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Itinerari facili a contatto con la natura tra Veneto, Alto Adige e Trentino

Dieci escursioni con le ciaspole sulle Dolomiti

di 
Piero Carlesi
14 Dicembre 2017
È arrivata la neve e il turismo delle alte quote sulle Alpi è ripartito già dalla feste dell'Immacolata. Chi non scia ha oggi una valida alternativa per fare attività sportiva: usare le ciaspole e partire nella natura per spettacolari escursioni. Le ciaspole sono l'evoluzione delle antiche e storiche racchette da neve in legno e corda trasformate in attrezzi moderni di plastica.
 
Le escursioni con le ciaspole sono oggi sempre più un must: si cammina lontano dalla folla e si fa attività sportiva a costo zero, senza dover sostenere i costi degli impianti o delle piste che devono sostenere gli sciatori. Normalmente poi chi fa uso delle ciaspole è colui che non sapendo sciare ha trovato finalmente un modo alternativo per muoversi sulla neve a contatto con la natura invernale per ammirare paesaggi (quasi) incontaminati.

AVVERTENZE ED EQUIPAGGIAMENTO
Una volta acquistate le ciaspole e gli indumenti adatti, caldi, soprattutto, occorre completare l'attrezzatura con l'Artva, la radio ricetrasmittente che permette di essere localizzati in caso di sepoltura da valanga. Occorre poi scegliere dove andare. Gli itinerari da compiere con le ciaspole sono innumerevoli e molti non fanno altro che ripercorrere in abiti invernali le escursioni estive, badando a non esagerare nei dislivelli, specie se si è principianti. La differenza fondamentale rispetto al percorso estivo, al di là delle temperature decisamente diverse, è data dal pericolo delle valanghe: alcuni itinerari di fondovalle, anche se pianeggianti, possono essere infatti soggetti a scariche di slavine dai valloni laterali per cui è sempre opportuno consultare il bollettino valanghe dell'area interessata dalla escursione.

Ed ecco dieci itinerari super panoramici, facili e medi, per utilizzare le ciaspole sulle Dolomiti.

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CIASPOLE SULLE DOLOMITI
 
1. Al rifugio Colbricòn per la foresta di Paneveggio - TN
Itinerario abbastanza lungo (5 km), ma facile, quasi interamente su strada forestale e senza pericolo di valanghe, anche con forte innevamento, da compiere in 4 ore. Si parte da Paneveggio, sotto il passo di Rolle, a quota 1515. La zona dei Colbricòn è forse la più famosa e più apprezzata del parco di Paneveggio, uno dei più belli delle Dolomiti. L’ambiente è rilassante e tranquillo, soprattutto nella prima parte del percorso nel famoso “Bosco dei Violini”. Oltre malga Colbricòn, posta al limite del bosco, l’ambiente cambia radicalmente, con la vista del Grande Colbricon e del Cimon della Pala e si raggiunge quota 1900, dove sorge il rifugio, presso gli omonimi laghetti.

2. Alla Baita Segantini - TN
Dal parcheggio a 1773 m all’imbocco della Val Venegia, solcata dal torrente Travignolo, ai piedi delle Pale di S. Martino,  si imbocca la stradina innevata e pianeggiante in direzione della malga Venegia (uno dei luoghi più famosi delle Dolomiti). Il primo tratto dell’escursione fino alla malga è caratterizzato dall’imponente presenza della parete dolomitica del monte Mulaz. Oltrepassata la malga, si continua lungo il percorso della strada forestale. Si prosegue in direzione passo Costazza-Baita Segantini, mentre incombono le pareti del Cimon della Pala, di Cima Vezzana e dei Bureloni. Dopo l’ultimo tratto, in salita, si raggiunge, dopo 3 ore circa, la Baita Segantini (2180 m) al passo Costazza, da dove si ammira il panorama su passo Rolle e sulle Pale di San Martino.
 

3. Dal passo di Costalunga alle Tre Baite – TN/BZ
Dal passo di Costalunga (1745 m) si imbocca con le ciaspole la pista contrassegnata dal segnavia n. 548 che si avvicina alle pareti del Catinaccio (Roda di Vael). Raggiunta una strada forestale, si segue le indicazioni per il rifugio Roda di Vael fino a raggiungere le Tre Baite. Da qui ampio panorama sulla val di Fassa, dalla Marmolada ai Monzoni: lo scenario delle Dolomiti è fantastico. Il ritorno si compie sullo stesso itinerario fino al bivio con il sentiero delle Perle, che si segue fino all’altezza di Baita Masaré. Da qui si scende con le ciaspole lungo la pista fino a intercettare il sentiero che porta al passo di Costalunga.

4. Dal passo S. Pellegrino al rifugio Fuciade - TN
Dal passo S. Pellegrino (1918 m) si segue con le ciaspole una pista ben battuta, in direzione del rifugio Fuciade. Il percorso pianeggiante, adatto a tutta la famiglia,  porta alla località Fuciade e all'omonimo rifugio in un'ora. Gran panorama sul Sass di Tasca, Sasso di Valfredda, Punta Zigolè e Punta Uomo: alcune delle più belle cime delle Dolomiti. Il rifugio Fuciade è aperto anche l’inverno. Si può rientrare al passo S. Pellegrino in un'ora percorrendo la valle del rio di Zigole compiendo così un facile anello.
 
