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Un salto a Tiberiade, per ammirare le acque del lago. E poi, via in auto fino alle Alture del Golan, tra gole, sorgenti e castelli crociati. Per arrivare nel paradiso dei birdwatcher

Itinerario in auto in Israele, tra arte, natura e luoghi santi della Galilea

di 
Stefano Brambilla
15 Novembre 2018
 
Un itinerario on the road in Israele? Perché no? Affittare un'auto all'aeroporto di Tel Aviv è facilissimo, il Paese è piccolo, le infrastrutture ottime e i luoghi da scoprire - tra archeologia, storia, religione, natura - davvero molti. Vi proponiamo due itinerari diversi, questo in Galilea, nel nord; e un altro nel Negev, nel sud
 
 
Banani. Il lago di Tiberiade è circondato da piantagioni di banani. Sul monte delle Beatitudini si raccolgono banane. Non per desacralizzare a tutti i costi, ma uno proprio non se l’aspetta, che nei luoghi dove passeggiò parlò miracolò colui per cui la storia è prima o dopo la sua venuta al mondo, ecco, in quei luoghi si raccolgano caschi di banane. D’altronde, è il primo dicembre e si passeggia in shorts e maglietta: clima quasi subtropicale, in Galilea.
 
Le buganvillee esplodono di salute a Cafarnao, così come le torme di pellegrini tutti cappellini e badge identificativi che si mischiano a quelle di preti e frati tutti croci e rosari. Dalla Nigeria, dall’India, dall’America: arrivano da tutto il mondo per vedere il monte dove tradizionalmente si ritiene che Lui abbia pronunciato il discorso della Montagna, la pietra dove tradizionalmente si pensa che abbia insignito Pietro del ruolo di primo Papa, la casa dove tradizionalmente si crede abbia abitato per anni.
 

Cafarnao, le rovine della sinagoga - foto Gettyimages
 
Eppure, più che vedere pochi resti e modeste chiese edificate nel Novecento – tra cui quella spaventosa di Cafarnao, non ce ne voglia l'architetto-feticcio dei Francescani, Barluzzi – qui si dovrebbe pensare. Farsi cogliere dalla suggestione. Godere della serenità dei luoghi, dell’atmosfera, della potenza spirituale. Filosofeggiare sulla portata storica di un gigante dell’umanità, che gli si creda o no. E non si riesce, a pensare, perché l’invasione sembra quella biblica di cavallette. 
 
Il lago di Tiberiade - foto Gettyimages

ATTORNO AL LAGO
Eppure, ci sono soluzioni per il turista indipendente. Arrivare prima o dopo i torpedoni, innanzitutto. E poi scostarsi. Perché basta davvero fare un metro per ritrovarsi improvvisamente da soli. Ed è un vero miracolo. A Cafarnao, la deliziosa chiesetta ortodossa di fronte alla sinagoga non è prevista, nei tour: ovvero, non c’è nessuno. E il lago è bello e placido, anche se non ci sono più i pescatori che gettano le reti, ma solo flottiglie di agguerriti cormorani. Non parliamo poi di Hamat Tverya, con il suo meraviglioso mosaico dello Zodiaco, e di Korazim e Kursi, antichi centri costruiti in basalto nerissimo sulle rive del lago. Le loro rovine sono il capolavoro della serena solitudine.

La chiesa ortodossa a Tabgha, sul lago di Tiberiade - foto Ente per il turismo di Israele

Il lago di Tiberiade è così: la folla nei luoghi santi, il caos nell’omonima città, brutta e moderna, le spiagge che non dicono granchè nonostante i nomi altisonanti (che poi quella di Magdala sia chiamata Nirvana Beach fa proprio sorridere) e decine di piccoli posti che emanano un’aura speciale, vuoi per la suggestione vuoi per la bellezza del contesto. Dopo aver percorso la costa occidentale ed esser stati a Kursi, si prenda la strada che sale verso le Alture del Golan. A parte il cartello che dopo qualche tornante annuncia – conscio di far strabuzzare gli occhi – “qui siete al livello del mare”, se ci si volta il panorama sul Kinneret, il lago com’è noto in ebraico, è eccezionale.

Specie da Gamla, ovvero il cammello, ovvero quella cresta a forma di gobba che nel 67 fu sottoposta dalle truppe di Vespasiano a un assedio tremendo, sette mesi di lotta narrati da Giuseppe Flavio, migliaia di ebrei massacrati, altre centinaia che si suicidarono buttandosi nella gola. Dal belvedere si vedono la gobba, le rovine, il lago, il canyon che spacca l’altopiano, mentre i grifoni planano senza fatica. Inutile dire che non c’è nessuno, neppure sul facile sentiero che porta alla cascata, tra pietraie e dolmen di 4.000 anni fa.

