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Le coloratissime opere dell'artista inglese a La Morra, Coazzolo e Santo Stefano Belbo

Le tre meravigliose creazioni di David Tremlett nelle Langhe

27 Marzo 2020
Passione Italia. A fronte del forte momento di difficoltà che il Paese sta attraversando e per ricordarci tutti insieme che possiamo essere uniti anche a distanza, anzi soprattutto stando a distanza, il Touring lancia Passione Italia, una campagna per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito e sui nostri canali social. E contribuite alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     


Le Langhe, come si sa, sono bellissime. Un territorio che da sempre ha visto l'uomo interagire con il paesaggio, dove la natura è stata dolcemente plasmata nel corso del tempo: lo testimoniano i borghi arroccati sulle colline, i filari delle viti che si perdono all'orizzonte, le tante piccole chiesette che costellano il paesaggio. Molti i motivi per percorrere queste zone (negli articoli in fondo vi diamo alcuni consigli). Ma tra le tante storie che si snodano tra la provincia di Cuneo e quella di Asti ce n'è una forse ancora poco conosciuta: quella di un maestro dell'arte contemporanea che è tornato ben tre volte a lasciare il suo segno proprio in queste zone. 
 
Lui si chiama David Tremlett, è inglese ed è diventato famoso per i suoi wall-drawing e per le particolari pennellate stese col palmo della mano. Nel tempo realizza Tremlett diverse opere sui muri di musei, chiese, spazi pubblici o dimore private di tutto il mondo, come quello a grandezza monumentale sulle pareti della scalinata della Tate Britain, a Londra, o quello presente all’interno della nuova sede di Bloomberg, sempre nella capitale inglese. E alla fine degli anni Novanta "scopre" le Langhe: è amore a prima vista e ci torna ben tre volte, per relizzare tre diverse e coloratissime opere che possono essere altrettanti spunti per un itinerario originale. Eccole. 
 
LA CAPPELLA A LA MORRA (CN)
Tremlett realizza la sua prima opera nelle Langhe nel 1999. Siamo nel territorio di La Morra, un piccolo borgo del Cuneese certificato dal Touring con la Bandiera arancione. La Cappella della SS. Madonna delle Grazie, meglio conosciuta oggi come Cappella del Barolo, era stata costruita nel 1914 come riparo per i lavoratori dei vigneti in caso di temporali o grandinate, ma nel corso degli anni era diventata diroccata e ridotta a rudere. Alla fine degli anni ’90 la decisione di ristrutturarla: e per l’occasione Bruno Ceretto, patriarca della famiglia che produce barolo tra i più rinomati, chiama due artisti di fama internazionale, David Tremlett e l’amico Sol LeWitt. "In cambio dell’allestimento della vecchia casa a forma di cappella, mai consacrata, avrebbero ricevuto vita natural durante una bottiglia del prezioso vino a testa, ogni settimana" racconta Ceretto a Touring Magazine (vedi link all'articolo in fondo alla pagina).
 
I due maestri si dividono i compiti: Sol LeWitt si occupa di restaurare l’esterno, scegliendo un gioco di colori giocoso e vivace, mentre David Tremlett si dedica delle decorazioni interne utilizzando una tavolozza di colori calde e serene. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un piccolo capolavoro di arte contemporanea, inserito nello splendido paesaggio delle Langhe. 
 
 
LA CHIESA DI COAZZOLO (AT)
A distanza di quasi vent'anni, Tremlett ritorna nelle Langhe. L'occasione è la ristrutturazione di un'altra chiesetta sconsacrata, quella della Beata Maria Vergine del Carmine nel Comune di Coazzolo, in provincia di Asti: un progetto fortemente voluto dal filantropo Silvano Stella, nonché Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte. Anche in questo caso il paesaggio circostante è magnifico: la cappella si affaccia sulle colline del Moscato e la vista arriva fino al Monviso.
 
L'opera è pronta nel giugno del 2017: un assolo artistico di altissimo livello sulle facciate e sul tetto, per oltre 300 metri quadri di superficie pittorica. La superficie viene suddivisa in tre parti con altrettanti colori dominanti: giallo per l’atrio porticato, terra di Siena per il corpo della chiesa e verde oliva per la sacrestia e il basamento.

 
LA CAPPELLA AL RELAIS SAN MAURIZIO, SANTO STEFANO BELBO (CN)
Soltanto due anni dopo, Tremlett ritorna ancora nelle Langhe. Viene infatti chiamato da Relais San Maurizio, una raffinata dimora di lusso situata a Santo Stefano Belbo (Cn), aperta nel 2002. Il Relais à nato grazie alla ristrutturazione di un antico monastero, fondato nel 1619 da un gruppo di monaci cistercensi: un luogo sospeso nel tempo, dove si respira ancora la storia del passato e si vive un'esperienza di profondo benessere. Il monastero comprende anche, all'interno del parco del Relais, una cappella utilizzata oggi per eventi, il cui restauro ha mantenuto le vecchie volte e gli antichi pavimenti in pietra dove sono incise le date della fondazione. Ed è qui che nel giugno 2019, in occasione dei 400 anni dalla fondazione del monastero, Tremlett è tornato a lavorare.

L'artista ha dipinto le pareti interne con sfumature di colore e forme geometriche che si fondono con quelle della Cappella e che esprimono la relazione tra segno e architettura tipiche della sua opera. Lo stesso Tremlett ha dichiarato che l’evoluzione del colore utilizzato nell’opera per Relais San Maurizio deriva dall’amore che ha per l’Italia e per il territorio della Langhe: “In Italia, sono stato circondato dagli affreschi di Giotto, Piero della Francesca, Mantegna […]. Ero immerso nel colore e sentivo di dover cambiare il mio modo di disegnare". E ha spiegato: "La prima volta che ho visitato la Cappella di Relais San Maurizio, ho riscontrato che la volta del WHITE SPACE (nome originario dello spazio espositivo) non aveva alcun collegamento con le sue pareti. Qualcosa non aveva senso. Ora, invece, la parte superiore dell’opera ha una connessione con la struttura della volta, il colore e la forma. La parte inferiore dell’opera costituisce ora la base, la fondazione o il luogo su cui tutto si sostiene ed è circondata tutt’attorno dal colore, dalla luce e dall'aria. In mezzo c'è il nostro orizzonte, questo è il nostro OPEN SPACE".


INFORMAZIONI
- La Morra: scheda del borgo sul sito Bandiere arancioni; articolo pubblicato su Touring di febbraio 2020
- Santo Stefano Belbo, Relais San Mauriziowww.relaissanmaurizio.it

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