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Touring Club Italiano, attraverso il volontariato di impresa, si prende cura dell'Italia: ecco la "Passione Italia" dei dipendenti del Gruppo CAP

Il Naviglio Grande, a ovest di Milano: tre passeggiate per scoprirlo

27 Luglio 2021

Da diversi anni, Touring Club Italiano mette a disposizione delle aziende la propria esperienza per concretizzare partnership efficaci che abbiano impatti positivi sui territori e le comunità, anche grazie a iniziative di volontariato di impresa. Negli anni scorsi i dipendenti di diverse aziende, affiancati dai soci volontari del Touring Club Italiano, hanno accolto cittadini e turisti nei luoghi Aperti per Voi; negli ultimi mesi, invece, per far fronte alla pandemia, è stato ideato un volontariato di impresa “social". 
 
A partecipare a quest'ultima formula, nel mese di giugno 2021, alcuni dipendenti del Gruppo CAP: dopo un percorso formativo sul tema del viaggio e della fotografia di viaggio, a loro è stato chiesto di realizzare un "reportage fotografico" sul tema "Passione Italia". Come molti ricorderanno, "Passione Italia" è la campagna lanciata a marzo 2020 con la quale il Touring ha voluto contrapporre alla mappa del contagio la mappa della bellezza italiana; un invito per tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che il Paese ha da offrire. In questo contesto abbiamo chiesto anche ai dipendenti di Gruppo CAP di raccontarci la loro personale "Passione Italia": un luogo, un'esperienza, un momento da ricordare e da suggerire anche ai lettori nei luoghi attorno a Milano dove il gruppo opera.

Quattro dipendenti del Gruppo CAP hanno incentrato il loro lavoro sul tema "Naviglio Grande". Potete trovare tutti gli altri contributi a questo link.


1. IL NAVIGLIO GRANDE A ROBECCO - di Barbara Contini e Giuseppe Erbini
Andiamo dapprima a Robecco sul Naviglio, nell'ovest milanese. Ecco il racconto di Barbara Contini.

Il Naviglio Grande, canale artificiale costruito su progetti leonardeschi, dopo la sua nascita dal Ticino all’altezza del territorio del comune di Turbigo, svolge il suo percorso nelle campagne della provincia fino a giungere a Milano, colmando con le proprie acque la darsena, per poi ripartire in quel del pavese. Nel suo viaggio verso il capoluogo, il Naviglio interseca diversi comuni, a volte imponendo un preciso sviluppo dell’agglomerato urbano. Tra i territori che lambisce, il Naviglio divide in due anche il comune di Robecco sul Naviglio, paese da cui prende anche il nome.

Da qui inizia la nostra passeggiata: la presenza del Naviglio e dell’abbondante vegetazione arborea creano un particolare microclima che rende gradevole la camminata anche nelle giornate estive; la bellezza dei complessi architettonici che contornano le sponde del Naviglio rendono questa zona una delle più incantevoli della provincia. La passeggiata si svolge su una strada pedonale, utilizzata anche da ciclisti oltre che dalle sporadiche auto dei residenti sull’alzaia, e la camminata è resa confortevole dalla pavimentazione di porfido, intercalata, in alcuni punti, da dei ciottoli che lo inframezzano. Una visione completa della zona si può ottenere se ci si posiziona sulla passerella pedonale del ponte carrabile. Interessante è la “cuccagna”, evento che ha luogo durante la festa patronale, nella prima domenica di settembre: un lungo palo di ghisa posizionato di fronte al castello di Borgo Archinto e bloccato con dei pesi sulla “strada bassa”, opportunamente ricoperto di grasso, proteso verso il centro del Naviglio, accoglie la bandiera italiana all’estremità sospesa sull’acqua. A contendersi la bandiera sono i ragazzi che nell’anno compiono la maggiore età, una volta quelli che dovevano partire per la leva obbligatoria. 

Il naviglio, stretto nel suo alveo, poi corre con rapidità e impazienza per giungere , ampliandosi leggermente, a lambire il comune di Cassinetta di Lugagnano, in una passeggiata immersa nel verde tra alberi di sambuco e acacie, per citarne solo un paio di quelli più interessanti. Se ci si volesse addentrare, poi, nelle viette che conducono al centro del paese, si potrebbe ammirare l’imponenza di Palazzo Archinto o Borgo Archinto, le particolarità di villa Gaia, la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e altre ville.


Imbarcadero, villa Gaia (oggi Gandini). Vista da via Ripa Naviglio, Robecco sul Naviglio, Milano. Foto di Barbara Contini.