ACQUE PROTETTE
Gamla, d’altronde, non è un caso isolato. La concentrazione di parchi e riserve tra Alture del Golan e alta Galilea pare esagerata, ma così non è, e si starebbe giorni a scoprire sorgenti e gole nascoste. L’acqua, soprattutto, è protetta in tutte le sue forme: a Yehudiya, vicino a Gamla; più in alto, a Banyas e Tel Dan; e ovviamente a HaYarden, ovvero il Giordano (consigliamo la strada 918, al confine tra Galilea e Golan, dove il fiume sopravvive ancora tra salici e eucalipti).

Ma c’è anche il parco di Nimrod, dove tra le colline ricoperte di querce, in un’atmosfera mediterranea, compaiono le rovine di un castello passato più volte dalle mani dei cristiani a quelle degli infedeli. Altro panorama fantastico dalla cima. Vicino, ci fermiamo a Neve Ativ: un nome che la dice lunga, visto che all’entrata del curatissimo paese, evidente stazione di villeggiatura, saluta un plasticoso pupazzo di neve. Peccato che il pupazzo sia accanto a due olivi e ci siano trenta gradi a dicembre: bisogna proprio crederci, all’inverno.
 
Il castello crociato di Nimrod - foto Gettyimages

Dopo il Golan, si scende a Hula per lo spettacolo finale. Quello di una valle malarica bonificata nel 1948 e poi – visti gli scompensi ambientali causati dal prosciugamento – ri-inondata, almeno in parte. Spettacolo perché qui si danno appuntamento centinaia di migliaia di uccelli; e capita raramente di vederne così tanti tutti insieme. Nella riserva di Hula, si cammina tra canneti e una torre d’osservazione; in quella di Agamon Hula, si gira in bicicletta, golf cart e persino trattori mascherati per osservare da vicino gli animali. In autunno e inverno, il numero, il chiacchiericcio, i voli in formazione delle gru che svernano sono da capogiro. La Galilea è un luogo di pellegrinaggio per tutti, non c’è che dire. 

Le gru a Agamon Hula - foto Stefano Brambilla

INFORMAZIONI
NB. L’area conosciuta come Alture del Golan (Golan Heights in inglese) è stata siriana fino al 1967, quando fu occupata dagli israeliani. Nel 1981, Israele ha annesso unilateralmente l’area – una mossa non riconosciuta dall’Onu e dalla comunità internazionale – e ha iniziato a fondare insediamenti nell’area. Per il visitatore, non ci sono problemi a visitare la zona: nessun confine visibile tra la Galilea e le alture, dove proseguono le infrastrutture israeliane e non sono presenti pericoli. 
 
Dormire e mangiare 
Tiberiade offre molte possibilità di alloggio (come il lussuoso Scots hotelwww.scotshotels.co.il), anche se consigliamo di cercare la rilassante atmosfera della Galilea fuori dalla città; nei dintorni, per esempio, l’Arbel Guesthouse (www.4shavit.com), dove si cena splendidamente con prodotti locali. In alta Galilea e nel Golan le strutture sono molto numerose ma spesso care, soprattutto in montagna; frequenti le zimmer, eleganti chalet-bungalow di legno dotati di ogni comodità (si veda il sito www.zimmeril.com). Il kibbutz Gadot è un’ottima base per esplorare la zona: sistemazioni in villini stile villaggio vacanze anni Settanta, accoglienti e spaziosi (www.gadot-lodging.co.il). Nelle vicinanze tre buone possibilità per mangiare: la Dubrovin Farm, adiacente alla riserva di Hula, fattoria storica ristrutturata con eccellente menu a prezzo fisso; il semplice ristorante Iskander, con specialità turche, sulla strada 918; il raffinato Shiri Bistro a Rosh Pina. Un altro punto da dove partire per la visita del Golan è il moshav Ramot, con varie possibilità di alloggio, tra cui l’eccellente Bikta Belavan (www.biktabelavan.com).
 
La ricca gastronomia della Galilea - foto Ente per il turismo di Israele

Altre info
L’itinerario proposto in queste pagine si sviluppa su 200 chilometri circa; Tiberiade dista circa 140 chilometri dall'aeroporto internazionale di Tel Aviv. Hammat Teverya, Korazim, Kursi, Gamla, Banyas, Tel Dan, Nimrod e Hula sono gestiti dall’Israel Nature and Parks Authority (prezzi e orari sono sul sito www.parks.org.il, che dedica a ciascuno una scheda). Agamon Hula (www.agamon-hula.co.il) è aperto dalle 9 alle 18, venerdì e sabato dalle 6.30. Chi volesse provare il rafting sul Giordano e altre attività deve rivolgersi a Jordan River Rafting (www.rafting.co.il). Per documentarsi sul sentiero del Golan, www.golantrail.com; sul sentiero di Gesù, http://jesustrail.com. I siti archeologici e religiosi di Tabgha e Cafarnao sono generalmente aperti dalle 8 alle 17. Utile infine il sito sul lago di Tiberiade www.ekinneret.co.il.