 
5. Da San Candido a Sesto Pusteria - BZ
Dal parcheggio della seggiovia dei Baranci si segue con le ciaspole per un breve tratto la statale per Sesto fino al grande ponte; attraversato il torrente si cammina lungo l'argine orografico destro fino all’ultima casa a sinistra. Qui ha inizio la pista (indicazioni), che poi diventa la strada forestale Rundweg Burg (Giro del castello, segnavia n. 4). Raggiunta quota 1560 m si segue la “Via della Meditazione” che porta a una cappella del bosco eretta durante la Grande Guerra. Da qui, seguendo il sentiero n. 4 si scende attraverso un boschetto ai prati di Sesto Pusteria (ore 3.30, 8 km totali), da dove si può rientrare a San Candido con il bus di linea.
 
6. Da Fistilboden al rifugio Halsl - BZ
Si parte dal parcheggio di Fistilboden a 1645 m, raggiungibile sia dalla val di Funes che da Bressanone percorrendo le strade provinciali che portano al passo delle Erbe. Dal parcheggio si segue la strada asfaltata in direzione di Eores fino alla prima strada forestale che si distacca a destra. Attraversato un bosco e raggiunta la baita Peitlerknapphütte si seguono le indicazioni per il rifugio Genziana. Raggiunta una seconda malga, si devia a destra e attraverso i prati innevati si scende al rifugio Halsl (1866 m, aperto anche d'inverno); bellissimo panorama sulle Dolomiti. Da qui si rientra a Fistilboden in ore 2.30 attraverso il sentiero n. 10 (Bachweg). Il percorso totale è lungo circa 8 chilometri.
 
 
7. All'alpe di Siusi - BZ
Da Compaccio con il bus (linea 11) ci si porta a Saltria. Da Saltria (1679 m) si segue il sentiero in direzione Tirler raggiungendo la malga Tomaseth e la malga Christ al rifugio Sasso Piatto (2301 m). Per il ritorno si può scendere al rifugio Zallinger e via Tirler si rientra Saltria, dopo 5 ore di cammino con le ciaspole. Panorami mozzafiato sui gruppi dello Sciliar, Sassolungo e Sassopiatto: le Dolomiti alla massima potenza
 
 
8. Alle Cinque Torri - BL
L'itinerario delle Cinque Torri è un itinerario classico con le ciaspole di circa 3 ore che si può intraprendere prendendo, partendo da Cortina d'Ampezzo, la seggiovia delle Cinque Torri, che parte da Bai de Dones e porta fino al rifugio Scoiattoli a 2260 m. Da qui si continua a sinistra verso la Torre Inglese, si supera la galleria costituita dalla Torre Quarta Alta e dalla Torre Quarta Bassa, e dopo la frana del monte Averau si superano le Torri e si raggiunge il rifugio Cinque Torri (2137 m), immerso in un paesaggio dolomitico meraviglioso. Da qui si scende a Cian Zopè, che porta alla strada del passo Falzarego. Dalla strada del passo si può raggiungere il parcheggio di Col Gallina con il bus.
 

9. Giro del monte Pelmo – BL
Il Pelmo è tra le più belle montagne delle Dolomiti. Dal capitello della Madonna di Tièra (1120 m), raggiungibile in auto per comoda strada asfaltata dalla frazione di Villanova di Borca di Cadore, si imbocca a sinistra la vecchia mulattiera che porta alla grotta della Vergine di Fatima e al parcheggio di Tièra.

Da qui si segue la strada militare che porta alla località Intrà les aghes; si sale a sinistra per la Ria de Coròto, camminando sulle pendici nord delle Cime di Val d’Arcia e di Foràda, propaggini nord del Pelmo, per raggiungere la forcella Foràda (1977 m). Valicata la sella, e attraversato un bosco di larici, in breve si raggiunge alla malga Doróna (1918 m), il rifugio Città di Fiume, in vista della parete nord del Pelmo. Si procede tra larici e mugheti sino al rifugio passo Staulanza (1766 m) si percorre quindi il Trói dei Ciavai che contorna l’intera mole di Pelmetto e Pelmo. Raggiungendo il rifugio Venezia Alba Maria De Luca (1946 m). Dai Campi di Rutòrto si scende ai ruderi della casera de Naiarón, poi a malga Ciàuta (1552 m) e in breve al capitello della Madonna (7 ore totali).
 
10. Cadini di Misurina - BL
Dalla chiesetta di Misurina posta sopra il parcheggio si imbocca la strada alta che costeggia il lago fino a raggiungere il sentiero n. 118. Da qui con le ciaspole si rimonta un lariceto fino a giungere in una verde valletta. Si sale fra i massi sparsi alla base dei Cadini fino a forcella della Neve, raggiunta la quale si gode di un vasto panorama verso le Marmarole. Si inizia la discesa fino al Ciadin delle Pere, poi si prende a destra per una verde selletta e ci si cala in breve al rifugio Città di Carpi 2110 m. Da qui per comoda strada (d’inverno sempre battuta) costeggiata da larici e pini cembri con splendidi scorci sul Monte Sorapis si raggiunge il rifugio Col De Varda 2106 m con vista sul lago di Misurina. Si rientra al lago (6 ore totali) per comoda carrareccia. Panorama sulle Dolomiti bellunesi assicurato. 
 
 
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