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Possono le persone con disabilità godere del panorama del Monte Bianco? L'abbiamo chiesto a tre protagonisti

Montagna accessibile: il caso di Courmayeur

di 
Stefano Brambilla
3 Giugno 2019
 
Quanto un territorio di montagna può essere accessibile, per esempio a chi si muove su una sedia a rotelle? Per rispondere a questa domanda, abbiamo preso il caso di una località famosa come Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, e intervistato tre persone che possono dire la loro sulle esperienze di viaggio di persone con disabilità.

In primis, Danilo Ragona e Luca Paiardi, il primo progettista e designer, il secondo architetto e musicista, che nel 2015 hanno dato vita a Viaggio Italia, un viaggio "speciale" fatto di sport (anche estremi), incontri, prove e sfide affrontate a bordo della loro carrozzina. Luca e Danilo hanno infatti raggiunto i 3.375 metri di quota dove è situato il Rifugio Torino, all'arrivo della funivia Skyway Monte Bianco, inaugurata nel giugno del 2015. Chiediamo a loro come è andata.


LA SALITA SUL MONTE BIANCO
"Quando sei in giro per una città ti chiedi sempre quanta fatica farai per arrivare in un posto, o se in quel posto riuscirai ad entrare" raccontano. "Le aspettative spesso vengono deluse: avresti bisogno di una porta più grande, di una rampa migliore, di un bagno costruito con più cura. Quando siamo arrivati al Rifugio Torino tutta la forza del ghiacciaio ci ha spazzato via, ma è stato solo un tranello: qualsiasi cosa è fatta per accoglierti, per coinvolgerti, per elevarti". 


Partiamo da fondovalle, a La Palud, poco distante da Courmayeur. "Il parcheggio della funivia Skyway è comodo e accessibile: rampe, ascensori, salite" spiegano Luca e Danilo. "Siamo arrivati velocemente alla funivia, una vera e propria esperienza di viaggio, accessibile a tutti. La cabina sale rapida, un meccanismo la fa ruotare di 360 gradi per mostrare a tutti il panorama: avete idea di cosa vuol dire per due persone in carrozzina avere la possibilità di vedere il ghiacciaio su delle vere e proprie navicelle spaziali?". La prima tappa è a 2170 metri, al Pavillon: la cabina s’infila dentro "una struttura che sembra venire direttamente da StarWars, tu scendi con la carrozzina e ti accorgi che i corridoi sono ampi e comodi, le vetrate ti mostrano il paesaggio e tu vorresti restare lì per sempre. Puoi uscire comodamente sulla terrazza e quasi toccare il ghiacciaio".


L’ultimo salto della funivia (ben 1300 metri) porta fino a punta Helbronner, “il nido delle aquile”. Continuano i due ragazzi: "La sensazione di salire più in alto è qualcosa d’indescrivibile: sembra quasi di volare, di stare in piedi, saltare e nuotare, tutto nello stesso istante". Al rifugio Torino Luca e Danilo hanno anche pernottato. "Peraltro la stanza più bella è proprio quella per i disabili, al pian terreno del rifugio. Così come il ristorante, dove si può pranzare a buffet tenendo comodamente il vassoio sulle gambe". Nessun problema anche a uscire sulla terrazza panoramica: "Non ci sono gradini per accederci. E' anche possibile provare l’esperienza di scalare i primi 100 metri della montagna, ma se non siete attrezzati non fatelo! Noi usavamo delle ruote fat", ovvero grasse, con pneumatici molto larghi.
 

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Un'esperienza molto positiva, dunque. "Eccome. Tutto è stato semplice e bellissimo. Così come è bellissimo anche pensare come ogni operaio abbia lavorato duramente alla realizzazione di questo progetto per far sì che anche le persone come noi potessero muoversi verso l’alto".
 
