiunque si avventura sulla neve fresca, anche per una banale passeggiata "in alta quota".

 

Nulla da eccepire sul fatto che la norma interessi sciatori fori pista e sci alpinisti. Resta qualche perplessità sugli escursionisti d'alta quota. Perché a questo punto anche la banale passeggiata sulla neve dall'albergo a una baita sovrastante per godere di un panorama potrebbe essere soggetta a tale norma. Infatti chi si può definire un “escursionista d'alta quota”? E quale sarebbe il limite della quota oltre la quale si è in “alta quota”? Forse 1500 m? O 2000 m?

Una comune gita dal Pian del Tivano al Monte San Primo (1686 m) rientrerebbe nella casistica normata dalla legge? E fare due passi nella neve attorno a Santa Caterina Valfurva (1780 m) sarà possibile o ci vorrà l'apparecchio elettronico? Non parliamo di una località invernale d'eccellenza come Livigno, che sorge a 1816 m: anche qui chi non scia e vuole fare una passeggiata nella neve nei dintorni potrà farlo liberamente o rischia di prendersi una multa di 250 euro?

 

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Siamo perplessi. Pur condividendo la necessità di prevenire incidenti e tragedie in montagna ci sembra che la norma vada a colpire anche in quel mucchio di persone che desiderano fare semplice turismo in luoghi facili e banali, pur innevati.

Che ne pensate al riguardo?

 
 

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