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Da Muggia a Cormons, il viaggio di tre ragazzi (e di molti altri amici) lungo il sentiero più lungo del mondo

Parte Va' Sentiero. Il racconto della prima settimana, in Friuli Venezia Giulia, tra ricordi di guerra e bicchieri di vino

di 
Stefano Brambilla
8 Maggio 2019

Il Touring Club Italiano sostiene Va' Sentiero, il progetto di tre ragazzi che da maggio 2019 percorrereranno tutto il Sentiero Italia. Alla pagina www.touringclub.it/vasentiero tutti gli articoli dedicati al cammino, con resoconti settimanali e approfondimenti sulle varie tappe. Seguite anche voi Va' Sentiero, partecipate a una tappa e condividete i contenuti!


Sono partiti. Dopo mesi e mesi di preparativi finalmente il primo maggio è arrivato. E Va' Sentiero, il progetto dei tre ragazzi che vogliono ripercorrere tutto il Sentiero Italia e che il Touring ha voluto patrocinare da subito, ha finalmente preso il via. "Una grandissima emozione" ci racconta Yuri - uno dei tre fondatori - mentre è a Cormons, in Friuli Venezia Giulia, dove la spedizione sta osservando un giorno di pausa. "Capire che tutti gli sforzi finalmente stavano prendendo forma e soprattutto che finalmente si iniziava a camminare... beh, non vedevamo l'ora. Abbiamo letto Itaca di Kavafis e via, siamo partiti". 
 
Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze... 



I ragazzi di Va' Sentiero - foto Sara Furlanetto

Dal 1° al 7 maggio Yuri, Giacomo, Sara e tutta la compagnia di Va' Sentiero hanno percorso i cammini del piccolo e storico angolo d'Italia che corrisponde al nome di Venezia Giulia, partendo da San Bartolomeo di Muggia, proprio all'estremità orientale del nostro Paese. Con loro una folla di amici, conoscenti e tanti simpatizzanti che hanno voluto portare il loro sostegno alla spedizione, tra cui i Volontari Cai della sottosezione di Muggia. "Alla partenza eravamo un centinaio, non ce l'aspettavamo neppure noi, è stato bellissimo vedere tutti quei volti" sorride Yuri "proprio nello spirito di Va' Sentiero, che vuole essere un'iniziativa comunitaria, una lunghissima camminata partecipata insieme a tutti coloro che amano l'Italia e la montagna".

A dare il saluto a Va' Sentiero anche il console Touring per Trieste, Gabriella Cucchini. E non è mancata neppure la benedizione: "Don Andrea ci ha aperto le porte dell'antica pieve di Santa Maria Assunta, a Muggia vecchia. Lui è abituato ad accogliere i camminatori: il primo tratto del Sentiero Italia ricalca quello dell'Alpe Adria Trail, un bell'itinerario che attraversa tutta la regione". 
 

Va' Sentiero in marcia - foto Sara Furlanetto

IL CARSO E LE SUE GROTTE
La prima settimana di Va' Sentiero non ha visto sempre il sole, anzi: piogge e piovaschi si sono riversati spesso sul verdissimo Carso. Ma naturalmente i ragazzi erano attrezzati e non si sono fatti intimorire. Tra i primi luoghi attraversati dal Sentiero Italia, recentemente rimesso in sesto dai volontari del Cai, la val Rosandra, famosa palestra di roccia fin dagli anni Trenta del Novecento, quando l'alpinista triestino Emilio Comici vi faceva scuola per i rocciatori.
 
Oggi la "montagna di Trieste" è una riserva naturale e vede scorrere l'unico corso d'acqua superficiale del Carso triestino. Già: perché nel Carso ogni goccia di pioggia prima o poi scompare sottoterra. "Doline, inghiottitoi, grotte, affossamenti... ne abbiamo incontrati tantissimi lungo il cammino" racconta Yuri "anche se è difficile individuarli, perché il territorio è ricoperto di fitti boschi. Boschi giovani, cresciuti dopo lo scempio della Grande Guerra, dove si cammina lontani da tutto, spesso in un grande silenzio".


La Val Rosandra - foto Sara Furlanetto

Ad attendere Yuri, Sara e Giacomo anche Aldo Fedele, il direttore della Grotta Gigante, che ha voluto incontrare Va' Sentiero e mostrare loro una delle cavità turistiche più grandi del mondo, se non la più grande. Alta 107 metri, lunga nella sala centrale ben 389 metri, larga 65, potrebbe contenere la Basilica di San Pietro! Uno straordinario spettacolo naturale, scoperto nel 1840 da Antonio Federico Lindner, percursore della speleologia moderna, e reso accessibile già nel 1908, con una serie di scale, passerelle e lampade davvero avveniristiche per il tempo. 

"All'ingresso della grotta c'è anche una targa che ricorda il passaggio del CamminaItalia, la spedizione che creò il Sentiero Italia nel 1995 e lo percorse interamente, con Carnovalini, Corbellini e Valsesia" racconta Yuri. Loro giungevano in Friuli Venezia Giulia come punto finale, dopo aver camminato per tutta l'Italia; Va' Sentiero invece ha appena iniziato a marciare.