Sirenella o Serenella, nella tradizione dialettale robecchese. Vista da via Ripa Naviglio, Robecco sul Naviglio, Milano. Foto di Barbara Contini.​

Anche Giuseppe Erbini ci propone una passeggiata sul Naviglio Grande a Robecco, proponendoci altri scorci. Dapprima il ponte degli scalini, costruito nel 1840-42 per permettere di portare il Santissimo Viatico agli infermi della frazione di Castellazzo de' Barzi.


Ponte degli Scalini, Robecco sul Naviglio (MI). Foto Giuseppe Erbini​

Poi Villa Gaia, la più grande delle ville integralmente conservatesi nel borgo di Robecco sul Naviglio,: particolare è il suo nome che gli venne dato nel XIV secolo in quanto fu la corte dei divertimenti. Tuttora viene utilizzata per feste e cerimonie.


Villa Gaia, Robecco sul Naviglio (MI). Foto Giuseppe Erbini

E infine, Palazzo Archinto, spesso identificato con il nome di Castello, che non ha alcun legame con costruzioni risalenti all'epoca medievale. La sua struttura si affaccia sul Naviglio è stata recentemente restaurata con una grandiosa opera che ha riportato la costruzione a un antico splendore. Attualmente il palazzo ospita la biblioteca comunale e il locale Museo del Naviglio Grande. Come ci ha già spiegato Barbara, la passeggiata che costeggia il Palazzo Archinto e si estende fino alla frazione Castelletto nel comune di Abbiategrasso è immersa nella verde flora come i riflessi verdi del Naviglio che la caratterizza.


Passeggiata del Naviglio Grande, Robecco sul Naviglio (MI). Foto Giuseppe Erbini

2. IL NAVIGLIO GRANDE A GAGGIANO - di Dario Cordioli
Anche Gaggiano, sempre a ovest di Milano, è attraversata dal Naviglio Grande. A questo link trovate un racconto dettagliato di Annalisa Ramondetti; qui il lavoro di Dario Cordioli.


Casa delle chiavi, via Malpensata 31, Gaggiano. Foto di Dario Cordioli


Naviglio Grande, direzione est, Gaggiano. Foto di Dario Cordioli


Naviglio Grande, direzione ovest, Gaggiano. Foto di Dario Cordioli

Palazzo Venini Uboldi, via Roma 10, Gaggiano. Foto di Dario Cordioli

3. IL NAVIGLIO GRANDE A TURBIGO - di Patrizia Pedoni
Ci spostiamo ora verso ovest: Turbigo è un piccolo Comune di circa 7.000 abitanti nel Parco Lombardo della Valle del Ticino (il fiume Ticino segna il confine con il Piemonte). Proprio per la sua posizione geografica, nel secolo scorso è stato un importante polo industriale, sia nel settore tessile/manufatturiero sia in quello conciario. Le sue maggiori attrattive rimangono le sue bellezze naturali e paesaggistiche. Eccone alcune

Eccolo, il Naviglio Grande già Ticinello a Turbigo, irriguo dal 1177, navigabile dal 1270. Sullo sfondo la Centrale Termoelettrica di Turbigo, con i suoi camini che dominano il paese e si vedono nelle giornate serene sino in Piemonte. Per noi giovani del secolo scorso il Naviglio era la piscina estiva, dove ritrovarsi per quattro chiacchere e un tuffo nelle fresche acque.  


Naviglio Grande, Turbigo. Foto di Patrizia Pedoni

Sul Naviglio Grande si affaccia anche la vecchia dogana austroungarica, inaugurata nel 1743; svolse il ruolo di dogana fino al 1859. Oggi se ne conservano solo le vestigia. Il ponte di Turbigo sul Naviglio Grande rivestì un'importanza strategica fondamentale durante la seconda guerra napoleonica in Italia, nel corso del combattimento di Turbigo del 31 maggio 1800.


L'ex dogana austroungarica sul Naviglio Grande, Turbigo. Foto di Patrizia Pedoni

La località Tre Salti sul Ticino era meta estiva di noi Turbighesi fino a qualche anno fa: finito le scuole, tutti al Ticino per un bagno nel fiume azzurro. Un proverbio locale dice “L’acqua che la fa tre tom l’è bona per tutti i galantom”.


Tre Salti, Turbigo. Foto di Patrizia Pedoni


Ticino, Turbigo. Foto di Patrizia Pedoni

Concludo la passeggiata con la scala progettata dall’architetto Carlo Bonomi che porta alla Chiesa della Beata Vergine Assunta e al Castello Visconteo.


La scala che porta alla Chiesa della Beata Vergine Assunta e al Castello Visconteo di Turbigo. Foto di Patrizia Pedoni