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Ancora troppe le disgrazie e i comportamenti scorretti in quota

Montagna, dieci regole per viverla in sicurezza

di 
Piero Carlesi
21 Agosto 2018
L'ultima tragedia sul Pollino con dieci morti travolti dall'onda di piena nelle gole del torrente Raganello, le cronache dei giornali su cosa è successo in alta quota sul Monte Bianco ci portano a fare delle considerazioni su come oggi si sta affrontando incautamente la montagna e più in generale l'avventura. Oggi si pensa che la vita sia come un videogioco: c'è sempre modo di uscirne e di resettare tutto. Ma invece non è così. E le cronache lo dimostrano.
 
Andare in montagna senza consultare le previsioni meteo e senza equipaggiamento adatto è una grave imprudenza. Non si va in giro sui sentieri con le infradito, ma nemmeno con le scarpette da ginnastica. Sui ghiacciai si va con persone esperte come le guide alpine, non si va da soli senza esperienza. Anche la cima classificata più facile può riservare sorprese in caso di cattivo tempo; un fulmine o una scivolata sulla roccia bagnata può essere fatale.
 
 
Molti, troppi hanno dimenticato le parole prudenza, esperienza, equipaggiamento. E le conseguenze si vedono leggendo le cronache sui giornali. Comprese quelle che riportano i furti degli scarponi (!) nei rifugi. Non resta quindi che ribadire poche, ma chiare regole di comportamento per chi vuole avventurarsi in montagna, su sentieri, creste, ghiacciai e gole di torrente.
 
1 - PREPARAZIONE
 

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Non si nasce alpinisti. Consigliabile frequentare corsi o affidarsi all'esperienza di una guida alpina che vi accompagni più volte, su terreni diversi, per acquisire esperienza.
2 - ABBIGLIAMENTO
Abbigliamento adatto alla gita, prevedendo il mutamento in peggio delle condizioni atmosferiche. Quindi prevedere un cambio di abbigliamento, mantella, anche sacco da bivacco in caso di pernottamento imprevisto all'addiaccio.
3 - ATTREZZATURA
Abbiate attrezzatura adatta all'escursione. Può essere imbracatura, corda, cordino, moschettone (se si fanno vie ferrate), casco, lampada frontale, bastoncini, piccozza, ramponi ecc.
4 - METEO
Informazioni aggiornate sul meteo. Si parte col bel tempo. Se è in arrivo una perturbazione è meglio rinunciare. Un fulmine può fare danni anche solo se si attraversa un prato. Stare alla larga da ombrelli con la punta metallica che attirano i fulmini. Non sostare nemmeno sotto un albero in caso di temporale.
5 - CARTOGRAFIA
Siate dotati di cartografia aggiornata. Partite con una buona carta dell'itinerario o con un cellulare con app dedicata alle escursioni in montagna.
 
 
6 - SOLIDARIETA'
In montagna si condivide l'avventura con gli altri sia nei momenti positivi sia in quelli negativi. Se il compagno di gita o comunque l'escursionista che incontrate è in difficoltà lo si aiuta e si cerca aiuto chiamando il Soccorso alpino.
7 - I RIFIUTI SI PORTANO A CASA
MoIto si è fatto in questi ultimi decenni, ma non abbastanza in campo ambientale. Troppe persone ancora abbandonano i loro rifiuti in montagna, dalle lattine di bibite alle bottiglie di plastica, dai pannolini dei neonati ai mozziconi di sigaretta.
8 - RISPETTO PER FLORA E FAUNA
Una norma antica, ma sempre valida e da ricordare. Anche se è passato il tempo delle narcisate, molti portano a casa ancora il mazzolino di fiori togliendo all'escursionista che passa dopo di loro il piacere di poter ammirare un fiore lungo l'itinerario. Per quanto riguarda gli animali selvatici, in questi anni sono decuplicati ed è facile incontrare caprioli, cervi, camosci. Perfino stambecchi. Non disturbateli, lasciateli stare, specie se hanno con loro i piccoli. Non parliamo poi degli orsi. Potrebbero aggredirvi. State alla larga.
9 - NON SI ABUSA DEL SOCCORSO ALPINO
Dalle cronache estive si ha notizia di più casi di persone che solo per stanchezza chiamano il soccorso alpino per poter rientrare in elicottero. Affrontare la montagna secondo la vostra preparazione in modo da non essere sfiniti a metà escursione. Il Soccorso alpino che oggi ha un ticket di base per ogni operazione va chiamato solo in casi di effettiva gravità.
E infine non si gioca con i droni: ci segnalano casi di persone che fanno volare i droni oltre i 150 metri dal suolo dando dei problemi agli stessi elicotteri.
10 - I RIFUGI NON SONO ALBERGHI
Pare che molti inesperti della montagna pretendano nei rifugi trattamento da alberghi, dimenticando che tali strutture sono gestite con grandi sacrifici. Gli approvvigionamenti non sono facili, spesso solo con elicottero e quindi ogni prodotto consumato ha un suo costo ben diverso che in pianura. Inoltre, se possibile è consigliabile prenotare il pernottamento (la maggior parte dei rifugi oggi ha il telefono) per non rischiare di non trovare posto o di dover dormire sul pavimento.
 
 

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