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Alle Gallerie d'Italia e alla Gam di via Palestro, per conoscere e scoprire l'artista che inventò la scultura moderna

Due mostre su Canova a Milano

di 
Marta Calcagno Baldini
25 Ottobre 2019
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Milano, come di consueto, propone una sfida: due esposizioni che si occupano di scultura alla fine del 1700, “ovvero quando era considerata una lingua morta”. Parole di Fernando Mazzocca, che con Stefano Grandesso cura “Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, la mostra che ha inaugurato il 25 ottobre alle Gallerie d’Italia in piazza Scala e prosegue fino al 15 marzo 2020.
 
Stesse date alla vicina Gam-Galleria d’arte moderna di via Palestro, 15 minuti a piedi di distanza percorrendo via Manzoni, dove si propone l’approfondimento su “Canova. I volti ideali”, un prezioso percorso alla scoperta di cosa siano le “teste ideali”, un vero e proprio filone dell’opera di Canova dedicato alle molte, diverse declinazioni della bellezza femminile secondo l’artista di Possagno e realizzato all’apice della sua carriera.


Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna, Gallerie d'Italia - foto Flavio Lo Scalzo​

IL CONFRONTO CON THORVALDSEN ALLE GALLERIE D'ITALIA
La “sfida”, insomma, è quella di raccontare la nascita della scultura moderna e alle Gallerie d’Italia avviene mettendo a confronto, per la prima volta, due artisti quali Antonio Canova (1757-1822) e Bertel Thorvaldsen (1770-1844). I due, peraltro, si incontrarono-scontrarono non tanto sotto la Madonnina, quanto principalmente a Roma, dove entrambi erano conosciuti e rinomati: attraverso le 17 sezioni in cui la mostra si articola si sviluppa il confronto artistico tra l’operato di quelle che appaiono come due arti-star anti-tempo.


Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna, Gallerie d'Italia - foto Flavio Lo Scalzo​

Tra la comunanza di temi e soggetti (come le figure della mitologia classica, i grandi temi universali della vita, gli autoritratti) e i punti di contatto rispetto alla loro stessa vita d'artista (la pittura del loro stessi studi romani, che venivano visitati e costituivano mete d’incontro e di dialogo, nonché la frequenza con cui anche altri artisti li volevano ritrarre), l'esposizione offre alla visione 160 opere, molte delle quali in prestito da grandi musei stranieri. L’esposizione è infatti realizzata con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e con il Museo Thorvaldsen di Copenaghen, e resa possibile grazie all’apporto di prestiti concessi da musei e collezioni private italiani e stranieri (come la Biblioteca Apostolica Vaticana, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il J.Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo National del Prado di Madrid e molti altri).

Le sculture sono disposte in modo che il visitatore possa girarvi intorno e vedere l’opera nella sua interezza, “perché per Canova la scultura è una lingua viva, con cui si deve e si può interagire andando vicino”, sempre nelle parole del curatore Mazzocca.


Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna, Gallerie d'Italia - foto Flavio Lo Scalzo​

I VOLTI IDEALI ALLA GAM
Anche alla Gam l’allestimento è particolarmente suggestivo: in sale per lo più buie emergono illuminate le sculture di visi femminili, spesso di marmo bianco. Sono opere che Canova creava senza una commissione, solo per se stesso o da regalare ad amici, in cui si sentiva libero di esprimere la propria idea di arte e di donna. A cura di Omar Cuciniello e Paola Zatti la mostra racconta la storia di un vero e proprio genere, e lo fa attraverso 39 opere di cui 24 di Canova. Tra queste, cinque sculture mai esposte in Italia prima d’ora, come Corinna e la Musa del 1817.

Antonio Canova - Vestale, 1819 Marmo, 58 x 31 x 23 cm Milano, Galleria d’Arte Moderna​

Visi bianchi, pettinature diverse, la bellezza che emanano è un misto di classicità antica e moderno studio della natura e del volto, con raffinate acconciature che vedono il massimo esempio nella Vestale, scultura realizzata tra il 1818 e il 1819 e replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione della mostra. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della GAM, le altre due sono conservate alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.

Tra i mezzi busti canoviani eccone anche uno di Adolfo Wildt, scultore novecentesco, uno di Raffaele Monti come anche uno di Pompeo Marchesi, scultori che seguirono il classicismo di Canova. Non mancano modelli dell’antichità, da cui Canova prese spunto, per illustrare un approfondimento completo anche sulle origini e le ispirazioni da cui arrivarono i “Volti ideali” e cosa ispirarono in seguito. Anche qui le opere provengono dai principali musei nazionali, come le Gallerie degli Uffizi di Firenze o la Gipsoteca Canoviana di Possagno, e internazionali, come il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Kimbell Art Museum di Fort Worth, il Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona, il Musée des Beaux Arts di Lione, il Musée Fabre di Montpellier.
 

Antonio Canova - Ritratto di Elisa Baciocchi Bonaparte, 1812 Gesso, 42 x 28 x 28 cm Possagno, Museo e Gipsoteca Antonio Canova
 
INFORMAZIONI
Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna
Gallerie d’Italia, Piazza della Scala 6, Milano.
Orari: martedì-domenica 9.30-19.30, giovedì chiusura ore 22.30. Fino al 15 marzo 2020
Biglietto ridotto per i soci Tci.
È prevista una riduzione reciproca con la mostra alla Gam: il biglietto d’ingresso alla prima mostra visitata dà diritto all’ingresso ridotto alla seconda esposizione.

Canova. I voli ideali
Gam, Galleria d’Arte Moderna, via Palestro 16, Milano.
Orari: martedì- domenica 9-19.30. Fino al 15 marzo 2020
È prevista una riduzione reciproca con la mostra alle Gallerie d'Italia: il biglietto d’ingresso alla prima mostra visitata dà diritto all’ingresso ridotto alla seconda esposizione.
 
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