La Grotta Gigante - foto Sara Furlanetto

RICORDI DI GUERRA
Il Carso è sinonimo anche di guerra, di Grande Guerra, naturalmente. E lungo la parte giuliana del Sentiero Italia non mancano targhe, memoriali, monumenti dove soffermarsi a meditare e a ricordare i fatti di cent'anni fa. Con brevi deviazioni dal percorso Va' Sentiero ha visitato alcuni di questi luoghi rappresentativi: in primo luogo, il parco Ungaretti a Sagrado, nel Carso goriziano, dedicato al grande poeta che qui, nelle trincee, scrisse le liriche della sua prima raccolta, Il porto sepolto. "E' un posto bellissimo e suggestivo" spiega Yuri "che ci ha colpito per la sua semplicità e la sua carica evocativa. Dall'alto si vede l'Isonzo scorrere placido, mentre sparsi per il parco sono i versi di alcuni componimenti, attraverso cui si ripercorre l'esperienza del poeta. La torretta con pareti di vetro, su cui sono impressi i versi de I fiumi, ha una sua forza particolare". 

Va' Sentiero ha fatto tappa anche a Monte San Michele, principale baluardo difensivo dell'esercito austroungarico, poi conquistato dagli italiani nell'agosto del 1916. Qui sono conservate trincee e gallerie, mentre dalla balconata del piazzale si ha una amplissima veduta sulla piana di Gorizia e sulle Alpi. Proprio in cima al monte, l'incontro casuale con due grandi della montagna italiana, Marco Albino Ferrari e Annibale Salsa.


Il parco Ungaretti a Sagrado - foto Sara Furlanetto


L'Isonzo - foto Sara Furlanetto

L'OSPITALITÀ GIULIANA
 

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Ma un viaggio come quello di Va' Sentiero è fatto anche di incontri, di sorrisi, di ospitalità. Che non sono affatto mancati in questa prima settimana. Ovunque i ragazzi hanno trovato appoggio e conforto: hanno dormito nelle situazioni più disparate, nella tenda in un cortile di un agriturismo, in una canonica, in un piccolo b&b di Gradisca d'Isonzo nato proprio per ospitare i camminatori del sentiero Alpe Adria Trail - e speriamo presto anche quelli del Sentiero Italia. "Non ti dico quanti bicchieri di vino ci sono stati offerti" ride Yuri "e l'ottimo Terrano locale va giù veloce...". 

Tanti i "personaggi" di questa prima settimana. Tra questi anche l'albergatore Elvis Gustin, gestore (con la sorella e la madre) dell'albergo e ristorante Krizman di Malrupino (Repen), che è aperto da circa 110 anni. "Cinque generazioni consecutive" spiega Yuri "e un'ospitalità probabilmente uguale a quella di un secolo fa. Elvis ha offerto la cena per tutti, nonché il pernottamento... abbiamo passato una serata straordinaria, immersi nell'accoglienza di questo popolo di confine". 

Elvis Gustin - foto Sara Furlanetto

I ragazzi di Va' Sentiero, peraltro, sono particolarmente interessati a tutti gli aspetti antropologici e culturali del cammino, anche perché il Sentiero Italia permette di attraversare territori estremamente diversi e variegati (uno straordinario spaccato dell'italianità). Sara - che firma le fotografie di questa pagina e della spedizione - documenta non solo luoghi, ma anche situazioni, persone; e numerose registrazioni audio vengono poi trasmesse da Radio Francigena, altro media partner del progetto. 
 
Nessun dubbio che al riguardo in questa zona siano molte le registrazioni da fare e molte le storie da raccontare. "D'altronde il cammino segue il confine con la Slovenia, una zona che ha sempre visto commistioni tra popoli, lingue, tradizioni" racconta Yuri. "E si percepisce forte l'identità peculiare: da una parte nelle osmizze, le pittoresche trattorie della zona, il menu è spesso prima in sloveno e poi in italiano, ma in ogni caso tutti parlano la nostra lingua e non viceversa, si capisce che fa parte di una identità comune". 


Una tipica osteria, il Mulin Vecio a Gradisca - foto Sara Furlanetto

Ora, ecco Cormons e il Collio, con i suoi colli stretti e brevi, dove appena si scende si riinizia a salire. E poi, tra non molto, arriveranno anche le montagne, quelle vere. Sperando che la neve appena caduta si sciolga presto. Ma i ragazzi di Va' Sentiero non li ferma nessuno. D'altronde, come dice Kavafis:

...I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
 

 



Il Touring Club Italiano sostiene Va' Sentiero, il progetto di tre ragazzi che da maggio 2019 percorrereranno tutto il Sentiero Italia. Alla pagina www.touringclub.it/vasentiero tutti gli articoli dedicati al cammino, con resoconti settimanali e approfondimenti sulle varie tappe. Seguite anche voi Va' Sentiero, partecipate a una tappa e condividete i contenuti!