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Sulle tracce di Maria Lai e Costantino Nivola a Orani, Ulassai e Nuoro

In Sardegna, per scoprire il triangolo d'oro dell'arte contemporanea

di 
Barbara Gallucci
20 Settembre 2022
 
C’è la Sardegna delle spiagge e del mare; c’è la Sardegna della storia e dell’archeologia; c’è la Sardegna del cibo e del vino; c’è la Sardegna delle città e del loro patrimonio culturale. E c’è la Sardegna dell’arte contemporanea, forse la meno nota ma non per questo da sottovalutare. Un triangolo d’oro tra Ogliastra e Barbagia che poggia i suoi cardini tra la Ulassai di Maria Lai, la Orani di Costantino Nivola, e Nuoro, capoluogo e sede di due realtà espositive particolarmente vivaci come il Mann e lo Spazio Ilisso. 
 
La Stazione dell'arte di Ulassai con le opere di Maria Lai
 
ULASSAI, DOVE MARIA LAI VISSE E CREÒ
Prima tappa di un tour ideale alla scoperta di questo patrimonio è Ulassai, cuore dell’Ogliastra. Piccolo paese abbarbicato sulla montagna, ha dato i natali a Maria Lai, artista contemporanea nota per i suoi telai e i libri cuciti, scomparsa quasi 10 anni fa. Proprio lei decise di donare a Ulassai 140 delle sue opere allestite a rotazione nella Stazione dell’arte (stazionedellarte.com), spazio espositivo dedicatole in esclusiva che a breve sarà chiuso per ristrutturazioni.

Ulassai è uno dei comuni virtuosi che riceveranno fondi del Pnrr proprio per la valorizzazione del loro patrimonio e il percorso dedicato a Maria Lai è al centro di questo progetto. Perché se a breve la Stazione dell’arte sarà appunto chiusa, non mancano le testimonianze di arte ambientale lasciate sul territorio dalla Lai. Dalla Casa delle Inquietudini al Gioco dell’oca, dal Muro del groviglio alle Capre cucite, fino al Lavatoio per il quale realizzò un telaio a soffitto. Lavatoio al quale fu aggiunta una scultura di Costantino Nivola intitolata “Fontana sonora”.  
 
Il Lavatoio di Ulassai realizzato in collaborazione tra Maria Lai e Costantino Nivola
 
A NUORO, PER DUE MUSEI INASPETTATI 
Per vedere altre opere di Maria Lai nonché il video sulla sua opera più nota, “Legarsi alla montagna” del 1981, bisogna andare a Nuoro, allo Spazio Ilisso (spazioilisso.it). Fino al 27 novembre è infatti allestita la mostra “Maria Lai. Dall’Informale all’opera corale”, un viaggio nell’opera dell’artista sarda attraverso 70 capolavori provenienti da importanti raccolte e collezioni fino al video che racconta l’avventura dell’opera d’arte relazionale durante la quale la Lai coinvolse tutta Ulassai legando le abitazioni tra di loro e alla montagna con un nastro azzurro.

A Nuoro la creatività contemporanea è esposta anche al Man (museoman.it; fino al 30 ottobre è allestita la mostra collettiva Sensorama, mentre da novembre da non perdere il focus su Picasso e la Guernica).
 
Uno scatto tratto dall'opera relazionale di Maria Lai Legarsi alla montagna
 
A ORANI, DOVE COSTANTINO NIVOLA LASCIÒ PIÙ DI UN SEGNO
Non lontano dal capoluogo si trova Orani, piccolo borgo incastrato a sua volta sulla montagna, che ha dato i natali a un altro artista carismatico e affascinante, Costantino Nivola. La vicenda artistica di Nivola inizia aiutando il padre muratore di Orani, prosegue con gli studi a Monza e al primo incarico come grafico per la Olivetti, fino alla migrazione negli Stati Uniti con la moglie Ruth Guggenheim, costretta a fuggire a causa delle leggi razziali.
 
Nella Grande Mela Nivola conosce il gotha dell’arte e sperimenta la sua cifra stilistica più nota, il sand casting. Al museo a lui intitolato a Orani si scoprono tutte le tappe artistiche che lo hanno portato a lasciare il segno in giro per il mondo (museonivola.it).
 
Il Museo dedicato a Costantino Nivola a Orani
 
Anche nella sua cittadina, ovviamente, che è decorata con decine di foto in bianco e nero e che ha dato il via a uno dei suoi progetti più arditi, l’Orani Pergola Village, concepito da Nivola nel 1953 come un’opera d’arte ambientale intesa a rafforzare il senso di comunità unendo tutte le case tramite pergole di vite e intonaci bianchi e ora finalmente in corso d’opera con la collaborazione di Stefano Boeri.
 
Chissà se quell’intreccio verde e bianco arriverà anche alla chiesa di Nostra Signora d’Itria che Nivola trasformò in un’opera d’arte contemporanea con un graffito inciso sulla facciata... Di certo l'operazione lasciò a bocca aperta molti compaesani ma nessuno osò mai intervenire per cancellare l’opera. I sardi hanno un senso per l’arte atavico, tutto da scoprire. 
 
La chiesa di Nostra Signora d'Itria a Orani decorata di Costantino Nivola