 
SUI SENTIERI E SULLE PISTE
Di altre esperienze a Courmayeur per persone con disabilità parliamo con Andrea Borney, maestro di sci che lavora a tempo pieno con la disabilità e che da tanti anni è attivo nel progettare, aiutare, fornire soluzioni a chi non può percorrere normalmente piste da sci e sentieri al cospetto del Bianco. "Il nostro motto è vedere la montagna come una opportunità, non come un ostacolo", racconta Andrea, che ha fondato una onlus - Antenne Handicap Valle d'Aosta - dopo essere rimasto "folgorato" da un'omonima associazione creata in Francia, a La Plagne. "Non avevo mai pensato di lavorare con le persone disabili" spiega Andrea "tutto è iniziato quando io e mia moglie abbiamo iniziato ad aiutare bambini di una comunità che veniva qui in una casa vacanze. A poco a poco ci siamo appassionati, abbiamo scritto progetti, incontrato persone. E iniziato a lavorare anche con persone con disabilità fisiche e mentali". 
 
Andrea è stato il primo a portare in Italia la joelette, 15 anni fa. "Si tratta di una carrozzella da fuori strada a ruota unica, trainata e spinta da due accompagnatori: quello posteriore assicura l’equilibrio, quello anteriore si occupa della direzione. In realtà bisogna essere almeno in tre, per darsi il cambio: muscolarmente è un'esperienza impegnativa! E si deve essere in assoluta simbiosi". Con la joelette le persone in carrozzina possono percorrere sentieri di montagna e, per esempio, accedere anche a rifugi in quota. Come il rifugio Bertone, una delle mete più classiche di chi vuole fare una meravigliosa escursione attorno a Courmayeur: partenza dalla val Ferret, passeggiata su una ampia mulattiera, arrivo al rifugio con panorama splendido sul massiccio del Bianco. "Io ho tre a disposizione tre joelette" dice Andrea "basta scrivermi per poterne usufruire, magari dopo aver fatto un po' di pratica". 


Per le persone con disabilità motoria Andrea racconta anche di altri luoghi adatti a godere del massiccio del Bianco. "Qualche tempo fa abbiamo mappato tutti i sentieri dello spazio transfrontaliero intorno al Bianco, l'Espace Mont Blanc: ci sono vari percorsi, soprattutto a fondovalle, facilmente usufruibili anche da chi si muove in carrozzine. Per esempio in Val Veny il tratto da Purtud a Peuterey, fino all'area picnic, costeggia la Dora ed è molto scenografico: si parte da un percorso benessere dove sono attivi anche dei bagni attrezzati". 

"Quello che si può fare d'estate, comunque, è una briciola rispetto a quello che si può fare d'inverno!". Andrea si entusiasma, nel raccontarci quanto negli anni è riuscito a mettere in piedi sulle piste da sci di Courmayeur, insieme ad altri maestri. "Abbiamo inventato il Bass (Borney Adapted Snowboard System), uno snowboard adattato che consente alle persone con disabilità anche con gravi limitazioni funzionali (tetraparesi spastica, emiplegia, atassia, eccetera) di praticare lo snowboard in stazione eretta con l'aiuto di un maestro. E' un ausilio innovativo, ormai entrato sul mercato da qualche anno, e ha già subito molte migliorie. Pensa, con il Bass abbiamo fatto anche la Vallée Blanche!". Ma sono molti altri gli ausili possibili per chi vuole mettere piede sulla neve, anzi, desidera provare il piacere e l'ebbrezza dello sci: alcuni sono stati inventati o modificati da Andrea e dalla sua squadra. "Offriamo anche corsi di sci per persone con disabilità e grazie a una fondazione che ci sostiene riusciamo ad abbattere i prezzi". Perché l'obiettivo è sempre lo stesso: vedere la montagna come opportunità. Una montagna inclusiva, per tutti.


INFORMAZIONI
- Il sito di Courmayeur Mont-Blanc e il sito di Skyway Monte Bianco (su quest'ultima, sconto 10% per i soci Touring e i loro accompagnatori). La maggior parte (85%) degli hotel di Courmayeur è attrezzata per ospitare persone con problemi motori; le vallate laterali sono accessibili grazie ai bus con pedane automatizzate.
- Il sito di Luca e Danilo, Viaggio Italia, che racconta le loro avventure e i loro progetti, tra cui anche il viaggio nelle Unità Spinali di tutta Italia, "dove si inizia a capire come riprendere a vivere". 
- Il sito di Antenne Handicap Valle d'Aosta onlus, da cui si può contattare Andrea Borney per ogni informazioni su progetti e opportunità per persone con disabilità a Courmayeur e dintorni. 
 

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