Scopri il mondo Touring

Scoperta nel 1971, è uno dei fiori all'occhiello del grande sito archeologico presso Fasano

Puglia archeologica: riapre a Egnazia la Tomba delle melegrane

di 
Luca Bonora
8 Febbraio 2018
Dona
Dal primo febbraio è visitabile presso Fasano (Brindisi) la 'Tomba delle melegrane", la tomba a camera messapica (IV-III secolo a.C.) scoperta nel 1971 durante la costruzione del museo nazionale e parco archeologico di Egnazia e inglobata nelle fondazioni dell'edificio. Si tratta di una delle poche tombe monumentali che conservi le porte monolitiche in pietra, in questo caso ancora ruotanti sui cardini. Le pareti sono interamente affrescate e decorate da motivi policromi di tipo architettonico e vegetale, fra cui rami d'edera e melegrane (da qui il nome).
 
La riapertura della “Tomba delle melegrane” è l’occasione di riscoprire uno dei siti archeologici più vasti eppure meno noti del Sud Italia. Sulla strada che collega Bari e Brindisi, a pochi chilometri da Ostuni e Alberobello, Egnazia costituisce infatti l’esempio più esteso di città romana e tardoantica della Puglia.

Il primo insediamento risale all’Età del Bronzo (XV secolo a.C.). Abitata dai Messapi a partire dall’VIII secolo a.C., la città entra a far parte prima della Repubblica e poi dell’Impero romano fino alla sua decadenza nel Medioevo.
 
 
Oggi l’area comprende 15 ettari di parco archeologico e i 1200 mq di superficie espositiva del museo. Della città romana si possono ammirare i resti della Via Traiana, della Basilica Civile con l'aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, della piazza porticata, del criptoportico e delle terme. Tra gli edifici di culto cristiano si segnalano la Basilica Episcopale e la Basilica Meridionale, originariamente pavimentate con mosaici.

Antecedenti alla dominazione romana, le tombe messapiche scoperte nelle necropoli presentano decorazioni pittoriche che forniscono preziose informazioni sulla cultura e le credenze religiose dei Messapi.
 
 
Il Museo fu realizzato negli anni Settanta accanto agli scavi per raccogliere ed esporre i numerosi reperti provenienti dagli scavi, documenta la storia dell’insediamento dalle origini fino al suo declino. Intitolato a Giuseppe Andreassi, che fu prima direttore dell’area archeologica e poi soprintendente archeologo della Puglia.
 
Per salvaguardare gli affreschi le visite sono contingentate: massimo 7 persone ogni 15 minuti. Il biglietto d’ingresso dell'intero parco archeologico costa 8 euro e comprende la visita del museo e dellla Tomba riaperta; è comunque possibile avere accesso alla sola Tomba delle melegrane pagando 3 euro.
 
INFORMAZIONI
Sito archeologico di Egnazia, tel. 0804829056; www.musei.puglia.beniculturali.it.
 
Dona